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	<title>il blog di Giuseppe Panella &#187; Spettacoli teatrali</title>
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		<title>Giorgio Panariello, nel suo nuovo spettacolo tra realtà e fantasia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 20:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio Panariello &#8220;Panariello non esiste&#8221; Gran Teatro Le Fontane &#8211; Catanzaro 11/03/2011 Uno spettacolo tra realtà e fantasia quello cui ha assistito al Gran Teatro “Le Fontane” il pubblico di Catanzaro. Organizzato dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese, “Panariello non esiste” nato dalle ceneri del programma radio “Ogni maledetta domenica”, andato in onda su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/03/DSC7925-peppe.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/03/DSC7925-peppe-300x200.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3221" /></a>Giorgio Panariello<br />
&#8220;Panariello non esiste&#8221;<br />
Gran Teatro Le Fontane &#8211; Catanzaro<br />
11/03/2011</p>
<p>Uno spettacolo tra realtà e fantasia quello cui ha assistito al Gran Teatro “Le Fontane” il pubblico di Catanzaro. Organizzato dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese, “Panariello non esiste” nato dalle ceneri del<span id="more-3204"></span> programma radio “Ogni maledetta domenica”, andato in onda su RTL 102.5.<br />
L’attesa di vederlo salire sul palco è stata lunga, ma ne è valsa la pena. Panariello è stato un fiume in piena, un autentico one man show che per l’occasione viene spalleggiato da una band, la Jazz Beat, da due ballerine, Francesca Cava e Luciana Fuzetti, e due cantanti Matteo Borghi e Fabiana Rosciglione.<br />
Da sottolineare la presenza sul palco, nel ruolo del piccolo Raperino, di Agostino Canino, di Sellia Marina e appena nove anni, partecipante alla trasmissione televisiva “Io Canto”,  scelto dall’organizzazione per salire sul palco insieme a Panariello per tutte e quattro le date del tour in Calabria.<br />
Ed eccolo apparire in forma smagliante, il suo ingresso viene accolto da scroscianti applausi, e il suo biglietto da visita è “La valigia dell’attore” di Francesco De Gregori. Il tempo di un applauso e comincia a raccontare alcune barzellette che “riscaldano” l’ambiente, per poi parlare di quanto attualmente è diventato duro il lavoro dei comici. “Neanche Risi e Monicelli avrebbero potuto immaginare un film simile alla realtà che stiamo vivendo”, una affermazione che fa riflettere e, al contempo, fa sorridere nonostante la drammaticità di una considerazione reale.<br />
Senza nessuna forzatura parla di Berlusconi, di certa televisione che “spinge” casi come quello di Avetrana, “che un bambino ha inserito tra le province della Puglia”, di quanto i criminologi siano presenti sul piccolo schermo, e del ruolo disarmante degli opinionisti.<br />
“Pensate ad Alba Parietti e poi a Malgioglio, ritengo che il suo acconciatore sia l’unico criminale che lui è riuscito a vedere nella sua vita”. E il pubblico sottolinea con un grande applauso. C’è grande divertimento e lui lo percepisce e inizia a presentare i suoi personaggi, o meglio le sue “maschere”.<br />
Aiutato dall’illusionista Gaetano Triggiano, grazie al quale appare e scompare, sottolineando il confine tra la realtà e la finzione, si cala nei panni della signora Italia con il suo bislacco italiano che racconta della sua vita e del marito, “mi ha regalato un anello con un topastro così”.<br />
Un attimo di pausa con i due cantanti che eseguono “Perfetto” di Gianna Nannini e Panariello ritorna a parlarci del rapporto uomo – donna, di quanto sia necessario conquistare una donna attraverso tutti i cinque sensi. Panariello non è solo comico, ma dimostra di saperci fare anche con il canto, allorquando sceglie di cantare una “La canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè.<br />
Ancora canzoni d’amore con Matteo Borghi che esegue “Amore fermati” di Fred Buongusto mentre FrancescaCava si esibisce in un balletto molto sensuale.<br />
Panariello ritorna con i suoi personaggi. Da Luingi, l´abitante di Scandicci, anzi, Scandiji, che va a fare un viaggio in Brasile e al ritorno si inventa insegnante di danza, o meglio di danji, a Brad Pitbull, dal PR del Chiticaca di Orbetello al “nuovissimo” Vaja, che passa le sue giornate al bar e beve liquori come il Punt e Mes o il Ferrochina Bisleri e va a russe, “C´ho due badanti, con una ci faccio l´amore, l´altra bada che unn´ arrivi la mi´ moglie”.<br />
Immancabili gli “spot” che lo vedono esposto in prima persona. L’attenzione è rivolta agli anziani, alle morti del sabato sera, ai cani.<br />
Spassoso ed esilarante ma mai fuori dagli schemi, nessuna volgarità è presente nei dialoghi proposti, Panariello ha concluso la serata cantando “Primo ottobre”  un brano di Francesco Nuti, ed infine raccontando un simpatico avvenimento che lo lega a Renato Zero. “Quando Pieraccioni faceva le interviste impossibili a Deejay Television – ha raccontato &#8211; mi chiese di imitare Zero. Andammo a Forte dei Marmi, prendemmo un risciò e realizzammo questo finto incontro. Renato mi ha raccontato che quando l´ha visto in tivù, ha chiamato suo fratello e gli ha chiesto: “A Giampiè, ma quando l´’amo fatta ‘sta cosa in televisione sul pedalò?”.<br />
Finisce così una serata divertente con un attore che prossimamente sarà sul grande schermo con il film “Amici miei – come tutto ebbe inizio”.</p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=20925&#038;sz=4">Musicalnews</a> il 16/03/2011)<br />
(Foto di Antonio Raffaele)</strong></p>
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		<title>&#8220;Ciak si gira&#8221;, il tributo al cinema di Arturo Brachetti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 19:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Arturo Brachetti in &#8220;Ciak si gira&#8221; Teatro Politeama &#8211; Catanzaro 15-16/02/2011 Viene da chiedersi alla fine di ogni esibizione di Arturo Brachetti se ciò a cui si è assistito sia reale. “Ciak si gira”, con la regia di Serge Denoncourt, è il nuovo spettacolo dell’artista torinese che per due giorni è stato rappresentato al Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/DSC06140.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/DSC06140-199x300.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3139" /></a><strong>Arturo Brachetti<br />
