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	<title>il blog di Giuseppe Panella</title>
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		<title>Raphael Gualazzi: &#8220;Sanremo? Una svolta per la mia carriera&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno di grandi successi, nell’ottobre scorso il sold out al glorioso “New Morning” di Parigi, un disco accolto bene da pubblico e un tour con il quale sta attraversando l’Europa. E’ questo un sintetico biglietto da visita di Raphael Gualazzi che, giorno 13 gennaio, sarà ospite del Teatro Politeama di Catanzaro E’ un personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/RaphaelGualazzi.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/RaphaelGualazzi-300x225.jpg" alt="" title="RaphaelGualazzi" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-3804" /></a>Un anno di grandi successi, nell’ottobre scorso il sold out al glorioso “New Morning” di Parigi, un disco accolto bene da pubblico e un tour con il quale sta attraversando l’Europa. E’ questo un sintetico biglietto da visita di Raphael Gualazzi che, giorno 13 gennaio, sarà ospite del Teatro Politeama di Catanzaro<br />
E’ un personaggio che già nel privato si fa apprezzare per la sua cordiale disponibilità, caratteristica evidente sin dalle prime battute del nostro incontro.<span id="more-3802"></span><br />
<strong>Suo padre era il batterista del gruppo Anonima Sound. In qualche modo ha influenzato i tuoi ascolti e il tuo modo di fare musica?</strong><br />
Quando si è piccoli ed una certa predisposizione, avere la possibilità di ascoltare cose diverse, facilita l’approccio. Io ascoltavo Ray Charles quando avevo 5 anni e poi i Led Zeppelin quando ne avevo 16, ma anche Django Reinhardt, tanta musica classica e operistica. Sicuramente avere un musicista in casa dà un grande input.<br />
<strong>Molti la considerano un musicista jazz, ma non è nascosta la sua passione per la musica soul e funky di Sly &#038; The Family Stone, Ray Charles, Otis Redding, Bill Withers, Etta James e Stevie Wonder. Qual è il vero Gualazzi?</strong><br />
Credo di essere un amante del jazz e della musica in generale. Le etichette vengono date per una questione di semplicità, ma non abbiamo bisogno di definire i vari stili musicali. Il jazz ha bisogno di attingere dagli altri generi e viceversa, assistendo ad un crossover che genererebbe una evoluzione della musica.<br />
<strong>C’è anche Tom Waits tra i suoi artisti preferiti.</strong><br />
E’ vero, ed è naturale che sia così. Waits, come me, trova fonte di ispirazione in artisti come Thomas Fats Waller, uno dei miei punti di riferimento principali, del quale ha inciso “I’m crazy ‘bout my baby”.<br />
<strong>Una delle sue caratteristiche è quella di ispirarsi allo stride piano, uno stile pianistico caro a personaggi come Fats Waller, Art Tatum, Mary Lou Williams, James P. Johnson, Willie “The Lion” Smith. diffuso tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’40 del secolo scorso. Come ci è arrivato?</strong><br />
Agli inizi, da bambino, sono partito da studi classici. All’età di 21 anni ho iniziato a comporre i miei primi brani e, pur non tralasciando quegli apprendimenti ho iniziato a fondere l’aspetto blues della Louisiana a questo modo di suonare molto personale che ho riconosciuto solo più tardi. Da quel momento ho iniziato ad ascoltare quegli artisti.<br />
<strong>La sua carriera ha subito una svolta decisiva con la partecipazione a Sanremo. Agli inizi avrebbe mai immaginato che quel palcoscenico sarebbe stato il punto di partenza di una carriera prestigiosa?</strong><br />
Sanremo rimane, nonostante tutto, una vetrina importante, molto seguita anche all’estero. Non dimentichiamo che da questa manifestazione è partito il successo mondiale di un brano come “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno e che ha ospitato personaggi del calibro di Louis Armstrong.<br />
<strong>Oltre ai brani del suo album, nei suoi concerti spesso interpreta canzoni di altri artisti, come “Caravan”, di Duke Ellington, Rainy Night In Georgia di Tony Joe White e I&#8217;m Gonna Move to the Outskirts of Town, di Louis Jordan. E’ il tributo alle sue influenze giovanili?</strong><br />
Quei brani della cultura afroamericana mi hanno accompagnato negli anni e li eseguo insieme alla mia band composta di sei elementi. Non posso dimenticare di quando ho ascoltato “Rainy night in Georgia” nelle versioni di Ray Charles e degli ZZ Top. Sono rimasto letteralmente folgorato. </p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4036&#038;Edizione=4&#038;A=20120110">Gazzetta del Sud</a> il 10/01/2012)</strong></p>
<p><a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4036&#038;Edizione=4&#038;A=20120110"></a></p>
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		<title>Passione, amore, ritmo e spiritualità. E&#8217; il sound dell&#8217;Harlem Gospel Choir</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2011/12/23/passione-amore-ritmo-e-spiritualita-e-il-sound-dellharlem-gospel-choir/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 14:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[THE HARLEM GOSPEL CHOIR Teatro Politeama &#8211; Catanzaro 20/12/2011 Un concerto esaltante e spirituale. Martedì sera il Teatro Politeama di Catanzaro è diventato un luogo di culto grazie ai canti di The Harlem Gospel Choir. Le luci della platea sempre accese hanno evidenziato la volontà del coro di Allen W. Bailey di interagire con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/20.12.11-Teatro-Politeama-Harlem-Gospel-Choir-2.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/20.12.11-Teatro-Politeama-Harlem-Gospel-Choir-2-300x225.jpg" alt="" title="20.12.11 Teatro Politeama - Harlem Gospel Choir (2)" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-3797" /></a><strong>THE HARLEM GOSPEL CHOIR<br />
Teatro Politeama &#8211; Catanzaro<br />
20/12/2011</strong></p>
<p>Un concerto esaltante e spirituale. Martedì sera il Teatro Politeama di Catanzaro è diventato un luogo di culto grazie ai canti di The Harlem Gospel Choir.<br />
Le luci della platea sempre accese hanno evidenziato la volontà del coro di Allen W. Bailey di interagire con il pubblico. E la risposta è stata eccellente.<span id="more-3796"></span><br />
