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	<title>il blog di Giuseppe Panella &#187; Interviste</title>
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		<title>Raphael Gualazzi: &#8220;Sanremo? Una svolta per la mia carriera&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno di grandi successi, nell’ottobre scorso il sold out al glorioso “New Morning” di Parigi, un disco accolto bene da pubblico e un tour con il quale sta attraversando l’Europa. E’ questo un sintetico biglietto da visita di Raphael Gualazzi che, giorno 13 gennaio, sarà ospite del Teatro Politeama di Catanzaro E’ un personaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/RaphaelGualazzi.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2012/01/RaphaelGualazzi-300x225.jpg" alt="" title="RaphaelGualazzi" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-3804" /></a>Un anno di grandi successi, nell’ottobre scorso il sold out al glorioso “New Morning” di Parigi, un disco accolto bene da pubblico e un tour con il quale sta attraversando l’Europa. E’ questo un sintetico biglietto da visita di Raphael Gualazzi che, giorno 13 gennaio, sarà ospite del Teatro Politeama di Catanzaro<br />
E’ un personaggio che già nel privato si fa apprezzare per la sua cordiale disponibilità, caratteristica evidente sin dalle prime battute del nostro incontro.<span id="more-3802"></span><br />
<strong>Suo padre era il batterista del gruppo Anonima Sound. In qualche modo ha influenzato i tuoi ascolti e il tuo modo di fare musica?</strong><br />
Quando si è piccoli ed una certa predisposizione, avere la possibilità di ascoltare cose diverse, facilita l’approccio. Io ascoltavo Ray Charles quando avevo 5 anni e poi i Led Zeppelin quando ne avevo 16, ma anche Django Reinhardt, tanta musica classica e operistica. Sicuramente avere un musicista in casa dà un grande input.<br />
<strong>Molti la considerano un musicista jazz, ma non è nascosta la sua passione per la musica soul e funky di Sly &#038; The Family Stone, Ray Charles, Otis Redding, Bill Withers, Etta James e Stevie Wonder. Qual è il vero Gualazzi?</strong><br />
Credo di essere un amante del jazz e della musica in generale. Le etichette vengono date per una questione di semplicità, ma non abbiamo bisogno di definire i vari stili musicali. Il jazz ha bisogno di attingere dagli altri generi e viceversa, assistendo ad un crossover che genererebbe una evoluzione della musica.<br />
<strong>C’è anche Tom Waits tra i suoi artisti preferiti.</strong><br />
E’ vero, ed è naturale che sia così. Waits, come me, trova fonte di ispirazione in artisti come Thomas Fats Waller, uno dei miei punti di riferimento principali, del quale ha inciso “I’m crazy ‘bout my baby”.<br />
<strong>Una delle sue caratteristiche è quella di ispirarsi allo stride piano, uno stile pianistico caro a personaggi come Fats Waller, Art Tatum, Mary Lou Williams, James P. Johnson, Willie “The Lion” Smith. diffuso tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’40 del secolo scorso. Come ci è arrivato?</strong><br />
Agli inizi, da bambino, sono partito da studi classici. All’età di 21 anni ho iniziato a comporre i miei primi brani e, pur non tralasciando quegli apprendimenti ho iniziato a fondere l’aspetto blues della Louisiana a questo modo di suonare molto personale che ho riconosciuto solo più tardi. Da quel momento ho iniziato ad ascoltare quegli artisti.<br />
<strong>La sua carriera ha subito una svolta decisiva con la partecipazione a Sanremo. Agli inizi avrebbe mai immaginato che quel palcoscenico sarebbe stato il punto di partenza di una carriera prestigiosa?</strong><br />
Sanremo rimane, nonostante tutto, una vetrina importante, molto seguita anche all’estero. Non dimentichiamo che da questa manifestazione è partito il successo mondiale di un brano come “Nel blu dipinto di blu (Volare)” di Domenico Modugno e che ha ospitato personaggi del calibro di Louis Armstrong.<br />
<strong>Oltre ai brani del suo album, nei suoi concerti spesso interpreta canzoni di altri artisti, come “Caravan”, di Duke Ellington, Rainy Night In Georgia di Tony Joe White e I&#8217;m Gonna Move to the Outskirts of Town, di Louis Jordan. E’ il tributo alle sue influenze giovanili?</strong><br />
Quei brani della cultura afroamericana mi hanno accompagnato negli anni e li eseguo insieme alla mia band composta di sei elementi. Non posso dimenticare di quando ho ascoltato “Rainy night in Georgia” nelle versioni di Ray Charles e degli ZZ Top. Sono rimasto letteralmente folgorato. </p>
<p><strong>(Pubblicato su <a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4036&#038;Edizione=4&#038;A=20120110">Gazzetta del Sud</a> il 10/01/2012)</strong></p>
<p><a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=4036&#038;Edizione=4&#038;A=20120110"></a></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2012/01/11/raphael-gualazzi-sanremo-una-svolta-per-la-mia-carriera/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Manhattan Transfer, concerto-evento domani a Catanzaro</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2011/11/06/manhattan-transfer-concerto-evento-domani-a-catanzaro/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 11:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’universo musicale quando si pensa ad un gruppo vocale, o meglio al gruppo vocale per eccellenza, non si può che fare riferimento ai Manhattan Transfer. Ogni loro concerto è un evento per l’elevata cifra tecnica e per un repertorio di straordinaria varietà. Saranno proprio loro ad esibirsi domenica 6 novembre per la prima volta in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/11/manhattan-transfer.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/11/manhattan-transfer-251x300.jpg" alt="" title="manhattan-transfer" width="250" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3676" /></a>Nell’universo musicale quando si pensa ad un gruppo vocale, o meglio al gruppo vocale per eccellenza, non si può che fare riferimento ai Manhattan Transfer. Ogni loro concerto è un evento per l’elevata cifra tecnica e per un repertorio di straordinaria varietà.<br />
Saranno proprio loro ad esibirsi domenica 6 novembre per la prima volta in Calabria, al Teatro Politeama di Catanzaro nel concerto di apertura del <a href="http://www.festivaldautunno.com">Festival d’Autunno</a>, diretto da Antonietta Santacroce, nell’unica data per il Centro-Sud.<br />
In occasione di questo appuntamento mi trovo a dialogare con <strong>Tim Hauser</strong>, storico fondatore del gruppo americano.<br />
I Manhattan Transfer sono sulla scena da 40 anni. Qual è stato il momento in cui avete capito che eravate sulla strada giusta?<span id="more-3674"></span><br />