in &#8220;Ciak si gira&#8221;<br />
Teatro Politeama &#8211; Catanzaro<br />
15-16/02/2011</strong></p>
<p>Viene da chiedersi alla fine di ogni esibizione di Arturo Brachetti se ciò a cui si è assistito sia reale. “Ciak si gira”, con la regia di Serge Denoncourt,  è il nuovo spettacolo dell’artista torinese che per due giorni è stato rappresentato al Teatro Politeama di Catanzaro.<br />
Una celebrazione del cinema in cui i mille trasformismi incantano e che, grazie ai racconti di Brachetti, conducono in un mondo surreale, che stimola la fantasia e il desiderio inconscio di ritornare bambini.<br />
Ogni attimo, ogni descrizione, ogni figura rappresentata da Brachetti diventa un ponte che riconduce ad una<span id="more-3137"></span> dimenticata parte di noi stessi, quella fanciullezza che il Nostro non ha mai perso e che gli consente di materializzare i sogni di ciascuno dei presenti.<br />
Brachetti inizia a raccontare del suo amore per il cinema partendo dal 13 settembre 1959, quando il padre lo porta a vedere un film, “I dannati di Varsavia”, che invece di “spaventarlo lo avvicinano a quel mondo fantastico. Basta un cappello, già protagonista del suo vecchio spettacolo, per dare vita a venticinque personaggi, dal  cardinale al laureato, Dal  pirata al samurai, che in quei viaggi di fantasia diventano per il trasformista fonte di gioco e di fantasia<br />
Davanti ad un grande televisore, si materializzano personaggi come Crudelia De Mon, Lawrence d’Arabia, Mary Poppins, il Re Leone, Rossella O’ Hara, King Kong, l’Uomo Ragno, La Sirenetta, lo Squalo, Clark Gable, Mary Poppins, Quasimodo, Liza Minelli, Harry Potter, Jack Sparrow. E’ solo l’inizio di un caleidoscopio di immagini che coinvolgono, divertono, sorprendono. Non poteva essere trascurato il cinema horror, nella camera degli orrori ecco Dracula e Nosferatu, la famiglia Adams e tra le tante citazioni l’automobilina radiocomandata di “Shining”. Fa la sua comparsa anche una immagine di Berlusconi, utilizzata dall’esorcista contro il demone.<br />
Il ritmo è vertiginoso, tutto procede senza incertezze, con quel mestiere che lo ha fatto diventare il miglior trasformista al mondo. Non nasconde la sua ammirazione per Lon Chaney, conosciuto come “l’uomo dai mille volti”, “che per strada nessuno riconosceva”. Ed ecco materializzarsi i personaggi mostruosi come il fantasma dell’Opera, che hanno decretato il successo dell’attore americano.<br />
La carriera di Brachetti inizia a Parigi, laddove per ovviare alla mancanza di televisione davanti ad una lampada si divertiva con le ombre cinesi. Il suo ciuffo diventa la torre Eiffel e la torre di Pisa, e dopo le sue mani danno vita a gatti, conigli, uccelli, elefanti.<br />
Il primo tempo si chiude con un tributo a Federico Fellini, una rivisitazione arricchita dalle immagini dell’incantevole mondo del regista riminese.<br />
Nel secondo tempo Brachetti supera sé stesso con la rivisitazione dei capolavori del cinema americano e degli attori che ne fanno parte. Partendo da “La febbre dell’oro” di Charlie Chaplin, e supportato dalle specifiche colonne sonore, Brachetti ha sfogliato l’album dei ricordi comprendente “E.T.”, “Il pirata dei Caraibi”, il disneyano “Nemo”, “Goldfinger”, “Lo squalo”, “Cabaret”, “Psycho”, “Casablanca”, “King Kong”, “Harry Potter”, “Biancaneve e i sette nani”, “Via col vento” e “Star wars”. Un fantasmagorico carosello di travestimenti, di immagini ed effetti. Particolarmente suggestivo il momento in cui il “Titanic” affondava, le immagini proiettate sullo schermo e su un enorme telo antistante allo stesso, mostravano una doppia immagine con la nave che si inabissava lentamente. Merito della grande cura nei dettagli e di una fantasia senza pari.<br />
Ma non è solo trasformista Arturo Brachetti, senza nulla in mano ma aiutato dai diversi suoni, l’artista è stato capace di farci immaginare ciò che in effetti non esisteva. da un artista circense, passando per un giocatore di biliardo ad un giocatore di golf, è stato un susseguirsi di figure esistenti solo negli occhi e nella mente degli spettatori.<br />
Lo spettacolo si è concluso con i ringraziamenti a quel mondo che sin da piccolo lo ha circondato, quel mondo fatto di sogni e di storie, ma anche di quei piccoli oggetti o gesti che oggi assumono un significato magico come l’urlo di Tarzan, la sedia di Liza Minelli, la bicicletta di ET, la luna di Méliès.<br />
Nel suo abito bianco, Brachetti ha concluso lo show gratificato da un lungo applauso del pubblico, che ha lasciato il Teatro Politeama con l’espressione felice di chi aveva vissuto due ore di innocente fanciullezza.</p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=20717&#038;sz=4">Musicalnews</a> il 17/02/2011)<br />
(Foto di Antonio Raffaele)</strong></p>
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		<title>&#8220;Jesus Christ Superstar&#8221; enthused between memories and emotions</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2011/02/10/3119/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 14:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[“Jesus Christ Superstar” Teatro Politema – Catanzaro 08 – 09/02/2011 Broadway, Marc Hellinger Theatre, 12 October 1971. About forty years have passed since opening, &#8220;Jesus Christ Superstar&#8221;, rock opera with which the two authors Andrew Lloyd Webber and Tim Rice managed to approach the sacred to profane: the history and the passion of Christ he [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/Copia-di-DSC060701.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/Copia-di-DSC060701-200x300.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3120" /></a><strong>“Jesus Christ Superstar”<br />
Teatro Politema – Catanzaro<br />
08 – 09/02/2011</strong></p>