In quella che è sembrata essere una chiesa evangelica, tutti gli “intervenuti” si sono lasciati coinvolgere dal ritmo e dalla spiritualità che ogni brano trasmetteva.<br />
Per quanto importante, si potrebbe pensare ad un impianto sonoro di grande effetto, ma la scena, come era ovvio che fosse, è stata rubata dalle nove voci dei componenti il coro.<br />
Solo una tastiera ed una batteria hanno accompagnato le superbe voci di <strong>David Jackson</strong>, <strong>Michael Liverpool</strong>, <strong>Abraham Blue</strong>, <strong>Corliss Stafford</strong>, <strong>Treena</strong> e <strong>Lacresha Cottrell</strong>, <strong>Franchone Hollomann</strong>, <strong>Michael Matlock</strong>, <strong>Felicia Torne</strong>.<br />
Introdotto dallo stesso Bailey, il coro si è presentato sul palco in maniera gioiosa, invitando da subito il pubblico a partecipare danzando e agitandosi durante l’esecuzione di <strong>“Bless the lord with me”</strong>.<br />
Un rito che da sempre si ripete nelle chiese dei neri, una cultura mutuata dai bianchi che hanno mantenuto intatto lo stile, di meno l’impatto sul palcoscenico.<br />
Il gospel è passione, amore, spiritualità e l’Harlem Gospel Choir lo dimostra ampiamente con la padronanza della scena e la condivisione di un repertorio formato da brani tradizionali e contemporanei.<br />
Molti sono stati i momenti di grande intensità nel corso del concerto. Immancabile la sublime <strong>“Amazing grace”</strong>, eseguita inizialmente nella versione originale e di seguito resa più attuale con l’inserimento di elementi tipici dell’hip-hop, introdotti nel gospel dal <strong>Reverendo Kirk Franklin</strong>, una delle figure dominanti di questo genere.<br />
La sua <strong>“Looking for you”</strong> è stata accolta con crescente entusiasmo dal pubblico, il quale ha tributato un lungo applauso a <strong>“Total praise”</strong>, composta da <strong>Richard Smallwood</strong>, un altro mostro sacro della musica religiosa dei neri.<br />
Il messaggio d’amore e speranza ha avuto nel finale un epilogo incandescente. Alle tradizionali <strong>“Silent night”</strong> e <strong>“Joy to the world”</strong> è stata aggiunta <strong>“Happy Xmas (War is over)”</strong> di <strong>John Lennon</strong>. Ma dopo un lungo discorso di Allen W. Bailey, aiutato da una ragazza del pubblico, <strong>“Oh happy days”</strong> ha aperto la danza finale, con alcuni spettatori invitati sul palco fino al medley conclusivo <strong>“Celebrate/Can you feel it”</strong>. La musica soul di <strong>Kool &#038; The Gang</strong> e dei <strong>Jacksons</strong> è stata accolta da una grande ovazione. Un finale carico di entusiasmo, ideale preludio alla gioia del prossimo Natale.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 22/12/2011)<br />
(Foto per gentile concessione di Salvatore Mellace)</strong></p>
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		<title>Il concerto degli Yo Yo Mundi a Catanzaro chiude la manifestazione &#8220;150 anni dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Le ragioni degli altri&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 21 dicembre 2011 a Catanzaro, undicesimo e ultimo appuntamento della manifestazione 150 anni dell’Unità d’Italia. Le ragioni degli altri promossa e voluta dalla Regione Calabria, Assessorato alla Cultura e attuata dall’Arci Lamezia Terme – Vibo Valentia. L’itinerario geografico degli undici comuni calabresi proposto in questo progetto, che trova la sua naturale conclusione nel città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/yym_live_B.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/yym_live_B-300x129.jpg" alt="" title="yym_live_B" width="300" height="150" class="alignleft size-medium wp-image-3780" /></a><strong>Mercoledì 21 dicembre 2011</strong> a Catanzaro, undicesimo e ultimo appuntamento della manifestazione <strong>150 anni dell’Unità d’Italia. Le ragioni degli altri</strong> promossa e voluta dalla Regione Calabria, Assessorato alla Cultura e attuata dall’Arci Lamezia Terme – Vibo Valentia.<span id="more-3779"></span></p>
<p>L’itinerario geografico degli undici comuni calabresi proposto in questo progetto, che trova la sua naturale conclusione nel città capoluogo, corrisponde anche ad un itinerario culturale di recupero della memoria storica: ogni comune che ha ospitato gli eventi culturali della manifestazione da Taverna a Soveria Mannelli, da Mongiana a Melito di Porto Salvo, da Pizzo a Crotone, da Rovito a Gerace, da Santo Stefano d’Aspromonte a Rossano e infine Catanzaro, è stato teatro di un evento storico che ha contribuito al lungo e doloroso processo dell’Unità d’Italia. Una “Grande Storia” fatta soprattutto di “piccole storie” con più verità e piani di lettura differenti.  Da qui la presenza eterogenea di tanti scrittori e giornalisti italiani, diversi per formazione culturale &#8211; ma tutti autorevoli studiosi e intellettuali – che ha cercato di garantire un pluralismo “vero” nel nome di quella libertà di pensiero e di espressione costituzionalmente riconosciuta.<br />
Le undici giornate, valorizzando un percorso ideale di autori e testi e offrendo anche momenti di animazione teatrale, proiezioni, concerti e una mostra fotografica itinerante, hanno inteso così rinnovare la conoscenza e la memoria di quanto contribuì, inclusa la nostra Calabria e i calabresi,  “[…] a imprimere sull&#8217;Italia un tratto oggettivo di esperienza unitaria” (E. G. Della Loggia). </p>
<p>A conclusione della manifestazione 150 anni dell’Unità d’Italia. Le ragioni degli altri la Città di Catanzaro ospiterà due eventi di alto spessore culturale e la mostra fotografica itinerante <strong>150 Italia Unita</strong>.</p>
<p>Alle ore 18.00, nella Sala Concerti Comunale, si terrà l’incontro con <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong> e <strong>Aldo Schiavone</strong> che presenteranno il libro <strong>Pensare l’Italia</strong> (Einaudi, 2011). Un libro-dialogo in cui i due intellettuali, diversi per studi, formazione e storie culturali, cercano di tracciare un bilancio ora che le celebrazioni per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia stanno per volgere al termine. Cosa potrà essere l’Italia di domani? Un quesito rivolto al futuro del nostro Paese con la consapevolezza che “Da quando il passato non getta più la propria luce sul futuro, lo spirito dell&#8217;uomo brancola nelle tenebre&#8221; (Alexis de Tocqueville).Durante la presentazione del libro saranno proiettati due corti con accompagnamento musicale dal vivo del M° <strong>Marco Dalpane</strong>:<br />