<em>Ho sempre creduto che eravamo sulla &#8220;strada giusta”, nel senso che all&#8217;inizio stavamo facendo cose che nessuno, in quel momento, stava facendo. Oltre a questo, abbiamo lavorato sodo per realizzare le nostre idee.</em><br />
Nel 1973, dopo l’abbandono di Laurel Massè e con appena un disco all’attivo, <strong>“Jukin’”</strong>, cosa è cambiato con l’ingresso di <strong>Cheryl Bentyne</strong>?<br />
<em>Inizialmente quasi nulla, il cambiamento vero e proprio è avvenuto, e lo abbiamo verificato, nel tempo. L’ingresso di Cheryl per noi è stato importante.</em><br />
Il vostro primo successo mondiale è stato <strong>“Chanson d’amour”</strong>, nel 1976, ma i maggiori riconoscimenti sono arrivati con la particolarissima rilettura di <strong>“Birdland”</strong>. Cosa vi ha spinto ad affrontare un brano come quello dei <strong>Weather Report</strong>?<br />
<em>L’idea di dare una nuova lettura di quel brano fu di Janis (Siegel, nda). Fu proprio lei che, grazie ad una buona intuizione, pensò di dare a “Birdland” una impronta diversa, da brano pop moderno.</em><br />
Essere considerato un gruppo jazz ed essere dei maestri del vocalese non vi ha impedito di esplorare altri generi musicali. E’ una esigenza artistica o un desiderio di confrontarsi con la musica pop e soul?<br />
<em>Abbiamo cantato brani legati ad altri generi musicali soprattutto perché avevano il nostro apprezzamento.</em><br />
Il vostro ultimo album è <strong>“The Chick Corea songbook”</strong>. Quanto è stato difficile per voi tradurre in armonie vocali le composizioni di questo musicista?<br />
<em>Da subito ho pensato che sarebbe stato difficile eseguire quei brani, a causa della complessità delle melodie e della difficoltà di dar loro l’esatta “traduzione” armonica. Questo è stato, probabilmente, uno degli album più difficili da registrare.</em><br />
In questo album c’è una magnifica versione di <strong>“Spain”</strong>. Ancora una volta una rilettura personalissima, più lenta e suggestiva dell’originale.<br />
<em>Grazie. Anche questa è stata una felice intuizione di Janis. Una buona idea, credo, dal momento che tutte le altre esecuzioni sono più veloci.</em><br />
Quale sarà il repertorio che presenterete domenica nel concerto di Catanzaro?<br />
<em>Non decidiamo mai prima le canzoni che eseguiremo nei nostri concerti. Di sicuro, puoi scommettere che non mancheranno “Birdland” e “Spagna”.</em></p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 5/11/2011)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/11/06/manhattan-transfer-concerto-evento-domani-a-catanzaro/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I New Trolls in Calabria. De Scalzi: &#8220;Siamo ancora uniti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 14:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Rileggendo la loro storia potrebbero essere identificati con l’Araba Fenice. Le continue separazioni e le successive “reunion” hanno fatto dei New Trolls la band con una storia musicale che, a voler usare un eufemismo, potrebbe essere considerata turbolenta. Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Giorgio D’Adamo, che per attuali conflitti giudiziari sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/08/new-trolls.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/08/new-trolls-300x200.jpg" alt="" title="new trolls" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3556" /></a>Rileggendo la loro storia potrebbero essere identificati con l’Araba Fenice. Le continue separazioni e le successive “reunion” hanno fatto dei New Trolls la band con una storia musicale che, a voler usare un eufemismo, potrebbe essere considerata turbolenta.<br />
Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Giorgio D’Adamo, che per<span id="more-3555"></span> attuali conflitti giudiziari sono stati costretti ad assumere il nome La Leggenda dei New Trolls,  si esibiranno venerdì 5 settembre nell’area concerti di Montepaone Lido, serata organizzata da Tonino Trapasso e promossa dalla Provincia di Catanzaro con il patrocinio del Comune di Montepaone.<br />
Per l’occasione ho incontrato Vittorio De Scalzi per una intervista che è diventata una lunga ed appassionata chiacchierata.<br />
<strong>Vittorio è passato circa un anno dal nostro ultimo incontro, cosa avete realizzato in questo periodo?</strong><br />
Sono stati dieci mesi incredibili, durante i quali oltre ai concerti abbiamo incontrato Luis Bacalov per il terzo &#8220;Concerto grosso&#8221;.<br />
<strong>Qualche mese fa Bacalov mi disse che lavorare con voi era stato troppo faticoso.</strong><br />
(Ride) E’ vero. Allora eravamo troppo giovani e ribelli. Eravamo figli del nostro tempo, lui era ed è un personaggio eccezionale. La differenza con quel primo incontro è che, nel 1971, era solo un rapporto di lavoro trasformatosi, a distanza di quaranta anni, in una splendida amicizia.<br />
<strong>Quando vedrà la luce il terzo “Concerto Grosso”?</strong><br />
Spero prestissimo. Stiamo definendo alcune piccole cose, uscire dopo tutto questo tempo con un album così impegnativo può richiedere qualche giorno in più. Ma l’attesa spero non risulti vana perché anche stavolta Bacalov ha scritto delle musiche bellissime.<br />
<strong>Nel 2007, avete pubblicato un album dal titolo “Concerto grosso – The seven season” con testi scritti da <em>Shel Shapiro</em>.</strong><br />
Con Shel siamo amici veri da molti anni, lui è veramente un grande artista. Quando gli abbiamo chiesto di collaborare con noi in quel disco si è dimostrato subito entusiasta e la qualità dei suoi testi sono la conferma del suo immenso valore artistico.<br />
<strong>Parli di amicizia e mi viene da pensare che tra voi New Trolls, a parte tutto, sia un elemento fondamentale.</strong><br />
Sicuramente. Le nostre divergenze sono state esclusivamente di carattere artistico, non è mai stata intaccata l’amicizia.<br />
<strong>Però le cronache dell’epoca parlavano di continue liti tra te e Nico Di Palo.</strong><br />
Con Nico c’è un legame fortissimo. Abbiamo avuto momenti in cui le nostre idee musicali divergevano, lui aveva una tendenza a suonare cose più rock, mentre io ero più rivolto al progressive. Ma tutto ciò non ha mai cambiato il nostro rapporto. Pensa che già negli anni ’90 con lui e Bacalov avevamo gettato le basi per il terzo “Concerto Grosso”! E poi lui è una vera forza della natura. Dopo il grave incidente, nel quale ha rischiato la vita, lui ha continuato a comporre e suonare.<br />
<strong>Recentemente è uscito un tuo disco, “Gli occhi del mondo”, che sembra riportarti alla collaborazione con Fabrizio De Andrè.</strong><br />