<p>Broadway, Marc Hellinger Theatre, 12 October 1971. About forty years have passed since opening, &#8220;Jesus Christ Superstar&#8221;, rock opera with which the two authors Andrew Lloyd Webber and Tim Rice managed to approach the sacred to profane: the history and the passion of Christ he met the Devil&#8217;s music. Tuesday evening, with replication the next day, at the Teatro Politeama of Catanzaro, you could attend a veritable dive in the past, thanks to the representation of Director Max Romeo Piparo who, with his company, since 1995 has been present in every corner of Italy. Difficult to Piparo, considering the complexity of a work built by Webber<span id="more-3119"></span> and Rice on an original re-reading, different from what the sacred texts have always told. The courage of the two American composers, combined with high quality music and a cast composed of big names in rock music were strongest of several controversies making &#8220;Jesus Christ Superstar&#8221; a myth almost unattainable.</p>
<p>It is good to dispel any doubts immediately. Piparo has set up a representation that is close to perfection, and the desire to present in Italy a version in the original language, with the orchestra that plays live on a stage essential, increases the merits for his courageous choices, as well as not having wanted to translations of individual pieces, &#8220;helped&#8221; by some projections of excerpts from the sacred texts. The cast was at the height. Next to Paride Acacia, now perfect in the role of Jesus, remarkable was the interpretation of Simona Bencini that manages to give weight to the role of Mary Magdalene, in particular when, in the song &#8220;I don&#8217;t know how to love him&#8221; taking Jesus Christ in his arms declares to be in love, and Ciccio Regina, Caiaphas, and Massimiliano Giusto Hannas right.</p>
<p>Matteo Becucci and Mario Venuti deserve a separate chapter. Both, while maintaining high standards of execution have revealed some gaps. Becucci, in the role of Judah, in some circumstances it seemed unable to give this drama and expressive voice that the role requires. Same thing goes for Pontius Pilate/Mario Venuti that &#8220;Trial bifore Pilate&#8221;, the song in which Jesus Christ is frustrated, fails to convey the right emotional intensity. A failure to &#8220;support&#8221; background images that are more current scene as the face of Sakineh, the bodies of children dying for hunger and the faces of Falcone and Borsellino.</p>
<p>Despite this improvement, the entire system to survive. The Apostles and the people/dancers have shown to be at ease in the arena and on the vine, they borrowed from Norman Jewison film Edition. Considerable support for orchestra that has truly read every single note, from start &#8220;Overture&#8221; to finish  &#8220;John Nineteen: Forty-One&#8221;. From chills the cited &#8220;I don&#8217;t know how to love him&#8221; and &#8220;Gethsemane (I only want to say)&#8221; performed by Acacia, Maria and Peter in &#8220;Could we start again please?&#8221;, engaging Becucci on the track &#8220;Superstar&#8221;, sung in the audience.</p>
<p>There was also space for an Encore with the dancers, to &#8220;Superstar&#8221;, occupied any space of theatre, while the audience he decreed the success to a work which has aroused old memories and emotions that time has just vanished, but never deleted.</p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.articlesbase.com/music-articles/jesus-christ-superstar-enthused-between-memories-and-emotions-4202970.html">Articlebase</a> il 10/02/2011)<br />
(Photo with permission of Antonio Raffaele)</strong></p>
<p>Singers in order of appearence:<br />
Matteo Becucci, Giuda Iscariota<br />
Paride Acacia, Gesù<br />
Simona Bencini, Maria Maddalena<br />
Ciccio Regina, Caifa<br />
Massimiliano Giusto, Hannas<br />
Cristian Ruiz, Simone Zelote / Pietro<br />
Mario Venuti, Ponzio Pilato<br />
Giordano Orchi, Erode</p>
<p>Dancers:<br />
Erika Arosio<br />
Giammarco Capogna<br />
Mekdes Cortili<br />
Lorenzo De Baggis<br />
Ilaria De Novellis<br />
Luca Di Nicolantonio<br />
Eugenia Goria<br />
Giordano Orchi<br />
Rachele Pacifici<br />
Andrea Palotto<br />
Federica Panzeri<br />
Cristian Ruiz<br />
Carlotta Stassi</p>
<p>Orchestra:<br />
Emanuele Friello, keyboards, musical director<br />
Luciano Zanoni, keyboards<br />
Leonardo Porcheddu, guitars<br />
David Giacomini, guitars<br />
Pino Saracini, bass<br />
Stefano Falcone, drum<br />
Mariele Ecca, horn<br />
Andrea Di Pilla, trumpet</p>
<p>Scenography: Giancarlo Muselli<br />
Costumes: Santina Ferro<br />
Lighting design: Andrea &#8220;Bobo&#8221; Amadei<br />
Sound: Luca Finotti</p>
<p>Coreography: Roberto Croce<br />
Musical director: Emanuele Friello</p>
<p>Director: Massimo Romeo Piparo</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/02/10/3119/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Jesus Christ Superstar&#8221; entusiasma tra ricordi ed emozioni</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 20:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Jesus Christ Superstar&#8221; Teatro Politema &#8211; Catanzaro 08 &#8211; 09/02/2011 Broadway, Marc Hellinger Theatre, 12 ottobre 1971. Sono trascorsi circa quarant’anni dalla prima rappresentazione, di “Jesus Christ Superstar”, l’opera rock con la quale i due autori Andrew Lloyd Webber e Tim Rice riuscirono ad accostare il sacro al profano: la storia e la passione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/Copia-di-DSC06070.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/Copia-di-DSC06070-200x300.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3097" /></a><strong>&#8220;Jesus Christ Superstar&#8221;<br />
Teatro Politema &#8211; Catanzaro<br />
08 &#8211; 09/02/2011</strong></p>
<p>Broadway, Marc Hellinger Theatre, 12 ottobre 1971. Sono trascorsi circa quarant’anni dalla prima rappresentazione, di “Jesus Christ Superstar”, l’opera rock con la quale i due autori <strong>Andrew Lloyd Webber</strong> e <strong>Tim Rice</strong> riuscirono ad accostare il sacro al profano: la storia e la passione di Cristo incontrava la musica del diavolo.<br />