- <strong>Anita Garibaldi</strong> (1910) di Mario Caserini. Con Maria Caserini (l’attrice era moglie del regista, uno dei più importanti del periodo del cinema muto in Italia).<br />
- <strong>Le nozze d’oro</strong> (1911) di Luigi Maggi. Il film, prodotto dalla D’Ambrosio di Torino, ha come tema la battaglia di Palestro ed ebbe un grande successo grazie alla sua chiave di lettura storico-sentimentale.</p>
<p>A seguire, alle ore 21.00, nell’Auditorium Casalinuovo, <strong>Munfrâ</strong>  unico concerto in Calabria dei <strong>YO YO Mundi</strong>. Il gruppo musicale originario di Acqui Terme, città di confine tra le colline del Monferrato, ha all’attivo una straordinaria e intensa attività concertistica sia in Italia che all&#8217;estero (di rilievo i tour nel Regno Unito del 2006 e 2008), vanta collaborazioni con artisti di fama nazionale e internazionale ed ha partecipato a numerosi progetti speciali con la sonorizzazione di film e libri di racconti. </p>
<p>Il gruppo musicale riunito sotto la giocosa sigla Yo Yo Mundi nasce alla fine degli anni &#8217;80.<br />
Paolo Enrico Archetti Maestri (voce, chitarra), Andrea Cavalieri (basso elettrico e contrabbasso), Eugenio Merico (batteria), Fabio Martino (fisarmonica e tastiere), sono i membri originari di YYM; a loro si unirà nel 1996 Fabrizio Barale (chitarre).<br />
Il loro primo cd, &#8220;La Diserzione degli Animali del Circo&#8221;, esce nel 1994; da allora hanno pubblicato altri nove album ufficiali e diversi progetti speciali e intrecciato il cammino artistico con diversi artisti. Straordinaria e intensa l&#8217;attività concertistica in Italia ed all&#8217;estero (di rilievo i tour nel Regno Unito del 2006 e 2008). Un&#8217;altra caratteristica che rende speciale la loro storia è la condivisione di uno spazio creativo nel centro di Acqui, la &#8220;Casa Bollente&#8221;, proprio nella piazza dove l&#8217;acqua termale sgorga a 75º, tre stanze situate al piano nobile di una casa ottocentesca in cui nascono e prendono forma le idee e i sogni della band monferrina, i loro progetti artistici e culturali. Qui hanno dato vita a una casa di edizioni musicali, <strong>La Contorsionista</strong>, uno studio di registrazione e all&#8217;etichetta discografica <strong>Sciopero Records</strong>. Nel marzo 2011 esce il loro nuovo album Munfrâ – Suono memoria, musica selvatica e racconti di Monferrato. Un album dove alla canzone d&#8217;autore e al folk si fondono i suoni del mondo e le atmosfere ritrovate del &#8220;tempo del sogno&#8221; preludio di un &#8220;live&#8221; molto colorato e travolgente e di una nuova dimensione artistica tanto inedita, quanto &#8220;selvatica&#8221; del gruppo musicale monferrino. </p>
<p>Mercoledì 21 dicembre, alle ore 21.00, all&#8217;Auditorium Casalinuovo di Catanzaro, il loro concerto <strong>Munfrâ</strong>, unico in Calabria, chiude gli eventi della manifestazione &#8220;150 Anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Le ragioni degli altri&#8221;, promosso dalla Regione Calabria-Assessorato alla Cultura e attuato dall&#8217;Arci di Lamezia Terme-Vibo Valentia. Un viaggio nei 150 Anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia attraverso 11 tappe di musica, cinema, libri, teatro, fotografia. </p>
<p>La partecipazione agli eventi è gratuita.</p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=22537&#038;sz=5">Musicalnews</a> il 16/12/2011)</strong></p>
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		<title>Iago da eroe del male a grottesco tessitore d&#8217;intrighi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 14:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Teatro catanzarese nonostante numerosi problemi continua a sopravvivere. Questo il senso delle parole pronunciate da Giovanni Carpanzano, nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri, presso la sede delle Scuole Civiche di Teatro di Catanzaro. L’occasione era quella della presentazione dello spettacolo “Iagonia”, diretta dallo stesso Carpanzano. Un fiume di parole e numeri che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0985.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_0985-300x210.jpg" alt="" title="DSC_0985" width="300" height="210" class="alignleft size-medium wp-image-3792" /></a>Il Teatro catanzarese nonostante numerosi problemi continua a sopravvivere. Questo il senso delle parole pronunciate da Giovanni Carpanzano, nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri, presso la sede delle Scuole Civiche di Teatro di Catanzaro.<br />
L’occasione era quella della presentazione dello spettacolo “Iagonia”, diretta dallo stesso Carpanzano. Un fiume di parole e numeri che hanno<span id="more-3791"></span> lanciato messaggi chiari e decifrabili ai politici che a suo avviso trascurerebbero le realtà minori del teatro cittadino e non solo.<br />
Proprio lui, direttore dell&#8217;Accademia Civica D&#8217;Arte Teatrale &#8220;Officina Teatrale” si sente vittima di quella stasi politica che oramai attanaglia il mondo della cultura.<br />
Ma l’oggetto della conferenza stampa doveva essere ben altro. “Iagonia: rivisitazione grottesca dell&#8217;Otello di W. Shakespeare” è l’ultima creatura di Giovanni Carpanzano, del cui cast fanno parte gli allievi della sua scuola. Maria Maddalena Ascione, Sebastiano Gallo, Danilo Commarà, Vanessa Curto, Vincenzo Lazzaro, Marco Martino e Claudia Olivadese saranno gli interpreti di una commedia, rivisitazione dell’Otello di Shakespeare e che mette in evidenza, sin dall’iniziale racconto dei Buffoni Medioevali, la trama tessuta da Iago attraverso una serie di parodie, che non mancheranno di dare maggiore risalto alle figure di spicco dei personaggi principali.<br />
In questa rilettura Carpanzano ha analizzato e rivissuto la storia di Iago, mettendo in risalto i temi universali della gelosia, della passione, del potere e dell’intrigo, tutto condito in chiave grottesca.<br />