E’ vero. E’ il mio universo parallelo a quello dei New Trolls, un disco solista nato dai versi di Riccardo Mannerini, poeta genovese noto anche per la sua collaborazione e amicizia con Fabrizio De Andrè.<br />
<strong>Cosa ascolteremo nel  vostro concerto?</strong><br />
Quaranta anni di musica. La nostra storia fatta di grandi emozioni e di una passione che ogni volta riesce a coinvolgere il nostro pubblico, composto da gente di generazioni diverse. E tutto ciò è la nostra vita.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 3/08/2011)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/08/04/i-new-trolls-in-calabria-de-scalzi-siamo-ancora-uniti/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gianluca Grignani un maledetto&#8230; romantico</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2011/02/26/gianluca-grignani-un-maledetto-romantico/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 10:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra ieri quando un giovane Gianluca Grignani si affacciava alla ribalta della musica italiana con un brano che lo aveva posto all’attenzione dei media. Era il 1994 e, dopo 16 anni, “La mia storia tra le dita” è diventata anche una autobiografia, un altro successo che si aggiunge ad un periodo felice, come quello attuale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/MG_7096-EMAIL.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/02/MG_7096-EMAIL-300x200.jpg" alt="" title="_MG_7096 EMAIL" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-3158" /></a>Sembra ieri quando un giovane Gianluca Grignani si affacciava alla ribalta della musica italiana con un brano che lo aveva posto all’attenzione dei media. Era il 1994 e, dopo 16 anni, “La mia storia tra le dita” è diventata anche una autobiografia, un altro successo che si aggiunge ad un periodo felice, come quello attuale, del cantante milanese che, sabato 5<span id="more-3154"></span> marzo, sarà ospite del Gran Teatro “Le Fontane”, con il “Romantico Rock Show”.<br />
<strong>Molti ti considerano un cantante maledetto trascurando il tuo evidente lato romantico, ed il tuo ultimo album ne è la dimostrazione. Quanto è cambiato in questi anni Gianluca Grignani?</strong><br />
Io non mi considero un maledetto e neanche un santo, ma un figlio dei tempi. Per rispondere a ciò che si è detto su di me ho scritto una autobiografia, “La mia storia tra le dita”, proprio per scrivere la mia verità e mettere la parola fine a cose scritte sul mio conto, alle quali io non ho mai replicato.</p>
<p><strong>Da “Destinazione paradiso” in poi c’è una evidente maturazione artistica dettata anche dalla scelta di realizzare dischi completamente diversi gli uni dagli altri . Quanto ti è costata questa scelta coraggiosa?</strong><br />
Mi è costato moltissimo. Con “Romantico Rock Show” sono riuscito a mettere d’accordo tutti, grazie anche alla possibilità di registrare la mia musica nello studio che ho aperto da poco, che mi permette di essere al passo con i miei colleghi internazionali. Unire la melodia italiana al suono internazionale è sempre stato un mio obiettivo.</p>
<p><strong>Prima di scrivere nuovi pezzi ascolti il “White album” dei Beatles” e non hai mai nascosto di essere legato al Battisti sperimentale e psichedelico. E’ la musica degli anni ‘60/70 ad ispirarti maggiormente?</strong><br />
Secondo me da lì parte tutto. Apprezzo particolarmente quell’album dei Beatles perché trovo che sia un pò la Bibbia del rock ‘n’ roll. Riguardo Battisti le cose che preferisco di più sono quelle in cui è coinvolto Alberto Radius, che mi ha aiutato a preparare il tour in quadrifonia. A parte questi artisti, oggi sto ascoltando musica degli anni ’40 e ’50 e ciò riesce a farmi entrare maggiormente nella struttura della canzone.</p>
<p><strong>Hai sempre dato molta importanza ai testi, non trascurando mai il tuo pensiero. Una scelta che sembra contrastare con i tempi attuali…</strong><br />
In effetti la gente sembra far fatica ad ascoltare la musica più “pensata” . In realtà “Romantico Rock Show” lo considero un concept album, nel quale parlo di un rapporto di coppia nel mondo di oggi, e pensavo che presentarlo come tale potesse crearmi qualche problema. Invece è stata la gente che ha evidenziato questo aspetto.</p>
<p><strong>Il tour “Romantico Rock Show” sta raccogliendo molti consensi…</strong><br />
E’ vero. “Romantico Rock Show” è diventato una piccola opera rock. Il successo riscosso ci ha spinto ad ampliare la quadrifonia, ad inserire un corpo di ballo e prestato maggiore attenzione alle luci curate da un vero mago, Domenico Ragosta. Abbiamo dovuto aggiungere nuove date ed altre ne aggiungeremo, e per l’entusiasmo che d’Italia vorrei non finisse mai.</p>
<p>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 25/02/2011)</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/02/26/gianluca-grignani-un-maledetto-romantico/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paco de Lucia: Il flamenco? Ho contribuito a salvarlo, oggi piace tanto ai giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 09:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Paco de Lucia &#8220;Festival d&#8217;Autunno&#8221; &#8211; VIII Edizione Teatro Politeama &#8211; Catanzaro 20/11/2010 L&#8217;emozione di un incontro. Una sensazione indescrivibile incontrare uno dei più grandi musicisti del mondo. Paco de Lucia, che stasera si esibirà al Teatro Politeama di Catanzaro nell&#8217;ambito del Festival d&#8217;Autunno, apparentemente irraggiungibile è maestro anche nella disponibilità e nella cordialità. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC0481.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC0481-300x199.jpg" alt="" title="_DSC0481" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2948" /></a><strong>Paco de Lucia<br />
&#8220;Festival d&#8217;Autunno&#8221; &#8211; VIII Edizione<br />
Teatro Politeama &#8211; Catanzaro<br />
20/11/2010</strong></p>
<p>L&#8217;emozione di un incontro. Una sensazione indescrivibile incontrare uno dei più grandi musicisti del mondo. Paco de Lucia, che stasera si esibirà al Teatro Politeama di Catanzaro nell&#8217;ambito del Festival d&#8217;Autunno,<span id="more-2945"></span> apparentemente irraggiungibile è maestro anche nella disponibilità e nella cordialità.</p>
<p><strong>È possibile per i musicisti non spagnoli toccare la vera essenza del flamenco?</strong><br />