Martedì sera, con replica il giorno successivo, al Teatro Politeama di Catanzaro, si è potuto assistere ad un vero proprio tuffo nel passato, grazie alla rappresentazione del regista Massimo Romeo Piparo che, con la sua compagnia, dal 1995 è stato presente in ogni angolo<span id="more-3096"></span> della nostra penisola.<br />
Compito arduo quello di Piparo, considerando la complessità di un’opera costruita da Webber e Rice su  una originale rilettura, diversa da quella che i sacri testi hanno sempre raccontato. Il coraggio dei due compositori americani, unito ad una elevata qualità musicale e a un cast composto da grandi nomi della musica rock sono stati più forti delle numerose polemiche rendendo “Jesus Christ Superstar” un mito quasi irraggiungibile.<br />
E’ bene fugare subito ogni dubbio. Piparo ha allestito una rappresentazione che si avvicina alla perfezione, ed aver voluto presentare in Italia una versione in lingua originale, con l’orchestra che suona dal vivo su un palco essenziale, aumenta i meriti per le sue scelte coraggiose, così come non aver voluto le traduzioni dei singoli pezzi, “aiutati” dalle proiezioni di brani tratti dai testi sacri.<br />
Anche il cast è stato all’altezza. Accanto a Paride Acacia, oramai calatosi perfettamente nel ruolo di Gesù, notevole è stata l’interpretazione di Simona Bencini che riesce a dare spessore al ruolo di Maria Maddalena, in particolare quando, nel brano <strong>“I don’t know how to love him”</strong>, tenendo Gesù Cristo tra le braccia dichiara di esserne innamorata, e di Ciccio Regina, Caifa, e Massimiliano Giusto, Hannas.<br />
Un capitolo a parte meritano Matteo Becucci, e Mario Venuti. Entrambi, pur mantenendo elevato lo standard di esecuzione hanno palesato alcune lacune. Becucci, nel ruolo di Giuda, in alcune circostanze è sembrato non riuscire a dare quella drammaticità vocale ed espressiva che il ruolo richiede. Stessa cosa dicasi per Ponzio Pilato/Mario Venuti che nell’esecuzione di <strong>“Trial bifore Pilate”</strong>, il brano in cui Gesù Cristo viene frustato, non riesce a trasmettere la giusta intensità emotiva. Un mancato “sostegno” alle immagini che sullo sfondo ripropongono scena più attuali come il volto di Sakineh, i corpi di bambini morenti per la fame e i volti di Falcone e Borsellino.<br />
Nonostante questo particolare perfettibile, è tutto l’impianto a reggere. Gli apostoli ed il popolo hanno mostrato di essere a loro agio nella arena e sui tralicci, questi ultimi mutuati dalla edizione cinematografica di Norman Jewison. Notevole il supporto dell’orchestra che ha riletto in maniera fedele ogni singola nota, dalla iniziale <strong>“Overture”</strong> alla finale <strong>“John Nineteen: Forty-One”</strong>. Da brividi la già citata “I don’t know how to love him” e “Gethsemane (I only want to say)” eseguita da Acacia, appassionati Maria e Pietro in <strong>“Could we start again, please?”</strong>, coinvolgente Becucci nel brano <strong>“Superstar”</strong>, cantata in mezzo al pubblico.<br />
C’è stato anche lo spazio per un bis con i ballerini che, sulle note di “Superstar”, hanno occupato ogni spazio della platea, mentre il pubblico decretava il successo ad un’opera che ha suscitato antichi ricordi ed emozioni che il tempo ha solo sopito, ma mai cancellato. </p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=20656&#038;sz=4">Musicalnews</a> il 9/02/2011)<br />
(Foto di Antonio Raffaele)</strong></p>
<p><strong><em>Cantanti in ordine di apparizione:</em></strong><br />
Matteo Becucci, Giuda Iscariota<br />
Paride Acacia, Gesù<br />
Simona Bencini, Maria Maddalena<br />
Ciccio Regina, Caifa<br />
Massimiliano Giusto, Hannas<br />
Cristian Ruiz, Simone Zelote / Pietro<br />
Mario Venuti, Ponzio Pilato<br />
Giordano Orchi, Erode</p>
<p><strong><em>Ballerini / Popolo:</em></strong><br />
Erika Arosio<br />
Giammarco Capogna<br />
Mekdes Cortili<br />
Lorenzo De Baggis<br />
Ilaria De Novellis<br />
Luca Di Nicolantonio<br />
Eugenia Goria<br />
Giordano Orchi<br />
Rachele Pacifici<br />
Andrea Palotto<br />
Federica Panzeri<br />
Cristian Ruiz<br />
Carlotta Stassi</p>
<p><strong><em>Orchestra:</em></strong><br />
Emanuele Friello, tastiere, direzione musicale<br />
Luciano Zanoni, tastiere<br />
Leonardo Porcheddu, chitarre<br />
David Giacomini, chitarre<br />
Pino Saracini, basso<br />
Stefano Falcone, batteria<br />
Mariele Ecca, corno francese<br />
Andrea Di Pilla, tromba</p>
<p>Scenografie: Giancarlo Muselli<br />
Costumi: Santina Ferro<br />
Disegno luci: Andrea &#8220;Bobo&#8221; Amadei<br />
Suono: Luca Finotti</p>
<p>Coreografie: Roberto Croce<br />
Direzione musicale: Emanuele Friello</p>
<p>Regia: Massimo Romeo Piparo</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/02/09/jesus-christ-superstar-entusiasma-tra-ricordi-ed-emozioni/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Cats&#8221; still scratching the heart</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 14:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[“CATS” Teatro Politeama – Catanzaro 01/18/2011 A darkness that invites to silence and luminescent eyes of Jellicle Cats, which move in time to the music, make magical atmosphere straight away which introduced &#8220;Cats&#8221;, the musical that for thirty years ago dream adults and children, sharing a passion for the world&#8217;s most famous cats. The Teatro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/CATS-300x200.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/CATS-300x200.jpg" alt="" title="CATS-300x200" width="300" height="200" class="alignleft size-full wp-image-3111" /></a><strong>“CATS”<br />
Teatro Politeama – Catanzaro<br />
01/18/2011</strong></p>
<p>A darkness that invites to silence and luminescent eyes of Jellicle Cats, which move in time to the music, make magical atmosphere straight away which introduced &#8220;Cats&#8221;, the musical that for thirty years ago dream adults and children, sharing a passion for the<span id="more-3109"></span> world&#8217;s most famous cats.</p>