Lo stesso regista ha anticipato che nel corso della rappresentazione saranno presenti coreografie tragiche ed allegoriche le quali saranno un maggior punto di forza di “Iagonia”. Lo stesso per meglio rappresentare la gelosia di Otello, ha pensato ad un fazzoletto di proporzioni enormi che regalerà un finale sorprendente.<br />
A conclusione della conferenza stampa, il regista ha rivolto un applauso ideale al maestro Mario Marca e ai Presidi delle scuole medie di Catanzaro, presso le quali la commedia verrà presentata da 19 al 22 dicenbre. Per i catanzaresi l’appuntamento con “Iagonia” sarà giorno 23 dicembre all’Auditorium “Casalinuovo” di Catanzaro.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 14/12/2011)</strong></p>
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		<title>Atmosfere da sogno al Teatro Politeama nell&#8217;ultimo concerto di Ivano Fossati</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[IVANO FOSSATI &#8220;Decadancing tour&#8221; Teatro Politeama &#8211; Catanzaro 02/12/2011 Ivano Fossati, quaranta anni di storia e di storie, di amori e di illusioni. Quanto tempo consumato nelle lunghe, e mai inutili, attese di un suo concerto o di un suo disco. Ed ora non succederà più. Quello che Fossati sabato sera ha tenuto al Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC0451.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC0451-300x228.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3768" /></a><strong>IVANO FOSSATI<br />
&#8220;Decadancing tour&#8221;<br />
Teatro Politeama &#8211; Catanzaro<br />
02/12/2011</strong></p>
<p><a href="http://www.ivanofossati.com/">Ivano Fossati</a>, quaranta anni di storia e di storie, di amori e di illusioni. Quanto tempo consumato nelle lunghe, e mai inutili, attese di un suo concerto o di un suo disco. Ed ora non succederà più. Quello che Fossati sabato sera ha tenuto al Teatro Politeama di Catanzaro,<span id="more-3765"></span> organizzato da <a href="http://www.essemmemusica.it/">Essemme Musica</a>, è stata una delle date del suo ultimo tour, il suo particolare addio al suo pubblico.<br />
Quanti applausi e quante invocazioni ad un artista che, sin dagli anni condivisi con i Delirium, ha parlato il linguaggio del cuore come solo lui sa fare. Un timido conquistatore che con le sue canzoni ci ha fatto sognare una vita diversa, ci ha fatto respirare l’aria profumata dell’amore.</p>
<p>Ivano Fossati era lì davanti a noi e lo abbiamo ascoltato con una partecipazione mista a devozione, con il rimpianto di chi sapeva che quegli non ci saranno più momenti di tale intensità.<br />
<strong><em>“Avrete saputo della mia decisione di chiudere la carriera. E’ tutto vero, l’ho detto io. Non abbiate nostalgia, questa è una festa”</em></strong>. Le sue parole hanno trovato conferma, ma quella non è sembrata una festa. E’ stato qualcosa di più, un mix di sensazioni indescrivibili che ognuno dei “partecipanti” ha restituito creando una atmosfera surreale.<br />
Ma non c’è stato nulla di strano sul palcoscenico. Fossati è stato quello di sempre, il solito fine “narratore” di storie di tutti i giorni. <strong>“Viaggiatori d’Occidente”</strong> ha aperto un concerto coinvolgente, intimo, elettrico. Alle sue spalle, apparso in splendida forma, la band è sembrata essere divisa in due sezioni, quella classica e quella rock. <strong><em>“Io sto da questa parte”</em></strong>, dice ad un certo punto, mostrando i “rockettari” che un attimo prima avevano accennato <strong>“Whole lotta love”</strong> dei <strong>Led Zeppelin</strong>. Una affermazione salutata da una ovazione.</p>
<p>Ma, si sa, le cose che lasciano il segno sono le ballate che catturano, che straziano ma che non fanno male. Un senso di leggerezza si è impadronito dei nostri cuori, innalzandoli fino al cielo, alle note sublimi di <strong>“Stella benigna”</strong>, <strong>“Lindbergh”</strong>, <strong>“L’amore fa”</strong>, <strong>“Carte da decifrare”</strong>, <strong>“Di tanto amore”</strong>, alcuni dei classici di ieri cui si uniscono quelli di oggi. <strong>“L’amore trasparente”</strong>, <strong>“Tutto questo futuro”</strong>, delicata nella coda finale, con Fossati da solo al pianoforte, ma soprattutto con <strong>“Settembre”</strong>, l’ultima perla del cantautore, inserita nell’album <strong>“Decadancing”</strong>.</p>
<p>Il concerto diviso in due tempi è stato chiuso da <strong>“I treni a vapore”</strong>, portata al successo da <strong>Fiorella Mannoia</strong>, prima di un interminabile bis. <strong>“Chi guarda Genova”</strong>, la suggestiva <strong>“La pianta del tè”</strong> e <strong>“Una notte in Italia”</strong> hanno preceduto le due facce dell’amore, <em>“quella giovanile e quella di noi meno giovani”</em>. <strong>“La costruzione di un amore”</strong> e <strong>“Il bacio sulla bocca”</strong> sono stati gli ultimi affreschi di un concerto da incorniciare.<br />
Canta in <strong>“C’è tempo”</strong>, <strong><em>“Dicono che c’è un tempo per seminare / uno più lungo per aspettare / io dico che c’era un tempo sognato / che bisognava sognare”</em></strong> e l’ultimo sogno, un commosso Fossati, lo ha regalato con <strong>“Dolce acqua (Speranza)”</strong>, autentica gemma del periodo Delirium. Cala il sipario. Arrivederci Ivano.</p>
<p><strong>(Foto per gentile concessione di Antonio Raffaele)<br />
(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 4/12/2011)</strong></p>
<p><strong>La band:</strong></p>
<p>Ivano Fossati, voce, pianoforte,chitarra<br />
Pietro Cantarelli, pianoforte, tastiere, Hammond, chitarre elettriche, fisarmonica e voce<br />
Claudio Fossati, batteria e percussioni<br />
Max Gelsi, basso elettrico e acustico<br />
Riccardo Galardini, chitarre acustiche, nylon, elettriche, mandola<br />
Fabrizio Barale, chitarre elettriche e acustiche, voce<br />
Martina Marchiori, violoncello, fisarmonica, organetto, tastiere, percussioni<br />
<strong>La scaletta:</strong></p>
<p><em>Primo tempo</em></p>
<p>- Viaggiatori d’Occidente<br />
- Ventilazione<br />
- La decadenza<br />
- Quello che manca al mondo<br />
- Stella benigna<br />
- Settembre<br />
- Lindbergh<br />
- Mio fratello che guardi il mondo<br />
- L’amore fa<br />
- Ho sognato una strada<br />