<em>Sto lavorando con musicisti che non provengono dalla tradizione del flamenco, ma hanno studiato classica o jazz. Sono molto bravi e hanno un loro modo di interpretare la nostra musica. Ma forse lei intende qualcosa che ha molto più a che fare con lo stile di vita e la cultura del flamenco. È qualcosa che probabilmente puoi sperimentare solo quando lo vivi. Sono cresciuto ad Algeciras, in Andalusia, in una comunità di gitani, ascoltavo la loro musica ogni giorno e respiravo il loro modo di vivere. Ho quindi capito la maniera in cui sentono e si comportano ed è per questo che sarò sempre un musicista di flamenco, anche se ho fatto brevi incursioni in altri generi musicali.</em></p>
<p><strong>Che cosa è rimasto dell&#8217;incontro magico con Al Di Meola e John McLaughlin?</strong><br />
<em>È vero, era magico. Cos&#8217;è rimasto? Un grande album del quale nessuno, all&#8217;epoca, pensava potesse diventare un grande successo. Momenti in cui suonavamo dal vivo, trasportati da uno spirito che non si può ripetere. Anche nel revival tour del 1996 lo spirito non era più lo stesso. Personalmente, per me, fu un&#8217;importante esperienza. Ero spaventato quando incontrai questi straordinari musicisti poiché nel flamenco non abbiamo una tradizione basata sull&#8217;improvvisazione. Ma ce l&#8217;ho fatta e dopo poco tempo mi sentii perfettamente a mio agio. Ho imparato che improvvisare significa avere una certa libertà nella musica. E questa esperienza l&#8217;ho inserita anche nella mia musica, il flamenco. Ho anche cominciato a usare altri strumenti. Per questo sono stato criticato molto, ma sono un po&#8217; orgoglioso di vedere e sentire che ciò che oggi conosciamo come flamenco è uno stile moderno, nuovo, di suonare.</em></p>
<p><strong>Lei non sa leggere la musica e alcune composizioni sono trascritte su spartito da alcuni suoi fans. Può questo essere un handicap per i giovani che vogliono av vicinarsi alla sua musica?</strong><br />
<em>È vero, come ha detto lei, non posso trascriverla. Però, so che molta della mia musica è stata pubblicata. Rimango sempre sorpreso quando vengo a sapere che gli studenti studiano la mia musica. Mia, che non so leggerla e scriverla! È un segno di grande rispetto nei miei confronti e l&#8217;apprezzo davvero!</em></p>
<p><strong>Lei ha dato una nuova identità al flamenco. Quanto è stato difficile imporre il suo stile?</strong><br />
<em>Come ho detto prima sono stato criticato molto per ciò che ho fatto agli inizi. Ma se non l&#8217;avessi fatto, il flamenco sarebbe finito nel museo della musica dimenticata&#8230; Non è stato difficile trasportare quella musica nel mondo moderno. Quando vuoi qualcosa, devi semplicemente farla, è così. E sono molto felice che abbia funzionato così bene. Quando sento che giovani musicisti suonano il flamenco con le loro band, sento molto di ciò che feci tanto tempo fa. Questo mi rende molto felice.</em></p>
<p><strong>Nel suo show si possono ammirare Farruco, un grande ballerino, e Duquende, un cantante straordinario. Quest&#8217;ultimo viene paragonato a Camàron De La Isla. Che cosa l&#8217;ha spinta a scegliere questi due giovani promesse del flamenco?</strong><br />
<em>Ho chiesto a entrambi di far parte del mio gruppo perché sono i migliori cantanti e ballerini che puoi incontrare in Spagna in questo momento. Sono già molto famosi. Ma anche gli altri sono bravissimi. <strong>David de Jacoba</strong> è un grande cantante, <strong>Antonio Serrano</strong> dà un bel nuovo colore alla musica con la sua armonica. Ma il gruppo funziona bene tutto insieme, ed è questa la cosa più importante.</em></p>
<p><strong>(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 20/11/2010)<br />
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)</strong></p>
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		<title>&#8220;I concerti con Francesco sono sempre rigeneranti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mito vivente che ha una incredibile storia alle spalle e, soprattutto, un tour che a cavallo degli anni settanta ha segnato un’epoca. Erano gli anni in cui con Francesco De Gregori girava tutta la penisola con “Banana Republic”. A distanza di oltre trenta anni la storia si ripete per far rivivere antiche emozioni, rinnovandole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/08/live-31.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/08/live-31-300x200.jpg" alt="" title="live 3" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2709" /></a>Un mito vivente che ha una incredibile storia alle spalle e, soprattutto, un tour che a cavallo degli anni settanta ha segnato un’epoca. Erano gli anni in cui con Francesco De Gregori girava tutta la penisola con “Banana Republic”. A distanza di oltre trenta anni la storia si ripete per far rivivere antiche emozioni, rinnovandole con un tour che  sembra la logica prosecuzione di quel<span id="more-2708"></span> memorabile evento. La presenza dei due artisti in Calabria, il 3 agosto a Catanzaro ed il 18 a Villapiana, è una occasione per incontrare Lucio Dalla per parlare del tour e di altro.<br />
<strong>Il vostro primo concerto insieme è datato 1978, poi il tour “Banana Republic”. Come si è arrivati alla decisione di suonare di nuovo insieme in tour?</strong><br />
E’ stato tutto quasi naturale. Ho invitato Francesco (De Gregori, n.d.a.) ad un mio concerto e da lì è nata l’idea di suonare nuovamente insieme. Inizialmente l’idea era di fare pochi concerti ma poi siamo andati oltre e siamo in tour da un anno.<br />
<strong>L’idea che tutto fosse circoscritto a poche date mi sembra non potesse avere un riscontro reale.</strong><br />
Per noi tutto era iniziato come un gioco. Ora è ancora tale ma è diventato qualcosa di più dal momento che riusciamo ad esprimerci al meglio anche sotto l’aspetto creativo. Inoltre ci divertiamo tantissimo e questo è l’aspetto più importante.<br />
<strong>Vi divertite anche più degli anni di “Banana Republic”?</strong><br />
Molto di più! Lì c’era il mito, c’era la novità. Qui c’è la musica, i testi… e poi la maggior parte delle canzoni che la gente ascolta è stata scritta dopo “Banana Republic”, ed è importante sottolineare che in questo tour non suoniamo brani di quello precedente.<br />
<strong>In questi anni avete continuato a frequentarvi?</strong><br />
La cosa curiosa è proprio questa. Io e Francesco, dall’ultimo concerto di “Banana Republic”, ci saremo incontrati non più di quattro o cinque volte.<br />
<strong>“Dalla De Gregori – Work in progress” significa che nulla è definito nei vostri concerti?</strong><br />
Proprio così. Nella nostra scaletta ci sono tanti pezzi che ogni sera c’è sempre qualcosa di diverso perché riusciamo a captare i desideri del pubblico in quel momento.<br />
<strong>Quanta affinità c’è tra voi dopo tanto tempo?</strong><br />