<p>The Teatro Politeama of Catanzaro for some time it was sold out for the two dates of opera music inspired by the book of Thomas Stearns Eliot&#8217;s Old Possum&#8217;s Book of Practical Cats &#8220;(&#8221; the book of cats Handyman &#8220;), the first being staged Tuesday 18. The Italian version, presented by the Compagnia della Rancia, is a modern rereading wanted by filmmaker Saverio Marconi e from the choreographer Daniel Ezralow, who have changed dramatically as the costumes and choreography. For this reason it is useless to make a comparison with the original version which, in some respects, it might be a loser. Despite the diversity, is the story of &#8220;Cats&#8221; to get the maximum enjoyment of the public, always fantastic and with music by Andrew Lloyd Webber who manage always to excite.</p>
<p>It&#8217;s a surreal world of Jellicle Cats, a microcosm in which, for the annual dance, cats that show that they possess characteristics of man. So discover the Wise Old Deteuronomy, the vain Rum Tum Tugger, treacherous Macavity, petty Mungojerrie and Rumpleteazer, the elegant Bustopher Jones, who for his mole in Italy takes the name of Ciccio Gourmet, and still Rum Tum Tugger, Don Giovanni group, Jennyanydots, cat&#8217;s double life, peaceful by day and night, as triggered when, together with his comrades, he dances and it rolls over large balls of wool, the Thunder cat Skimbleshanks, grappling with a huge shopping cart, which brings the entire company, in what may be termed the funniest moment of the entire show, the magical Mr. Mistofeelees, skillful as cards, dice to finish to the true protagonist, Grizabella, cat from decadent beauty. Each with its own personality and with its own history, manages to steal the scene to the other in a quick succession of short stories. Cats don&#8217;t just move on stage but, between general amazement, invade the audience, by exploring its corridors and even walking on the heads of the audience amused. There is a moment of pause, the story flows nicely and fast movements of the dancers/singers felines, scenography by Gabriele Moreschi, are designed to give the rhythm that, in some moments, the text English seems to miss. Unfortunately, this is one of the limitations of our musical language, partly against the English. There are several &#8220;found&#8221; in the direction of Marconi.</p>
<p>The &#8220;numbers&#8221; of Jennyanydots and Skimbleshanks are added those that Mungojerrie and Rumpleteazer play with a giant tyres and the battle between wheel and Macavity Munkostrap. Between the first and second act another curiosity. Between the public&#8217;s initial indifference initially, Old Deteuronomy sits on the stage and act for himself, the book of poems by T.S. Elliot. But Saverio Marconi has not stopped here, managed to create a &#8220;Theatre in theatre&#8221; when reminds its elapsed Asparugus theatre and his greatest success &#8220;Jaws&#8221;, projecting images on a screen and citing local artists such as Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Giorgio Strehler and Dario Fo, with whom he worked in his career.</p>
<p>Each scene is taking place under the gaze of Old Deuteronomy, and it&#8217;s all a succession of jumps, songs and dances, in the Festival for the selection of the cat that should serve as a new life, in so many aspire to go in the paradise of cats, Heavyside Layer. The choice will obviously Grizabella, portrayed by Loredana Sartori, a time of great beauty, little kitten who now finds himself alone and in poverty after leaving the group. At the end of an always heartbreaking &#8220;Memory&#8221;, the most famous of the whole theme works with over 150 editions throughout the world, Old Deuteronomy took her hand in the Grizabella for Heavyside Layer by means of a cup wheel through a cloud that is represented by a huge sheet. The audience at the end showed enthusiasm, run the show due recognition. Long applause that confirm the quality of a musical that ever will not cease to exist. Because there is something amazing in &#8220;Cats&#8221; that makes it even more fascinating, a myth that you can&#8217;t delete.</p>
<p>(Pubblicato su <a href="http://www.articlesbase.com/music-articles/cats-still-scratching-the-heart-4096795.html">Articlebase</a> il 24/01/2011)<br />
(Photo courtesy of Antonio Raffaele)</p>
<p><strong>Cats:</strong><br />
Director: Saverio Marconi<br />
Coreograph and director: Daniel Ezralow</p>
<p>with: Azzurra Adinolfi, Federica Baldi, Gianluca Ciatti, Roberto Colombo, Simone De Rose, Tiziano Edini, Stefania Fratepietro, Silvana Isolani, Alessandro Lanzillotti, Roberta Miolla, Fabio Monti, Alessandro Neri, Massimilano Pironti, Maria Silvia Roli, Andrea Rossi,Laura Safina, Loredana Sartori, Chiara Vecchi, Andrea Verzicco, Giuseppe Verzicco, Chiara Vinci</p>
<p>Costumes Francesco Martini Coveri fot the maison Enrico Coveri</p>
<p>Musical director: Vincenzo Latorre</p>
<p>Orchestra:<br />
Andrea Olivi, Marco Postacchini, Nicola Tapella, reed<br />
Massimo Marconi, Stefano Lodo, horns<br />
Fabio Costanzo, Simone Ionizzi, Giovanni Abbiati, trumpets<br />
Vincenzo Dipierro, Alessio Nava, trombone<br />
Lorenzo Squarotti, violoncello<br />
Elvezio Fortunato, guitar<br />
Gaetano Puzzutiello, bass<br />
Marco Parenti, drum<br />
Emanuele Friello, Mauro Gubbiotti, Gennaro Franco, keyboards<br />
Massimo Mazza, percussion</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/01/24/cats-still-scratching-the-heart/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I trasformismi di Brachetti davanti al pubblico sbalordito</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 21:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Arturo Brachetti &#038; Friends&#8221; Parco Archeologico &#8220;Scolacium&#8221; &#8211; Roccelletta di Borgia (CZ) 07/08/2010 Poter tornare ad essere bambini. Da sempre è questo il desiderio segreto di ogni adulto e perché ciò accada bastano un colpo di magia o un effetto scenico per essere “immersi” in quel mondo fantastico. Sabato sera al Parco Archeologico “Scolacium” di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/08/brachetti-14.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/08/brachetti-14-300x200.jpg" alt="" title="brachetti-14" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2723" /></a>&#8220;Arturo Brachetti &#038; Friends&#8221;<br />