- Cara democrazia</p>
<p><em>Secondo tempo</em></p>
<p>- La crisi<br />
- L’amore<br />
- L’orologio americano<br />
- Carte da decifrare<br />
- La musica che gira intorno<br />
- Tutto questo futuro<br />
- C’è tempo<br />
- E di nuovo cambio casa<br />
- Di tanto amore<br />
- I treni a vapore</p>
<p><em>Bis</em></p>
<p>- Chi guarda Genova<br />
- Una notte in Italia<br />
- La costruzione di un amore<br />
- Il bacio sulla bocca</p>
<p><em>Bis&#8230; finale</em></p>
<p>- Dolce acqua (Speranza)</p>
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		<title>La IX edizione del Festival d&#8217;Autunno chiude con un bilancio positivo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 17:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ tempo di bilanci per la IX edizione del Festival d’Autunno. Sabato 03 dicembre, nella sede del Festival, alla presenza di Antonietta Santacroce, direttore artistico della manifestazione, Maria Grazia Caporale, vice sindaco del Comune di Catanzaro, Alfredo Gualtieri, presidente della Fondazione Carical, e di Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, si è svolta una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_2599.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_2599-300x200.jpg" alt="" title="IMG_2599" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3759" /></a>E’ tempo di bilanci per la IX edizione del Festival d’Autunno. Sabato 03 dicembre, nella sede del Festival, alla presenza di Antonietta Santacroce, direttore artistico della manifestazione, Maria Grazia Caporale, vice sindaco del Comune di Catanzaro, Alfredo Gualtieri, presidente della Fondazione Carical, e di Wanda Ferro, presidente della Provincia di Catanzaro, si è svolta una conferenza stampa nella quale è stato fatto un<span id="more-3758"></span> bilancio della stagione appena terminata.<br />
“Questa edizione del Festival d’Autunno – ha dichiarato Antonietta Santacroce – si è affermata come manifestazione nazionale, i cui eventi proposti, tutti di altissima caratura ed alcuni proposti in esclusiva per il Centro – Sud, hanno riscosso l’attenzione dei media nazionali e di un pubblico proveniente dalle regioni limitrofe alla Calabria ed in alcuni casi anche da più lontano”.<br />
Una risposta soddisfacente i cui numeri sono sotto gli occhi di tutti, anno dopo anno sempre in crescita, grazie all’impegno culturale primo vero obiettivo del Festival d’Autunno, che riesce ad aggregare un pubblico eterogeneo.<br />
Una emozione incredibile poter vedere tanta gente desiderosa di godere di quattro eventi diversi tra loro ed al tempo stesso di straordinaria bellezza.<br />
Un successo iniziato con il concerto di apertura dei Manhattan Transfer, per la prima volta in Calabria, e proseguito con i miti di Vinicio Capossela, un felice ritorno il suo con un concerto sold out in soli pochi giorni. Non è mancato il divertimento con il musical “Happy days”, riproposizione in veste teatrale dell’omonimo telefilm cult degli anni ’70. Per il finale è stato messo in scena una produzione originale del Festival d’Autunno “Viva l’Italia! Viaggio nella musica popolare”, prima nazionale assoluta, in cui i 150 anni dell’Unità d’Italia sono stati celebrati con l’esibizione di artisti come Alfio Antico ed i Lautari, Peppe Voltarelli, Patrizia Laquidara, Raiz, Mauro Ermanno Giovanardi e Pino Marino, rappresentanti della musica popolare del nostro Paese.<br />
Dalla Sicilia al Veneto, passando per la Calabria, la Campania, il Lazio e la Lombardia, è stato un succedersi di suoni e ritmi travolgenti. Un susseguirsi di dialetti, una mistione di culture che hanno dimostrato di poter coesistere, trovando nella musica un linguaggio comune.<br />
Non può essere taciuta l’importanza dei tre incontri culturali presieduti da altrettante firme prestigiose come Maurizio Becker, Edoardo Segantini e Lino Patruno.<br />
“E’ doveroso osservare – ha detto Antonietta Santacroce – che se da un lato il Festival intercetta i gusti del pubblico, dall’altro propone un percorso che favorisce la  culturale e non il business”.<br />
Oltre ad essere stato premiato per le scelte inserite nel suo cartellone, il Festival d’Autunno ha chiuso con numeri superiori a quelli riportati lo scorso anno in termini di visite alla pagina Facebook e al sito. Quest’ultimo ha registrato un incremento del 43% in più di visite rispetto alla precedente edizione grazie al costante aggiornamento della fotogallery, della rassegna stampa e ad una maggiore facilità nell’acquisto dei biglietti on line.<br />
Gli interventi finali di Maria Grazia Carbone, Alfredo Gualtieri e Wanda Ferro hanno sottolineato all’unisono la qualità raggiunta dal Festival d’Autunno in questi anni, la sua crescita e l’importanza acquisita grazie ad un impegno costante.<br />
“Da sottolineare – ha concluso il direttore artistico – che solo il 10% è andato in abbonamento. Tutto il resto è stato appannaggio di un pubblico che sceglieva lo spettacolo consapevolmente, determinando un grande feeling con l’artista. Infine, un ringraziamento va fatto allo staff, ai tecnici e alle aziende, rigorosamente calabresi, che contribuiscono con il loro operato a fare grande questo Festival”.</p>
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		<title>Se la politica divide la musica avvicina. Il Festival d&#8217;Autunno chiude col botto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:36:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;VIVA L&#8217;ITALIA&#8221; Viaggio nella musica popolare italiana con Alfio Antico e i Lautari, Peppe Voltarelli, Patrizia Laquidara, Pino Marino, Raiz, Mauro Ermanno Giovanardi Festival d&#8217;Autunno &#8211; IX Edizione Teatro Politeama &#8211; Catanzaro 26/11/2011 E’ stato un viaggio appassionante quello che sabato sera, al Teatro Politeama, ha messo il sigillo alla IX edizione del Festival d’Autunno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_9436.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/IMG_9436-300x200.jpg" alt="" title="IMG_9436" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3752" /></a><strong>&#8220;VIVA L&#8217;ITALIA&#8221;<br />
<em>Viaggio nella musica popolare italiana con Alfio Antico e i Lautari, Peppe Voltarelli, Patrizia Laquidara, Pino Marino, Raiz, Mauro Ermanno Giovanardi</em><br />
