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	<title>il blog di Giuseppe Panella &#187; Cronaca</title>
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		<title>Viaggio tra i ricordi e le nostalgie della mitizzata beat generation</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 09:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[“BEATi quegli anni!”. Una esclamazione che rende nostalgici per un’epoca che ha lasciato dentro ognuno di noi un grande vuoto e che, nel caso specifico, ha il sapore amaro dei ricordi, di una generazione che ha saputo regalare grandi sogni ed al tempo stesso grandi illusioni: la beat generation. Di quel movimento che ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/Panella_2.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/Panella_2-225x300.jpg" alt="" title="Panella_2" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3081" /></a>“BEATi quegli anni!”. Una esclamazione che rende nostalgici per un’epoca che ha lasciato dentro ognuno di noi un grande vuoto e che, nel caso specifico, ha il sapore amaro dei ricordi, di una generazione che ha saputo regalare grandi sogni ed al tempo stesso grandi illusioni: la beat generation.<br />
Di quel movimento che ha fatto credere che ogni cosa fosse possibile, si torna a parlare a Catanzaro grazie all’Assessorato alla Cultura di Catanzaro che ha programmato, presso l’Auditorium “G. Casalinuovo”, due giorni in cui sarà possibile rivivere quel periodo “felice”.<br />
L’occasione per parlare del beat  catanzarese viene data dal quarantesimo anniversario della carriera di Pino Ranieri, in arte Ulisse, che in quell’epoca ha meglio rappresentato la passione che accomunava tanti giovani<span id="more-3080"></span> della nostra città.<br />
Il primo appuntamento riguarda la mostra “La bottega di Lawrence”, chiaro riferimento a <strong>Lawrence Ferlinghetti</strong>, poeta statunitense che, unitamente a <strong>Jack Kerouac</strong>, <strong>Allen Ginsberg</strong>, <strong>Neal Cassady</strong>, <strong>William Burroughs</strong>, <strong>Gregory Corso</strong> e <strong>Gary Snider</strong>, ha dato voce alla beat generation.<br />
Un vero viaggio tra i ricordi quello che è possibile fare visitando la mostra all’Auditorium “G. Casalinuovo”, un luogo dove è possibile ritrovare oggetti dimenticati nel tempo, un vecchio ed intramontabile juke box, un mangiadischi, poster, le copertine di alcuni 33 e 45 giri, spartiti e libri, ma a risvegliare i ricordi, ecco le foto di tanti amici che, animati da una grande passione per la musica, in quegli anni formavano quei complessi che riuscivano a far respirare quell’aria di cambiamento anche nella nostra città.<br />
“La musica in quegli anni non era solo passione – commenta Antonio Argirò &#8211;  ma anche un momento di aggregazione. In quel mondo che non prevedeva internet e in cui tutto era più difficile da ottenere, quei ragazzi sapevano adattare le canzoni di quegli anni attraverso i dischi o a registrazioni casalinghe. In questo contesto – conclude &#8211; mi sembrava doveroso festeggiare Pino Ranieri che, in quegli anni, si è saputo distinguere per le sue doti canore che lo hanno portato ad ottenere un meritato successo di pubblico e di vendite”.<br />
“Questa festa – aggiunge Pino Ranieri – è dedicata a tutti coloro i quali hanno incarnato lo spirito beat, mantenendolo vivo dentro sé stessi in tutti questi anni”.<br />
Sabato 29, alle 17,30, sul tema &#8220;Beat&#8230; Dagli albori del sogno al tramonto del mito&#8221;, sempre nell’Auditorium, si è svolta una conversazione con interventi dell&#8217;assessore alla Cultura Antonio Argirò, Piergiorgio Caruso, Sergio Dragone, Nando Righini e Giuseppe Panella. In serata, inoltre, l&#8217;esibizione dal vivo di Ulisse e le Ombre, ultimo atto di questo appassionato viaggio nel tempo.</p>
<p><strong>(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 30/01/2011)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/01/31/viaggio-tra-i-ricordi-e-le-nostalgie-della-mitizzata-beat-generation/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Biografia anomala&#8221; di Guccini a firma Gianluca Veltri</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 09:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Francesco Guccini &#8211; Fiero del mio sognare&#8221; Incontro con Gianluca Veltri Caffè Letterario &#8211; Catanzaro 21/01/2011 Una fredda serata catanzarese passata al Caffè Letterario si è trasformata in un momento di grande interesse culturale grazie alla presentazione del libro di Gianluca Veltri, “Francesco Guccini – Fiero del mio sognare”. Forse è eccessivo parlare di presentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/VELTRI-BOOK.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/VELTRI-BOOK-211x300.jpg" alt="" title="VELTRI BOOK" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3068" /></a><strong>&#8220;Francesco Guccini &#8211; Fiero del mio sognare&#8221;<br />
Incontro con Gianluca Veltri<br />
Caffè Letterario &#8211; Catanzaro<br />
21/01/2011</strong></p>