Parco Archeologico &#8220;Scolacium&#8221; &#8211; Roccelletta di Borgia (CZ)<br />
07/08/2010</p>
<p>Poter tornare ad essere bambini. Da sempre è questo il desiderio segreto di ogni adulto e perché ciò accada bastano un colpo di magia o un effetto scenico per essere “immersi” in quel mondo fantastico. Sabato sera al<span id="more-2721"></span> Parco Archeologico “Scolacium” di Roccelletta di Borgia nello spettacolo organizzato dalla Provincia di Catanzaro e da Ruggero Pegna, Arturo Brachetti ed i suoi amici sono riusciti a regalare con apparente semplicità emozioni dimenticate.<br />
E’ bene sottolineare subito che la location scelta, per quanto fosse suggestiva, è stata un po’ il limite dello spettacolo per la mancanza di un vero e proprio anfiteatro che avrebbe consentito a buona parte del pubblico di apprezzare appieno delle magie di Brachetti e dei suoi amici.<br />
In un angolo del palco la Gerardo Balestrieri Band è stata efficace supporto sonoro per gli artisti e la loro performance introduttiva ha creato l’atmosfera ideale per quanto sarebbe successo successivamente.<br />
Si è dovuta attendere una lunga presentazione prima di vedere aprire il sipario rosso e apparire il protagonista principe della serata, Arturo Brachetti, che ha coinvolto con i suoi trasformismi un pubblico quasi incredulo che sottolineava ogni “cambio d’abito” con applausi scroscianti. Il trasformista torinese ha raccontato dei suoi inizi e del periodo giovanile in cui la sua passione cominciava a manifestarsi. A rappresentare quel periodo il suo alter ego sul palcoscenico è stato Luca Bono anche lui agli inizi e con esperienze significative come la partecipazione ad alcuni prestigiosi premi.<br />
La voce fuori campo di Brachetti raccontava di quando in seminario da giovanissimo si allenava con il sottofondo delle musiche dei New Trolls. E Luca Bono, dopo aver introdotto un vecchio 45 giri in un mangiadischi, alle note del “Concerto Grosso” dei New Trolls, iniziava la sua esibizione “moltiplicando” i mazzi di carte e facendo apparire dal nulla le “classiche” colombe. Numeri già conosciuti che sono riusciti a sbalordire per l’apparente semplicità con cui vengono eseguiti.<br />
La storia di Brachetti è continuata con il racconto delle sue prime esperienze parigine, ed i  suoi trasformismi sono stati sempre più strabilianti.<br />
Il sogno ha incontrato la realtà. Con un cappello Brachetti è riuscito a creare ben venticinque personaggi diversi, un elenco interminabile che evidenziava la creatività di un personaggio che il mondo intero ci invidia e che nel suo repertorio ha mostrato altri trasformismi e le ombre cinesi.<br />
La sua contagiosa allegria ed una assoluta padronanza del palcoscenico uniti a ritmi serratissimi non hanno dato spazio a momenti di stanca. Merito anche degli amici che hanno spalleggiato Arturo Brachetti, diversificando in tal modo il contenuto dello spettacolo.<br />
Alla forza fisica ed alla concentrazione, elementi caratterizzanti dell’esibizione di Alex e Jura, “The Golden Powers”, due artisti emersi da quella fucina di talenti che è il Cinque du Soleil, che hanno stupito con esercizi apparentemente impossibili, hanno fatto da contraltare due artisti “folli” come Kevin James e Otto Wessely.<br />
Il primo dopo aver rinunziato a diventare chirurgo nella vita, ha deciso di farlo sul palcoscenico mostrando buon senso visti i risultati. L’artista americano si è mosso tra teste mozzate e corpi tagliati a metà con enorme disinvoltura e con grande realismo.<br />
Non è possibile comprendere i segreti delle “diavolerie” che questi artisti riescono a compiere sul palco lasciando sbalordito il pubblico.<br />
A completamento di uno spettacolo che è riuscito a farci sentire bambini dentro e fuori l’esilarante esibizione di Otto Wesseli. Le vecchie generazioni ricorderanno le apparizioni Tv di Mac Rooney che riusciva a divertirci con i suoi improbabili tentativi di magie. Al ricordo di quel personaggio non può non essere accostato “Otto the great” che, aiutato dalla moglie Krysta si è confermato erede naturale di Rooney.<br />
E’ ancora il momento di Arturo Brachetti che dopo un “cambio d’abito” improvviso ci fa sognare la neve d’estate in un finale entusiasmante e pirotecnico.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 10/08/2010)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/08/11/i-trasformismi-di-brachetti-davanti-al-pubblico-sbalordito/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Proietti &#8220;imperatore&#8221; del Politeama</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 18:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Gigi Proietti &#8220;Di nuovo, buonasera&#8221; Teatro Politeama Catanzaro 07/05/2010 Un tavolo, tre sedie e, sullo sfondo due porte. Questi pochi ma essenziali “elementi” ed un immediato “calore familiare” hanno dato il via a “Di nuovo buonasera”, spettacolo che Gigi Proietti venerdì sera ha presentato nella prima di tre serate al pubblico del Teatro Politeama. Era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/DSC01714.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/DSC01714-300x200.jpg" alt="" title="DSC01714" width="240" height="210" class="alignleft size-medium wp-image-2466" /></a><strong>Gigi Proietti<br />
&#8220;Di nuovo, buonasera&#8221;<br />
Teatro Politeama<br />
Catanzaro<br />
07/05/2010</strong></p>
<p>Un tavolo, tre sedie e, sullo sfondo due porte. Questi pochi ma essenziali “elementi” ed un immediato “calore familiare” hanno dato il via a “Di nuovo buonasera”, spettacolo che Gigi Proietti venerdì sera ha presentato nella prima di tre<span id="more-2465"></span> serate al pubblico del Teatro Politeama.<br />