Festival d&#8217;Autunno &#8211; IX Edizione<br />
Teatro Politeama &#8211; Catanzaro<br />
26/11/2011</strong></p>
<p>E’ stato un viaggio appassionante quello che sabato sera, al Teatro Politeama, ha<span id="more-3751"></span> messo il sigillo alla IX edizione del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce.<br />
In “Viva l’Italia”, produzione originale dello stesso Festival, è stato un trionfo di dialetti, di tradizioni musicali che pur differenziandosi sono riuscite a far coesistere culture diverse tra loro, espressione di un Paese che, diviso dalla politica, viene unito dal nostro canzoniere.<br />
Sono stati Alfio Antico ed i Lautari, Peppe Voltarelli, Patrizia Laquidara, Raiz, Mauro Ermanno Giovanardi e Pino Marino gli artefici di uno spettacolo vivo e leggero.<br />
Per la prima volta insieme su un palcoscenico i sei artisti, unitamente al gruppo, hanno creduto in un progetto nuovo, non frutto di una promozione discografica, ma motivati dalla forza interiore comune di sentirsi “fratelli” nel senso più profondo del termine.<br />
Merito di questo va dato ad Antonietta Santacroce che, tra mille difficoltà, ha creduto in una idea, in un progetto che ha ricevuto ampi consensi da parte degli artisti e del pubblico convenuto al Teatro Politeama.<br />
La storia di ognuno degli artisti presenti sarebbe bastata a dare allo spettacolo grande importanza. Ma la loro qualità li ha portati a dare il meglio di sé.<br />
Ora in gruppo, ora solisti, è stato un continuo scambio di ruoli pur mantenendo una precisa identità legata alla propria regione.<br />
Sin dall’apertura di Alfio Antico con la storia di <strong>“Re Bufè”</strong> si è avuta la netta impressione di una unità incredibile. Ogni dialetto, in alcuni casi incomprensibile, è diventato musica sublime per le nostre orecchie. Gradevole quanto basta per sentirsi protagonisti di un evento.<br />
Alle melodie napoletane di Raiz e delle sue “Indifferentemente”, “Fatmah” e “Nun te scurdà”, nelle quali sono evidenti intrecci con le melodie di certa musica tradizionale mediterranea, hanno fatto da contraltare la “rabbia” di Peppe Voltarelli e il sorprendente Mauro Emanno Giovanardi, che presentatosi in una veste diversa da quella conosciuta comunemente, ha interpretato in dialetto milanese <strong>“El me gat”</strong> e sbalordito tutti con l’esecuzione in dialetto calabrese, nel duetto con Voltarelli, di  <strong>“U cicciareddu”</strong>, un classico della musica popolare calabrese.<br />
L’allegria non scompare e, seppur interrotta dalla appassionata lettura di <strong>“Io lo so chi sei, tu ancora no”</strong>, racconto in cui Pino Marino narra del suo incontro con Gabriella Ferri, riaffiora con uno degli stornelli più amati dalla stessa cantante romana, <strong>“Trastevere”</strong>. Il pubblico ha mostrato di gradire, cantando con lo stesso Marino.<br />
La figura esile ed elegante di Patrizia Laquidara, di recente vincitrice della Targa Tenco nella categoria “miglior album in dialetto”, vinta lo scorso anno da Peppe Voltarelli, ha offerto saggi di grande tecnica vocale con i brani<strong> “L’aqua fiorìa”</strong>, <strong>“Tiketetanda”</strong> e <strong>“L’anima se desfa”</strong>.<br />
Il finale è stato appannaggio di una interpretazione corale sulle note di <strong>“Viva l’Italia”</strong>. Ogni artista ha “firmato” con una frase nel proprio dialetto la sua appartenenza all’Italia.<br />
Il tributo finale del pubblico è stato un lungo applauso di approvazione. Lo stesso che quest’anno merita il Festival d’Autunno.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 28/11/2011)<br />
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)</strong></p>
<p><strong>La scaletta:</strong></p>
<p>ALFIO ANTICO: IMPROVVISAZIONE<br />
ALFIO ANTICO: RE BUFE&#8217;<br />
I LAUTARI: GOVERNO LADRO<br />
I LAUTARI: ARRIVANU E&#8217; MUNTICEDDI<br />
I LAUTARI: CAVALERI<br />
RAIZ: INDIFFERENTEMENTE<br />
RAIZ: FATMAH<br />
RAIZ: NUN TE SCURDA&#8217;<br />
PEPPE VOLTARELLI: U MULINARO<br />
PEPPE VOLTARELLI: CANTO MO&#8217;<br />
PEPPE VOLTARELLI E MAURO ERMANNO GIOVANARDI: CIUCCIARELLO<br />
MAURO ERMANNO GIOVANARDI: EL ME GAT<br />
PINO MARINO: LETTURA<br />
PINO MARINO: TRASTEVERE<br />
PATRIZIA LAQUIDARA: L&#8217;AQUA FIORIA<br />
PATRIZIA LAQUIDARA, ALFIO ANTICO E I LAUTARI: TIKETETANDA<br />
PATRIZIA LAQUIDARA E I LAUTARI: L&#8217;ANIMA SE DESFA<br />
ALFIO ANTICO E I LAUTARI: ANIMA &#8216;GIGNUSA<br />
ALFIO ANTICO, PEPPE VOLTARELLI E I LAUTARI: MALARAZZA<br />
ALFIO ANTICO E I LAUTARI, PEPPE VOLTARELLI, RAIZ, MAUROERMANNO GIOVANARDI E PATRIZIA LAQUIDARA: VIVA L&#8217;ITALIA</p>
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		<title>Il &#8220;Fuoco del Sud&#8221; di Lino Patruno al Festival d&#8217;Autunno</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 17:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;FUOCO DEL SUD&#8221; Conversazione con Lino Patruno&#8221; Festival d&#8217;Autunno- IX Edizione Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro 25/11/2011 Affrontando il tema della questione meridionale, venerdì 25 novembre si è conclusa la sezione culturale del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce. Alla Biblioteca “De Nobili” di Catanzaro, è stato un “accalorato” Lino Patruno a evidenziare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/Festival_autunno_lino_patruno2.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/Festival_autunno_lino_patruno2-300x228.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3749" /></a><strong>&#8220;FUOCO DEL SUD&#8221;<br />
<em>Conversazione con Lino Patruno&#8221;</em><br />
Festival d&#8217;Autunno- IX Edizione<br />
Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
25/11/2011</strong></p>
<p>Affrontando il tema della questione meridionale, venerdì 25 novembre si è conclusa la sezione culturale del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce. Alla Biblioteca “De Nobili” di<span id="more-3748"></span> Catanzaro, è stato un “accalorato” Lino Patruno a evidenziare i soprusi e le falsità che il Sud ha dovuto sopportare negli ultimi 150 anni, quelli dell’Unità d’Italia.<br />