Tanta, anche se durante il tour la nostra frequentazione è legata solamente ai concerti. C’è un “effetto” reciproco tra i nostri due mondi musicali, tra l’altro neanche tanto simili, che si sposano perfettamente.<br />
<strong>In concerto vi scambiate le canzoni, che sensazione si prova a cantare brani scritti da De Gregori?</strong><br />
E’ una forma di rigenerazione dal momento che ognuno di noi le interpreta con uno spirito assolutamente personale.<br />
<strong>Dalla clarinettista ha suonato a Bologna per due anni con Chet Baker. Da cantante ha esordito a Sanremo nel 1967 con “Paff bum” al fianco dei mitici Yardbirds di Jeff Beck. Un segno del destino.</strong><br />
Da ragazzino a Bologna suonavo nei gruppi jazz e non posso dimenticare di aver suonato in jam session oltre che con Baker anche con Charlie Mingus e Bud Powell. Indubbiamente questa esperienza mi è rimasta perché io ancora oggi ho sulla pelle questa storia.<br />
<strong>“L’anno che verrà”, “Futura”, “Telefonami tra vent’anni”, “1999” e “Com’è profondo il mare”, quattro testi di un Lucio Dalla veggente…</strong><br />
Sono d’accordo con te. Io credo, come molte delle persone che lavorano attraverso l’immaginario, di possedere questa strana percezione del futuro. Pensa che “1999” la scrissi nel 1964, mentre “Telefonami fra cent’anni” parlava già del cellulare (si riferisce alla frase “butta i numeri fra le stelle”, nda)<br />
Non si finirebbe mai di parlare con Lucio Dalla ma l’appuntamento è rinviato a giorno 3 agosto quando con Francesco De Gregori sarà di scena all’Arena Magna Grecia di Catanzaro.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud giorno 1/08/2010)</strong></p>
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		<title>Fiorella Mannoia: mi piace proporre brani dimenticati</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 10:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1968 quando una giovanissima Fiorella Mannoia pubblicava “Ho saputo che partivi”, il suo primo 45 giri. Aveva appena 14 anni e quello che lei pensava fosse un gioco cominciava a trasformarsi in realtà. In poco più di quaranta anni l’anatroccolo è diventato un cigno, una voce inconfondibile ed una sensibilità che l’hanno resa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/04/Peppe-e-Fiorella-2.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/04/Peppe-e-Fiorella-2.jpg" alt="" title="Peppe e Fiorella 2" width="200" height="300" class="alignleft size-full wp-image-2350" /></a>Era il 1968 quando una giovanissima Fiorella Mannoia pubblicava “Ho saputo che partivi”, il suo primo 45 giri. Aveva appena 14 anni e quello che lei pensava fosse un gioco cominciava a trasformarsi in realtà. In poco più di quaranta anni l’anatroccolo è diventato un cigno, una voce inconfondibile ed una sensibilità che l’hanno resa insostituibile nel cuore degli italiani.<br />
Incontrarla è emozionante, non solamente per la sua bellezza ma anche per il suo essere personaggio umile.<br />
<em>Fiorella, sin dagli inizi, nella tua carriera gli uomini hanno avuto grande importanza. Basti pensare ai discografici Micocci e Melis, per passare a Memmo Foresi con il quale nel 1972 hai inciso il tuo primo album “Mannoia, Foresi &#038; Co.”</em><br />
<strong><em>Assolutamente sì. Dopo un inizio difficile l’incontro<span id="more-2339"></span> con Memmo fu importante perché con lui ho iniziato a dare un senso al mio lavoro.</em></strong><br />
<em>Ruggeri, Fossati, Ligabue, Jovanotti sono alcuni tra gli autori che hanno scritto per te delle vere gemme. Come riescono a scrivere “al femminile”?</em><br />
<strong><em>Non credo che sia difficile. E’ solo il punto di osservazione degli uomini sul mondo delle donne. Si tratta solo di possedere una grande sensibilità.</em></strong><br />
<em>Nel tuo ultimo album, “Ho imparato a sognare”, hai rivisitato alcune canzoni di successo di altri artisti. Tra queste “E’ la pioggia che va” dei Rokes, vero inno dei giovani degli anni sessanta.</em><br />
<strong><em>Quando abbiamo realizzato “Corale per l’Abruzzo”, Renato Zero voleva che questo fosse il brano finale da cantare tutti insieme, come messaggio di speranza. Poi non siamo riusciti a provarlo, ma per me è stata una bella riscoperta e da qui la decisione di inserirlo nell’album.</em></strong><br />
<em>Hai anche collaborato con Noemi.</em><br />
<strong><em>L’ho conosciuta quando sono stata ospite ad X Factor e dopo una serie di contatti è nata questa collaborazione ed una sorta di amicizia.</em></strong><br />
<em>Hai mai pensato di scrivere una canzone?</em><br />
<strong><em>Non più di tanto. Non mi manca la vena creativa, l’ho anche fatto ma non sono riuscita a scrivere cose tanto interessanti da essere proposte al mio pubblico.</em></strong><br />
<em>Ti manca un po’ non scrivere cose tue?</em><br />
<strong><em>Assolutamente no. In tutti questi anni ho maturato le mie doti interpretative, riuscendo a dare grande significato a brani a volte dimenticati.</em></strong><br />
<em>In effetti una delle tue caratteristiche è quella di dare forza al messaggio che rivolgi alle donne o nel cantare storie che le rappresentano.</em><br />
<strong><em>Il ruolo della donna è particolare e difficile al tempo stesso. Sappiamo ripartire dalle nostre sofferenze con grande forza.</em></strong><br />
Non solo cantante, Fiorella Mannoia è una artista impegnata anche nel sociale come più volte ha fatto vedere e  che giovedì sarà di scena a Catanzaro, al Gran Teatro “Le Fontane”, in versione acustica davanti ad un pubblico che non mancherà di farle sentire tutto il suo calore.</p>
<p>(Intervista pubblicata il 15/04/10 su Gazzetta del Sud)</p>
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		<title>Gino Paoli: in musica non si comunica più, è tornata la canzonetta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 22:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Mezzo secolo di parole d&#8217;amore e tanta voglia di esprimere molto di sé. Questo è il segreto di Gino Paoli, musicista, cantante e pittore che da cinquant&#8217;anni esprime le sue passioni attraverso versi romantici e, nel tempo libero, con i colori che riempiono le sue tele. Una lunga chiacchierata con il protagonista della manifestazione benefica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/02/Gino-Paoli.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/02/Gino-Paoli-150x150.jpg" alt="" title="Gino Paoli" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2029" /></a>Mezzo secolo di parole d&#8217;amore e tanta voglia di esprimere molto di sé. Questo è il segreto di Gino Paoli, musicista, cantante e pittore che da cinquant&#8217;anni esprime le sue passioni attraverso versi romantici e, nel tempo libero, con i colori che riempiono le sue tele. Una lunga chiacchierata con il protagonista della manifestazione benefica &#8220;Per il tuo cuo re&#8221;, che ieri sera è stata di scena al Teatro Politeama di Catanzaro, ci ha raccontato qualcosa di più della sua vita.<br />