Era quella la scenografia di “Pericolosamente”, atto unico di Eduardo De Filippo, durante il quale Proietti uscito dalla sua romanità ha recitato in un dialetto a lui poco familiare, il napoletano. E’ stato il tributo al grande Eduardo il biglietto da visita ideale per portare nei cuori di ognuno dei presenti quella allegria, quella ironia che sono stati il tema conduttore di uno spettacolo figlio di altri precedenti show del regista ed attore romano, come ad esempio “A me gli occhi please”.<br />
Nessuno meglio di Proietti avrebbe potuto ripercorrere la storia del Teatro Brancaccio, da lui diretto fino al 2007, e di un genere “povero” come viene considerato il varietà . E’ proprio nell’avanspettacolo che Proietti ha cominciato a muovere i primi passi e lo dimostra muovendosi a proprio agio, da vero e proprio padrone della scena.<br />
In alcuni casi è stata una vera lezione di teatro, una dimostrazione di quanto sia grande il personaggio Proietti, di come riesca ad essere mattatore ed al tempo stesso umile comprimario. Una vera lezione di stile per chi vuole intraprendere la carriera di attore.<br />
In “Di nuovo buonasera” non mancano le canzoni. Accompagnato dall’orchestra Proietti dimostra di “riuscire” a cantare classici come “I’ve got you under my skin” e “Fly me to the moon” , nonostante sia grande il suo rimpianto di non aver mai approfondito lo studio della musica.<br />
Ma Proietti non è il solo protagonista dello spettacolo. Ci sono i boys e, soprattutto, le girls, immancabili nell’avanspettacolo, le figlie Carlotta e Susanna, con quest’ultima che si cimenta in una apprezzata versione di “Dream a little dream of me”.<br />
L’attore romano non ci fa mancare alcuni dei suoi personaggi più famosi tra i quali il sempre esilarante affarologo Pietro Ammicca, i cui dialoghi hanno visto la partecipazione attiva di un pubblico divertito.<br />
E’ stato un continuo passaggio dal teatro “serio” a quello “leggero”, dalle gags ai momenti più intensi. Dalla spiegazione di cosa è il “fumando” alla declamazione ironica di una battuta di “Otello” di Shakespeare, servita a spiegare la “carrettella”, alla vibrante poesia di Roberto Lerici, “Questo amore”, momento più intenso di uno spettacolo che scorre lievemente.<br />
Non ci si stancherebbe mai di assistere alle performances di un Proietti che, senza mai tradire la sua caratteristica ironia “petroliniana”, ha dimostrato di essere in grado di passare da Eduardo a Shakespeare con grande disinvoltura.<br />
Sono stati momenti di grande divertimento allorquando Proietti, coadiuvato da Fabrizio Angelici e dalla sua compagnia, ha vestito i panni del cassamortaro Fulgenzio Lapide e, successivamente, di Armando Duval nella parodia de “La signora delle camelie”, fino al bis de “La sauna di Toto”.<br />
E’ con questo personaggio che un esausto Proietti si è congedato dal suo pubblico che non ha risparmiato di riconoscere la grandezza di questo artista con una interminabile standing ovation.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 9/05/2010)<br />
(Foto per gentile concessione di Antonio Raffaele)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/05/09/proietti-imperatore-del-politeama/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La comicità di Baz diverte il pubblico del teatro &#8220;Le Fontane&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 08:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Baz &#8220;Come sono caduto in Baz&#8221; Gran Teatro Le Fontane &#8211; Catanzaro 24/03/10 Da alcuni anni la “nuova” comicità sta spopolando sui canali televisivi ottenendo un grande successo grazie ad un pubblico sempre più affezionato a personaggi oramai diventati familiari. Zelig e Colorado hanno “sfornato” decine di artisti che dal palcoscenico televisivo sono approdati ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_1308.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/03/IMG_1308.jpg" alt="" title="IMG_1308" width="280" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2240" /></a><strong>Baz<br />
&#8220;Come sono caduto in Baz&#8221;<br />
Gran Teatro Le Fontane &#8211; Catanzaro<br />
24/03/10</strong></p>
<p>Da alcuni anni la “nuova” comicità sta spopolando sui canali televisivi ottenendo un grande successo grazie ad un pubblico sempre più affezionato a personaggi oramai diventati familiari. Zelig e Colorado hanno “sfornato” decine di artisti che dal palcoscenico televisivo sono approdati ad un<span id="more-2215"></span> più impegnativo rapporto diretto con i propri fans affrontando il severo test dei teatri.<br />
Personaggio che ha raggiunto un elevato indice di gradimento è Baz, al secolo Marco Bazzoni, che mercoledì sera si è esibito al “Gran Teatro Le Fontane”, con lo spettacolo “Come sono caduto in Baz”, grazie alla Essemmemusica dei Maurizio Senese. Baz 4.0 è un lettore multimediale che si anima di vita propria allorquando la spalla, in questo caso Marzio Rossi co-autore dei testi, si presta ad un gioco dialettico che porta Baz a “snocciolare” le sue irresistibili gags che seppur già ascoltate in televisione riescono a produrre nel pubblico l’effetto desiderato.<br />
E’ puro divertimento quello a cui si assiste nella prima ora dello spettacolo. Gli scontri con il suo venditore fanno di Baz un personaggio già visto in altri tempi e solo “rimodernato” con l’idea della multimedialità. La comicità italiana è ricca di coppie che hanno portato avanti le stesse situazioni ed a cui Baz si ispira.<br />
Tutto cambia nella seconda parte dello spettacolo. Per evitare di essere ricordato solo per il personaggio multimediale, Bazzoni ci presenta una nuova “creatura”: il cantante confidenziale Gianni Cyano. Sempre con la complicità della spalla Marzio Rossi, il comico sardo riesce a mantenere alto il livello della sua esibizione.<br />
Tutto cambia quando lo stesso sveste i panni dei suoi personaggi presentandosi come Marco Bazzoni. Da quel momento il comico perde il ritmo necessario richiesto per tenere sulle corde il suo pubblico, che mostra comunque di gradire. E’ una serata di divertimento e come tale va interpretata, non è necessario farsi domande o essere severi critici perché assistere a questi spettacoli allontana dai problemi quotidiani o ci si ride sopra.<br />