Novello brigante, non armato di armi, ma di contenuti con i quali stimolare le coscienze di un popolo, quello meridionale, che troppo spesso si è fatto convincere da false verità che hanno avuto lo stesso effetto di un potente sonnifero.<br />
Preceduto da un interessante video, nel quale ha dimostrato quanto il Sud abbia avuto un importanza fondamentale nella crescita di tutta la nazione, Patruno ha presentato il suo nuovo libro “Fuoco del Sud. La ribollente galassia dei movimenti meridionali”, edito da Rubbettino.<br />
Una analisi dissacrante di fatti e misfatti, quella che Patruno ha illustrato, invitando i presenti ad una presa di coscienza ed un invito a riflettere su quanto ancora oggi sta accadendo alle spalle di quella gente “che troppo spesso viene messa in cattiva luce. Dal Sud verso il Nord c’è una fuga di cervelli, di personaggi di spicco i quali, una volta affermatisi, vengono cooptati e ai quali viene data una nuova carta di identità. Non più uno del Sud ma un illustre nome del Nord”.<br />
Non sono mancate le esortazioni a Monti, rassicurandolo che “il Sud non ha intenzione di chiedere, ma che gli venga attribuito ciò che è giusto” ed al quale ha “consigliato” pari trattamenti. “Per fare un esempio &#8211; ha detto Patruno &#8211; se si fa l’alta velocità al Nord che si faccia anche al Sud”.<br />
Il giornalista barese è stato un fiume in piena ed ha sortito gli effetti desiderati con gli interventi appassionati dei presenti.<br />
A mettere il sigillo alla IX edizione del Festival d’Autunno sarà lo spettacolo “Viva l’Italia,viaggio nella musica popolare italiana”, produzione della stessa manifestazione che vedrà per la prima volta esibirsi, sabato 26 novembre al Teatro Politeama di Catanzaro, in rappresentanza delle regioni di appartenenza un nutrito numero di artisti. Alfio Antico ed i Laudari (Sicilia), Peppe Voltarelli (Calabria), Patrizia Laquidara (Veneto), Pino Marino (Lazio), Raiz (Campania) e Mauro Ermanno Giovanardi (Lombardia), sapranno far vivere momenti emozionanti che non mancheranno di esaltare il pubblico come solo la musica popolare riesce a fare.<br />
“Viva l’Italia – commenta Antonietta Santacroce – sarà una grande festa fatta di suoni e ritmi che non mancheranno di coinvolgere il pubblico. Ideale chiusura di un Festival che anche quest’anno ha vissuto momenti di grande entusiasmo .”<br />
I biglietti dello spettacolo “Viva l’Italia”potranno essere acquistati presso i circuiti Ticket One o sul sito del Festival d’Autunno (www.festivaldautunno.com), con possibilità di pagare con carta di credito o Postepay, oppure presso la sede del Festival sita in Via Spasari, 15, aperta da lunedì a sabato dalle 10,00 alle 13,00, e dalle 16,30 alle 20,00 . Per ottenere maggiori informazioni è attivo il numero telefonico 388.8183649 e la mail info@festivaldautunno.com. Inoltre sarà possibile acquistare i biglietti presso le seguenti biglietterie autorizzate: Quelli che il Toto di Soverato, In prima fila di Cosenza</p>
<p><strong>(Foto per gentile concessione di Antonio Raffaele)</strong></p>
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		<title>Alla libreria Ubik di Catanzaro Lido, Massimo Cacciapuoti parla di sè e del suo nuovo romanzo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 14:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua con successo l’alacre attività della Libreria Ubik di Catanzaro Lido che sabato 19 novembre ha vissuto un altro momento di interessante attualità. Ancora un incontro con uno scrittore di chiara fama. Massimo Cacciapuoti, definito dalla critica italiana una delle firme più interessanti della nuova narrativa italiana, ha parlato di sé stesso e del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC9430.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC9430-300x228.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3733" /></a>Continua con successo l’alacre attività della Libreria Ubik di Catanzaro Lido che sabato 19 novembre ha vissuto un altro momento di interessante attualità. Ancora un incontro con uno scrittore di chiara fama. Massimo Cacciapuoti, definito dalla critica italiana una delle firme più interessanti della nuova narrativa italiana, ha parlato di sé stesso e del suo nuovo romanzo “Non molto lontano da qui”, edito da Garzanti, in<span id="more-3731"></span> maniera efficace ed appassionata.<br />
Sollecitato dal moderatore Gianluca Pitari, Cacciapuoti ha sviluppato le tematiche descritte nel suo libro, senza nascondere che nella descrizione di  Giacomo, il protagonista, c’è molto di lui ma “va ricordato che sono anche i conflitti che uniscono la generazione dei trentenni e dei quarantenni”. Non si è nascosto quando ha parlato della sua infanzia, del rapporto difficile con suo padre, del suo fortissimo legame con la sorella Lorenza e di quello con gli amici. Tutto ciò traspare nel suo libro.<br />
“Non molto lontano da qui” può essere considerato un romanzo generazionale, dai forti sentimenti e che fa meditare attraverso le vicende di Giacomo Rossi “un ragazzo che non vuole crescere e che vuole convivere con i propri difetti”. Ma tutto cambia con la morte del padre. Da quel momento Giacomo va alla ricerca delle cose perdute, dei valori della vita e della sua essenza.<br />
L’amicizia con Francesco e Cristina e l’amore per Alice sono alla base di un romanzo che scorre in maniera gradevole, forte di una scrittura immediata, le cui “immagini” sono descritte senza fronzoli.<br />
“La mia vita di autore – racconta Massimo Cacciapuoti &#8211; è iniziata dal noir. “Pater familias”, che è diventato in seguito un film, era crudo nella sua descrizione. Poi, come Giacomo, sono andato alla ricerca delle radici, di quelle cose che avevo trascurato. L’amicizia, l’amore e la famiglia sono fondamentali per la nostra crescita.”<br />
Giovedì 24 novembre alle 21,30, la Libreria Ubik vivrà un interessante incontro con Mariolina Venezia, già vincitrice nel 2007 del Premio Campiello con “Mille anni che sto qui”, che presenterà il suo nuovo libro “Da dove viene il vento”, edito da Einaudi.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>1998 – Pater familias (Castelvecchi)<br />
2004 – L’ubbidienza (Rizzoli)<br />
2006 – L’abito da sposa (Garzanti)<br />
2008 – Esco presto la mattina (Garzanti)<br />