La manifestazione della Fondazione &#8220;Per i tuo cuore&#8221; è la prima tappa del suo nuovo tour. Lei ha sempre parlato al &#8220;cuore&#8221; dei suoi fans, oggi<span id="more-2019"></span> quanto è cambiato il modo di &#8220;comunicare&#8221; questo amore in musica?<br />
«A livello musicale non esiste più &#8220;comunicare&#8221;, siamo tornati ai tempi in cui la canzone era oggetto di divertimento. In fondo noi cantautori, alcuni anni fa, abbiamo cercato di dare alla canzone una sua dignità. Sentivamo l&#8217;esigenza di dire qualcosa attraverso la nostra musica e i nostri testi, volevamo che fosse una forma d&#8217;arte, un modo di esprimersi. Adesso, purtroppo, è tornata di nuovo una &#8220;canzonetta&#8221;».<br />
Non esiste più l&#8217;arte.<br />
«Sì, chiaramente chi vuol fa re le canzoni in una certa maniera può farle, poi bisogna ca pire se vengono ascoltate o meno. Ritengo che oggi non si venda più la musica e le parole ma l&#8217;immagine di quello che le canta. Questa è la conferma che è più importante l&#8217;immagine del resto. Conta di più l&#8217;involucro del contenuto. Comunque questo è un costume generale non soltanto della canzone».<br />
Come ha vissuto i suoi 75 anni?<br />
«Io non riesco mai a pensare a scadenze, vivo la mia vita giorno dopo giorno. Quando la sera vado a letto, penso che è finito un giorno e con esso la mia vita e ogni giorno mi sveglio pensando che sia iniziato un giorno e la mia vita. Non ho mai pensato al tempo che trascorreva e alla mia età che avanzava».<br />
Si rinnova giorno dopo giorno.<br />
«Sì, è vero. Io sono una per sona che non ha mai vissuto nel passato o nel futuro, ma solo nel presente».<br />
Lei si definisce anarchico&#8230;<br />
«Sì. Questo è soprattutto il mio modo di vivere, io credo che ognuno sia padrone del proprio destino e non penso che un mondo migliore dipenda solo dalle qualità di un uomo solo che guida tanta gente ma da tanti uomini migliori. L&#8217;uomo deve migliorare se stesso e penso che sia importante che ognuno rispetti le regole della convivenza con i propri simili».<br />
Mi sembra di capire che lei non abbia un grande rapporto con gli uomini di potere.<br />
«Credo nel rispetto verso gli altri e nel rispetto delle regole che tutti insieme ci poniamo. Per fare un esempio, mi viene in mente il semaforo che riesce a darci delle regole. In fondo, dobbiamo sempre tenere presente la frase di Martin Luther King: &#8220;La mia libertà finisce dove inizia la vostra&#8221;».<br />
Ci sono sempre i &#8220;quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo&#8221;?<br />
«Certamente. I giovani pensano di essere una categoria, come lo pensa il potere. Invece essere giovani è una condizione che passa, poi i quattro giovani si inseriscono in una condizione in cui il mondo non può più essere cambiato».<br />
Quanto della sua vita si trova nelle sue canzoni?<br />
«Molto. Nessuno scrive cose che non ha mai conosciuto, non esiste la oggettività. Esiste l&#8217;autobiografia. Qualsiasi persona scriva in base alla propria esperienza, anche quando si scrive di un altro si proiettano sempre le nostre esperienze».<br />
Cosa sarebbe stato Gino Paoli senza le sue canzoni?<br />
«Avevo cominciato a fare il pittore e ancora oggi mi chiedo come mai sono arrivato a fare il musicista e il cantante. Ancora oggi mi chiedo questa cosa e non so darmi una risposta. Forse un pittore può scrivere canzoni piene di colore».<br />
Come è stato il passaggio da pittore a musicista?<br />
«È stato casuale, è avvenuto senza sapere perché. Me lo hanno proposto e io l&#8217;ho fatto pensando che, in quel momento, mi avrebbe dato un po&#8217; di soldi in più e invece dura da cinquanta anni».</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud del 13/02/09)</strong></p>
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		<title>Alessia D&#8217;Andrea, presente e futuro di una artista matura</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2009/09/19/alessia-dandrea-presente-e-futuro-di-una-artista-matura/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 18:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ passato meno di un anno dall’ultimo colloquio avuto con Alessia D’Andrea, molti erano i progetti che dovevano vedere la luce nel corso del 2009. Il primo, indubbiamente il più importante, era la pubblicazione del suo primo album. Cosa è effettivamente è successo in questi mesi me lo ha raccontato durante l’incontro avvenuto in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2009/09/foto-2_web-150x150.jpg" alt="foto-2_web" title="foto-2_web" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1704" />E’ passato meno di un anno dall’ultimo colloquio avuto con Alessia D’Andrea, molti erano i progetti che dovevano vedere la luce nel corso del 2009. Il primo, indubbiamente il più importante, era la pubblicazione del suo primo album. Cosa è effettivamente è successo in questi mesi me lo ha raccontato durante l’incontro avvenuto in un posto suggestivo, la villa con splendida vista sul mare del suo mentore, Antonio Notaro.</p>
<p><strong>Ciao Alessia. Ti trovo in splendida forma</strong><br />
E’ vero. Nonostante il gran lavoro che sto affrontando mi sento<span id="more-1701"></span> veramente in foma. Sai, è un periodo in cui sto raccogliendo i risultati sperati.</p>
<p><strong>Nel mese di marzo è uscito il tuo primo album ed è stato subito un successo di critica e pubblico.</strong><br />
Ovviamente, speravo in un buon risultato ma questo ottenuto ritengo sia andato ogni previsione.</p>
<p><strong>Questo album, sin dal primo approccio, quello visivo, nasconde una storia. Vuoi raccontarla?</strong><br />
Ho voluto fortemente che sulla copertina dell’album venisse “incollata” una moneta da 50 centesimi. Questo per sostenere la campagna “Riscriviamo il Futuro”, di Save the Children, che mira entro il 2010 ad assicurare l’istruzione a più di 8 milioni di bambini coinvolti in conflitti armati. Io ho voluto contribuire con il mio album a questa campagna “offrendo” un piccolo contributo da condividere con gli acquirenti del disco, perché insieme possano donare la somma destinata ad andare in beneficenza. </p>
<p>I<strong>l primo singolo e il brano che apre l’album è “Here he comes”. Dietro al quale si nasconde una storia non troppo segreta.</strong><br />