Ma chiedersi quanto è lecito aspettarsi da questi “nuovi” comici viene spontaneo. Nel caso specifico Bazzoni deve perfezionare l’approccio con una realtà diversa da quella legata ai suoi personaggi. Dominare il palcoscenico in qualità di one-man show non è cosa semplice. Cambiano i tempi e l’approccio con il pubblico. Sarebbe un errore rinchiudersi nella “gabbia” di personaggi televisivi che nel tempo potrebbero non durare. Gli umori e le preferenze del pubblico televisivo cambiano continuamente e Bazzoni, grazie alla età, ha tutto il tempo per costruire la sua vita artistica migliorando le qualità che ha dimostrato di possedere.  </p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 26/03/10)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/03/27/la-comicita-di-baz-diverte-il-pubblico-del-teatro-le-fontane/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Enrico Brignano, l&#8217;arte di far ridere ammalia il pubblico de &#8220;Le Fontane&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Enrico Brignano “Sono romano ma non è colpa mia” Gran Teatro &#8220;Le Fontane&#8221; &#8211; Catanzaro 27/02/10 Ironico, entusiasmante, divertente. Tutto questo è Enrico Brignano, mattatore di una serata all’insegna della risata con il suo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”, andato in scena sabato sera al Gran Teatro “Le Fontane”, uno degli spettacoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/03/Picture-136.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/03/Picture-136-150x150.jpg" alt="" title="Picture 136" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2080" /></a><strong>Enrico Brignano<br />
“Sono romano ma non è colpa mia”<br />
Gran Teatro &#8220;Le Fontane&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
27/02/10</strong></p>
<p>Ironico, entusiasmante, divertente. Tutto questo è Enrico Brignano, mattatore di una serata all’insegna della risata con il suo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”, andato in scena sabato sera al Gran Teatro “Le Fontane”, uno degli spettacoli di maggior successo di<span id="more-2079"></span> questa stagione.<br />
Personaggio che riesce a rappresentare, grazie alla sua semplicità, l’italiano medio, Brignano ha “tenuto” il palco come solo un vero one man show sa fare. Sempre sicuro di sé è riuscito sin dal primo approccio a tenere ben salda l’attenzione di una platea che ha partecipato calorosamente al monologo dell’attore allievo di Gigi Proietti al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma. E proprio questa scuola e quegli insegnamenti risaltano in ogni momento del suo show. Gesti, frasi dette e non dette, battute ironiche sono tipiche del repertorio di Proietti ed oggi Brignano sembra essere a pieno titolo il successore del suo Maestro.<br />
Mai una parola che trascendesse ed una comicità genuina contrariamente a quanto abituati quotidianamente dalle Tv di Stato e private.<br />
Presentatosi con grande spontaneità, Brignano ha subito scherzato con il pubblico e bacchettato con il sorriso sulle labbra i soliti ritardatari. Ha parlato del suo viaggio in auto per arrivare in Calabria, della sua scarsa propensione a volare, “ma ora che ho attraversato la Salerno – Reggio Calabria credo che dovrà riconsiderare la mia paura di volare, perché penso che sarebbe stato più facile unire Salerno a Reggio Calabria via mare”. E giù gli applausi con il pubblico che, sin da quelle prime battute, era consapevole che si sarebbe divertito. Poi Brignano ha espresso un desiderio: “Vorrei essere una rockstar!”, ha esclamato tra lo stupore generale. E il suo sogno è stato “infarcito” di situazione che erano visibili grazie ad una espressività che riusciva a far rivivere le situazioni quasi paradossali.<br />
Ma il pezzo forte è stato l’incontro con la sua romanità e con la storia di Roma, “città che non doveva esserci e che in quel posto è nata per caso”. La descrizione del “cesto” (“oggi ci sono i cassonetti”) che percorre il fiume Tiberino e il momento in cui lo stesso si è arenato in una ansa della costa laziale sono fatte con grande dovizia di particolari, come tutta la storia della costruzione di Roma da parte di Romolo, primo re della città capitolina (“era tutto abusivo, perché ha costruito quando era a.C., poi è arrivata la d.c. ed è stato tutto condonato”) e la figura di Giulio Cesare e della sua ricerca di una frase che potesse farlo ricordare nei secoli (“perché ogni uomo che vuol farsi ricordare dai posteri ha bisogno di una frase famosa”).<br />
Una comicità dirompente quella di Enrico Brignano che ha parlato degli uomini di potere e della loro smania di sesso allorquando arrivano ad occupare posizione di prestigio.<br />
Ma ciò che rende più coinvolgente la sua performance è la sua capacità di essere auto-ironico e di saper raccontare momenti veri o presunti della sua vita con grande umorismo. La “conquista” di Diana potrebbe essere la prima esperienza di chiunque e, proprio per questo, verosimile nei contenuti. E’ in questa fase che Brignano mostra il suo lato più istrionico, allorquando accenna a ballare ed in conclusione dello spettacolo canta.<br />
Forse Enrico Brignano non sarà mai una rockstar, ma mostra di conoscere come pochi il mestiere di far ridere e di intrattenere il pubblico e di essere in questo momento il migliore comico in circolazione in Italia. Grande ritmo, semplicità e voglia di far divertire, sono gli ingredienti di uno spettacolo gradevole che ha lasciato spazio ad un fuori programma concesso quando, uscito sul palco e bacchettando il pubblico (“non ho un grande repertorio, e poi la vostra non è una standing ovation, stavate andando via”) che non perde l’occasione di scappare subito alla fine dello spettacolo come se fosse venisse morso da una tarantola, si esibisce in un “viaggio” tra i dialetti d’Italia concludendo tra scroscianti applausi uno spettacolo assolutamente divertente.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud del 1/03/10)<br />
(Foto di Carmen Loiacono)</strong></p>
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