2011 – Non molto lontano da qui (Garzanti)</p>
<p><strong>Filmografia</strong></p>
<p>2002 – Pater familias (sceneggiatura), regia di Francesco Patierno</p>
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		<title>Al Festival d&#8217;Autunno, Edoardo Segantini  e il fascino di Hedy Lamarr, diva sexy e geniale</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 16:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;HEDY LAMARR, LA DONNA-GATTO&#8221; Conversazione con Edoardo Segantini Festival d&#8217;Autunno &#8211; IX Edizione Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro 18/11/2011 Celebrità nel campo dei fumetti, giornalista di chiara fama o appassionato di cinema e di tecnologia? Edoardo Segantini è tutto questo, e lo ha dimostrato nel corso del secondo incontro culturale nell’ambito del Festival d’Autunno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/RMY_2817.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/12/RMY_2817-300x199.jpg" alt="" title="RMY_2817" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-3742" /></a><strong>&#8220;HEDY LAMARR, LA DONNA-GATTO&#8221;<br />
<em>Conversazione con Edoardo Segantini</em><br />
Festival d&#8217;Autunno &#8211; IX Edizione<br />
Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
18/11/2011</strong></p>
<p>Celebrità nel campo dei fumetti, giornalista di chiara fama o appassionato di cinema e di tecnologia? Edoardo Segantini è tutto questo, e lo ha dimostrato nel corso del secondo<span id="more-3741"></span> incontro culturale nell’ambito del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce, durante il quale ha presentato il suo libro “Hedy Lamarr, la donna-gatto”, edito da Rubbettino Editore.<br />
Introdotto dalle brevi note di Florindo Rubbettino, Antonietta Santacroce e Giuseppe Panella, Segantini è stato un fiume in piena, dimostrando di non essere solo giornalista capace di avere la qualità innata di saper esporre le storie che racconta con un entusiasmo contagioso, ma anche di racchiudere in sé la gioia di vivere e condividere le proprie esperienze.<br />
Assume un’aria carica di nostalgia e, al tempo stesso,  una espressione divertita quando parla degli inizi della sua carriera, svelando una delle sue passioni, e di quando giovanissimo iniziò a collaborare con “Topolino”. Un inizo fortunato se il risultato è stato quello di scrivere la sceneggiatura di uno dei classici Disney più amati nel mondo intero: “I promessi paperi”.<br />
“Ho inseguito quel lavoro – dice Segantini &#8211; con grande caparbietà, anche se dopo qualche anno ho preferito abbandonare. Ci mancava solo che dicessi “Gulp”…”.<br />
Da lì ha iniziato un percorso di giornalista al Corriere della Sera, “l’unico giornale che riesce ad assumere”, ha affermato con un pizzico di orgoglio, del quale ancora oggi è un inviato e per il quale si occupa di tecnologie, economia e innovazione, e si è occupato del lancio della testata web Corriere.it.<br />
Ironico quanto basta, “durante la scrittura del libro ho scoperto di essermi innamorato di Hedy Lamarr , seppur con un certo distacco, altrimenti sarei passato per matto”, non ha nascosto il suo grande trasporto per la diva di Hollywood, di colei che al contrario di tante altre aveva una enorme intelligenza e che non basava la sua esistenza solo su una bellezza non comune.<br />
E a Segantini appassionato di tecnologia non è sembrato vero quando era alla Qualcomm di San Diego (USA) , società americana di primo piano nel campo della telefonia mobile, ha scoperto appeso alla parete un ritratto di Hedy Lamarr.<br />
L’indimenticata protagonista di “Estasi”, il film che nel 1933 le diede grande notorietà e nel quale è apparso il primo nudo integrale femminile, la moglie di Spencer Tracy in “Questa donna è mia”, non era solo una diva ma anche una inventrice.<br />
Nel 1941, in collaborazione con l’amico George Anthell, ha depositato il brevetto del “frequency hopping”, sistema che consente attraverso la trasmissione radio di frequenze che variano a intervalli regolari grazie ad un codice prestabilito. E’ grazie a questo sistema che si deve oggi l’utilizzo di telefoni cellulari, wi-fi, tablets e netbooks.<br />
Hedy Lamarr non ha mai rinunciato al proprio spirito ed alla propria autonomia. “E quando nel 1997 – racconta Segantini &#8211;  ormai molto anziana e solitaria, ha saputo che era stata insignita del Pioneer Award, premio attribuitole dalla EFF (Electronic Frontier Foundation) di Washington per il suo contributo alla diffusione ed alla crescita delle tecniche informatiche, ha esclamato semplicemente “It’s about time!” (Era ora!)”.<br />
Le domande del pubblico presente hanno messo in evidenza l’interesse suscitato da Segantini nei confronti di una attrice diversa da quelle che frequentano lo star system.<br />
Con la conclusione di questo incontro culturale il Festival d’Autunno si proietta verso l’ultimo appuntamento. Sabato 26 novembre, al Teatro Politeama di Catanzaro, sarà la volta di “Viva l’Italia”, in cui Alfio Antico ed i Lautari, Elena Ledda, Peppe Voltarelli, Patrizia Laquidara, Pino Marino, Raiz e Mauro Ermanno Giovanardi, con i loro ritmi travolgenti saranno protagonisti di uno spettacolo appositamente ideato e prodotto dal Festival d’Autunno per celebrare la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia.<br />
A precederlo, venerdì 25 novembre presso la Biblioteca “De Nobili”, sarà Lino Patruno che presenterà il suo libro “Fuoco del Sud. La ribollente galassia dei movimenti meridionali”<br />
I biglietti dello spettacolo “Viva l’Italia”potranno essere acquistati presso i circuiti Ticket One o sul sito del Festival d’Autunno (www.festivaldautunno.com), con possibilità di pagare con carta di credito o Postepay, oppure presso la sede del Festival sita in Via Spasari, 15, aperta da lunedì a sabato dalle 10,00 alle 13,00, e dalle 16,30 alle 20,00 . Per ottenere maggiori informazioni è attivo il numero telefonico 388.8183649 e la mail info@festivaldautunno.com. Inoltre sarà possibile acquistare i biglietti presso le seguenti biglietterie autorizzate:  Quelli che il Toto di Soverato, In prima fila di Cosenza</p>
<p><strong>(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)</strong></p>
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