“Here he comes” è la canzone “simbolo” di questa iniziativa e racconta la storia di un ex bambino soldato e dei suoi ricordi di guerra. Di grande impatto emotivo è stato l’incontro avvenuto tra me ed  il bambino, ormai cresciuto, che ha ispirato questa canzone.</p>
<p><strong>A distanza di qualche mese esce il tuo secondo singolo, “8 o’ clock”. Mi racconti come mai la scelta è caduta su questo brano?</strong><br />
La scelta di questo brano è stata affidata a tutte le radio (oltre 250 sul territorio nazionale) che stanno seguendo il progetto di Alessia ed ai loro ascoltatori. Questo brano verrà pubblicato solamente per il mercato estero</p>
<p><strong>Mi risulta che tu abbia un grosso seguito in alcuni paesi.</strong><br />
Verissimo. Inghilterra, Canada, Australia, Polonia, Norvegia, Romania, Sud Africa, Messico, Singapore, Nuova Zelanda, Spagna mi stanno regalando grandi soddisfazioni. Proprio per questo motivo la mia etichetta, Renilin, ha firmato licenze in Cina, Taiwan, Hong Kong, Grecia, Bulgaria e Polonia. A conferma di questa popolarità, prossimamente promuoverò il cd con un concerto a Sofia, ma prima una tappa a Venezia, e subito dopo una visita ad Atene per la definizione di alcune date in Grecia. </p>
<p><strong>Una delle caratteristiche del tuo album è la partecipazione di  musicisti provenienti da altri paesi.</strong><br />
E’ stata una strada intrapresa di comune accordo con Antonio Notaro, con il quale cercavamo dei suoni che potrei definire “diversi”. Ed a conferma di tutto ciò è previsto nei prossimi giorni l’arrivo, negli studi di registrazione della Renilin, una pop-star dei paesi dell’Est, del quale preferisco mantenere segreto il nome, con cui inciderò un “duetto” di uno dei brani presenti nell’album: “Tonight”. Subito dopo collaborerò con una musicista cinese ed una cantante-ballerina americana di origini indiane. </p>
<p><strong>Un modo diverso di porsi al proprio pubblico. Mi viene da dire che il tuo è un percorso volutamente difficile.</strong><br />
Di sicuro non cerco la popolarità facile, so bene che un percorso “sincero” è fatto di sacrifici e determinazione e, perché sia duraturo, si costruisce anche con delle rinunce.</p>
<p>Alessia ha un modo di parlare tranquillo e dimostra di avere le idee chiare sul suo percorso musicale. Indubbiamente un personaggio fuori dal coro che, proprio per questo motivo, ha avuto il suo primissimo momento di popolarità grazie alla collaborazione con Ian Anderson, storico leader dei Jethro Tull, che ha inciso con Alessia un singolo nel 2004 e l’ha ospitata ripetutamente nei suoi concerti, ultimo dei quali lo scorso anno al Pistoia Blues Festival con i Jethro Tull al completo in occasione del loro 40° anniversario. Ma questa è storia passata. Alessia guarda in avanti con fiducia e consapevolezza delle sue capacità e che la strada da lei scelta è tortuosa ma affascinante da percorrere.</p>
<p><em><strong>Links:</strong></em><br />
www.alessiadandrea.com  (sito ufficiale)<br />
www.myspace.com/aledandrea  (myspace)<br />
www.myspace.com/alessiadandrea  (fan club) </p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2009/09/19/alessia-dandrea-presente-e-futuro-di-una-artista-matura/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fan TV, la scommessa di Antonella Grasso</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2009/06/19/fan-tv-la-scommessa-di-antonella-grasso/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 22:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Affermarsi in Calabria non è certo cosa facile. Questo è un territorio che non aiuta i propri &#8220;figli&#8221; nella realizzazione delle proprie aspirazioni, tanto che è consuetudine andare a cercare di realizzare il proprio futuro lontano da una terra che, chissà per quanto tempo, per molte attività può essere considerata vergine. Antonella Grasso è andata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2009/06/foto-antonella2-150x150.jpg" alt="foto-antonella2" title="foto-antonella2" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1470" />Affermarsi in Calabria non è certo cosa facile. Questo è un territorio che non aiuta i propri &#8220;figli&#8221; nella realizzazione delle proprie aspirazioni, tanto che è consuetudine andare a cercare di realizzare il proprio futuro lontano da una terra che, chissà per quanto tempo, per molte attività può essere considerata vergine. Antonella Grasso è andata contro corrente creando dal nulla Fan TV e riuscendo a superare gli ostacoli che le si sono presentati strada facendo con grande caparbietà, dimostrando di essere una vera forza della natura. Non è stato facile incontrarla presa com&#8217;è da mille progetti. <span id="more-1413"></span>Per capire una piccola parte del suo lavoro sono andato a trovarla, in una fredda serata, a Squillace, durante le riprese notturne che serviranno al videoclip degli Alibìa, &#8220;Immorale&#8221;, e a qualche giorno dalla fine di quel &#8220;tour de force&#8221; l&#8217;ho incontrata per farmi raccontare di tutto il mondo che ruota intorno a Fan TV.<br />
Mi accoglie nel suo ufficio le cui pareti color arancio sono ricoperte da foto che ritraggono momenti e personaggi che, finora, hanno scritto la storia di Fan TV.</p>
<p><strong>Ciao Antonella, come nasce l&#8217;idea Fan TV?</strong><br />
Questa idea nasce da una profonda passione per il mondo del cinema e per tutto ciò che ruota attorno ad una creazione cinematografica.</p>
<p><strong>Tu vivi e lavori in Calabria?</strong><br />
Lavorare in Calabria è una precisa scelta dettata dal &#8220;cuore&#8221; ma anche  da una intuizione di fondo, e cioè che la Calabria possa attraversare, nei prossimi dieci anni, un periodo di forte espansione sociale, artistica e culturale. Direi che si stanno verificando diverse circostanze che possono potenzialmente portare al successo la mia idea, fra tutte una rinnovata attenzione per le creazioni cine televisive ed una carenza, sul mercato calabrese, di società di produzione e postproduzione, con standard qualitativi medio/alti.</p>
<p><strong>Mi puoi spiegare meglio la tua scelta di &#8220;cuore&#8221;?</strong><br />
I nostri progetti editoriali implicano una comunicazione a tutto campo prediligendo la promozione culturale artistica e paesaggistica del territorio con una attenzione particolare alla realtà ed alle location calabresi. La mia ambizione è quella di fare in modo che la nostra Regione sia un punto di riferimento per la comunicazione mediatica nazionale e che attragga l&#8217;attenzione di tutti gli operatori del settore, con uno sviluppo dell&#8217;indotto ancora purtroppo molto insoddisfacente.</p>
<p><strong>Mi sembra di capire che Fan Tv si muova su più fronti.</strong><br />
Vero. Il nostro core business è orientato, infatti, oltre che ad una intensa attività di comunicazione e marketing, alla produzione e alla post-produzione audio/video cinematografica e televisiva che comprende montaggio, authoring, encoding, contenuti speciali, animazioni grafiche e 3D.</p>
<p><strong>Perchè è più difficile affermarsi in Calabria?</strong><br />
Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, credo che non sia molto difficile affermarsi se si hanno le giuste competenze e il prodotto di estrema qualità. La cosa complicata è produrre cinema in Calabria, che ancora non è pronta da questo punto di vista, manca quasi totalmente l&#8217;indotto e le professionalità sono poche.</p>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi che ti proponi di perseguire con Fan TV?</strong><br />
Il mondo della comunicazione sta cambiando molto velocemente. Gli strumenti tradizionali si dimostrano sempre meno efficaci per identificare e colpire un target nomade, trasversale, difficilmente segmentabile. I consumatori hanno nuove abitudini e risultano sempre più impermeabili a qualsiasi tipo di messaggio. Questo è il motivo per cui Fan Tv si avvale di specialisti del settore che, nella fase di ideazione del format, riescano a coniugare abilmente l&#8217;aspetto ludico e di intrattenimento con delle chiare linee di comunicazione e di promozione del territorio in tutti i suoi aspetti.</p>
<p><strong>Ultimamente la tua &#8220;creatura&#8221; è stata protagonista della realizzazione di videoclip per Rettore, Povia, i Modà e gli Alibìa che hanno ricevuto consensi dagli addetti ai lavori. Puoi parlarci di queste esperienze?</strong><br />
Oggi i videoclip musicali utilizzano differenti forme stilistiche ed espressive per commentare visivamente il brano musicale a volte sono dei veri e propri minifilm che si sviluppano in 4 minuti e che comunque richiedono grande impegno ed attenzione. Ecco ciò che più mi ha incuriosito. Inoltre ho avuto modo di conoscere personaggi straordinari ed ho avuto l&#8217;opportunità di avvalermi delle preziosissime collaborazioni di registi come Luca Granato e Marco Carlucci.</p>
<p><strong>E&#8217; una bella soddisfazione realizzare dei progetti per questi grossi nomi.</strong><br />
Sono veramente felice di avere avuto l&#8217;opportunità di lavorare per grandi artisti della musica leggera italiana.</p>
<p><strong>Durante le riprese del videoclip degli Alibìa mi sono reso conto che con il tuo staff esiste un feeling particolare. Come sei arrivata a formare una equipe così valida e affiatata alla quale devi gran parte dei successi di Fan TV?</strong><br />
Credo che il filo rosso che unisce lo staff è la passione.  Oltre alla professionalità c&#8217;è una dedizione ed una disponibilità assoluta a proseguire le riprese ad oltranza, in caso di fisiologici ritardi rispetto al piano di produzione, sempre con lo stesso entusiasmo.</p>
<p><strong>Ci puoi rivelare il work in progress?</strong><br />
Beh, direi sicuramente subito un altro videoclip e una serie di docufiction sul mare calabro.<br />
Non aggiungo altro.</p>
<p><strong>Avrai un desiderio da realizzare&#8230;</strong><br />
Certo che si! Mi piacerebbe moltissimo realizzare un video per un artista calabrese che io adoro: Sergio Cammeriere. So che alle prese con un nuovo interessante lavoro.</p>
<p>Il sorriso ammaliante di Antonella mi fa capire che il prossimo sarà un grande progetto e a me non resta che salutarla con un grosso &#8220;In bocca al lupo!&#8221;</p>
<p><strong>Le Produzioni di Fan TV:</strong><br />
* In diretta da Sanremo 2006, format in 4 puntate “Pillole Piccanti da Sanremo” in onda su Sky- Magic Tv<br />
* Serie di 4 Documentari su Artigianato, Agricoltura,Turismo in Calabria in onda su<br />
Sky- Sat 8<br />
* Serie di 6 puntate “Pescaturismo in Calabria” in onda su Sky- Mare tv<br />
* Format musicale in 5 puntate “Flayer, la notte giovane” tour per le disco calabresi. In onda su Sky- Magic tv<br />
* Spettacolo teatrale di danza contemporanea “Fellini in punta di piedi” (Teatro Cilea Reggio Calabria)<br />
* Spettacolo teatrale &#8220;Guitarra Negra&#8221; Auditorium Casalinuovo Catanzaro<br />
* Documentario “Viaggi &#038; Viaggi” in onda integralmente su Sky e parzialmente su “Uno Mattina” &#8211; RAI<br />
* Format “Speciale Anthony Gormley” la 7- Venticinquesima ora<br />
* Spot Istituzionale “Castelli di Calabria” proiettato al Salotto del Cinema Isola Tiberina- Estate Romana e alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia.<br />
* Supporto servizio Casting e Location per Spot Nazionale &#8220;Noi ci mettiamo il cuore&#8221;con Rino Gattuso.<br />
* Videoclip “Stralunata” di Donatella Rettore – (Premio Roma Videoclip 2008) &#8211; Location Catanzaro Parco della Biodiversità Regia Marco Carlucci<br />
* Videoclip &#8220;E così sei nell&#8217;aria&#8221; &#8211; Povia &#8211; location Crotone/Le Castella -Regia Marco Carlucci<br />
* Videoclip &#8220;Estate&#8221; &#8211; Modà &#8211; Location Tropea/Filadelfia &#8211; Regia Marco Carlucci<br />
* Videoclip &#8220;Immorale&#8221; &#8211; Alibìa &#8211; location Cosenza/Squillace &#8211; Regia Luca Granato<br />
* Format in 5 puntate “Parkintour” con Ela Weber, Denny Mendez, Barbara Chiappini, Francesco Reda, Charlotte Crona (In programmazione televisiva a partire da inizio Settembre) &#8211; Regia Luca Granato</p>
<p><strong>Gli Eventi organizzati:</strong><br />
* Festival del Cinema indipendente – S. Severina KR<br />
* Inaugurazione del Castello di Rocca Imperiale con la violinista Charlotte Crona<br />
* Spettacolo Musica e Cultura &#8211; Chitarra acustica e voce &#8211; Guest star Pietro Aldieri<br />
* Concerto blues Andrea Notti and the Roots Family &#8211; castello di Pizzo Calabro<br />
* Esclusiva per Costume e Società – Rai Due – Visita Premier Lech Walesa in Calabria</p>
<p><strong>Work in Progress:</strong><br />
* Videoclip “Alibia” &#8211; Immorale (dal 9 al 14 Giugno CS)<br />
* Festival del Corto e Workshop Filmaker Videoclip S. Severina KR<br />
* Videoclip Award Festival (location da definire)<br />
* Format in 5 puntate sui porti calabresi<br />
* Nuova serie di &#8220;Pescaturismo in Calabria&#8221;<br />
* Silafestival &#8211; Festival Cinematografico su Ambiente e Terra di Origine in collaborazione con Massimo Ivan Falsetta (regista) 12/13/14 Giugno.<br />
* Stage Filmaker Red Carpet in collaborazione con &#8220;Tarantino Production&#8221; L.A.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Musicalnews il 20/06/09)</strong></p>
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