<p>Una fredda serata catanzarese passata al Caffè Letterario si è trasformata in un momento di grande interesse culturale grazie alla presentazione del libro di <strong>Gianluca Veltri</strong>, <strong>“Francesco Guccini – Fiero del mio sognare”</strong>. Forse è eccessivo parlare di presentazione per un libro uscito all’alba della scorsa estate,  e pubblicato da <a href="http://www.arcanaedizioni.com/">Arcana</a> in concomitanza con il settantesimo anniversario del cantautore modenese, nato il 14 giugno 1940.<br />
L’incontro, introdotto da Vittorio Pio, è stato impreziosito da una premessa di <strong>Ugo G. Caruso</strong>,<span id="more-3067"></span> cosentino trapiantato a Roma dalla metà degli anni settanta, scrittore, storico dello spettacolo, studioso di cultura di massa, che ha indirizzato i presenti verso la giusta chiave di lettura del libro di Veltri.<br />
Il vantaggio di aver letto il testo appena edito, mi ha dato la possibilità di conoscere lo scritto con cui Veltri ha voluto ha voluto presentare la figura del cantautore modenese. “Francesco Guccini – Fiero del mio sognare”, è una autobiografia che definire anomala non è errato, non la solita schematica presentazione delle opere gucciniane commentate in maniera frettolosa e senza alcun approfondimento, ma un vero e proprio percorso attraverso dei collegamenti esistenti nella poetica gucciniana e tra le canzoni che spesso hanno una vita a sé stante.<br />
La conferma di tutto ciò è arrivata dalle parole dello stesso Veltri che, con una esposizione mai troppo sopra le righe, traccia una mappa, laddove canzoni pur distanti nel tempo riescono a trovare una vita comune, “un filo che unisce le opere”. In dieci capitoli sviluppa  una nuova e diversa lettura di quell’universo, grazie anche ai numerosi approfondimenti e agli accostamenti a poeti come  Borges, Gozzano e Pessoa che lo avrebbero ispirato ed ai quali lo stesso musicista si sente vicino.<br />
Lo scorrere del tempo, il sogno americano, le radici, l’esotismo e la politica sono gli argomenti che da sempre sono presenti nelle canzoni di Guccini e che Veltri è riuscito ad affrontare con grande semplicità.<br />
Interessanti gli interventi dei presenti, tra i quali la poetessa Giusy Verbaro Cipollina e il promoter Ruggero Pegna, con quest’ultimo che ha raccontato una serie di curiosi aneddoti legati alla sua amicizia con l’artista modenese, presentato più volte sui palchi dell’intera Calabria.<br />
Non sono stati trascurati gli inizi di un Guccini autore che mai avrebbe immaginato e pensato di diventare un cantautore, né i riferimenti ad altri grandi della musica italiana, soffermandosi sulla disputa avuta nel periodo beat con <strong>Lucio Battisti</strong> per “accaparrarsi” l’<strong>Equipe 84</strong>, agli accostamenti delle vite artistiche di Guccini e <strong>Paolo Conte</strong>, i quali hanno avuto per anni hanno lo stesso amico-produttore, <strong>Renzo Fantini</strong>, e dei quali è stata evidenziata la differenza di “stili”, “più rock il primo e più legato al jazz il secondo”, per finire con <strong>Fabrizio De Andrè</strong> con il  quale è possibile creare delle maggiori similitudini.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzeta del Sud il 23/01/2011)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2011/01/24/biografia-anomala-di-guccini-a-firma-gianluca-veltri/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Storie di italiani nelle altre Americhe&#8221;, ultimo incontro-dibattito nell&#8217;ambito del &#8220;Festival d&#8217;Autunno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 08:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Storie di italiani nelle altre Americhe&#8221; Conversazione con Vittorio Cappelli Festival d&#8217;Autunno &#8211; VIII Edizione Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro 03/12/2010 L’ottava edizione del “Festival d’Autunno” ieri sera, presso la biblioteca “De Nobili” di Catanzaro, si è conclusa definitivamente con l’incontro dibattito “Storie di italiani nelle altre Americhe”, conversazione con il professor Vittorio Cappelli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/storie-di-italiani-nelle-altro-americhe.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/storie-di-italiani-nelle-altro-americhe-212x300.jpg" alt="" title="storie di italiani nelle altro americhe" width="212" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2998" /></a><strong>&#8220;Storie di italiani nelle altre Americhe&#8221;<br />
Conversazione con Vittorio Cappelli<br />
Festival d&#8217;Autunno &#8211; VIII Edizione<br />
Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
03/12/2010</strong></p>
<p>L’ottava edizione del “Festival d’Autunno” ieri sera, presso la biblioteca “De Nobili” di Catanzaro, si è<br />
conclusa definitivamente con l’incontro dibattito “Storie di italiani nelle altre Americhe”, conversazione con il professor Vittorio Cappelli, docente di Storia Contemporanea all’Università della Calabria, e moderato dalla professoressa Luciana Mazzei.<br />
Anticipato, giorno 2, da “Ciao Frankie”, spettacolo – tributo che Massimo Lopez ha voluto dedicare a Frank Sinatra, l’ultimo approfondimento culturale può essere<span id="more-2997"></span> considerato come la logica prosecuzione dell’argomento trattato nell’incontro precedente: il brigantaggio. “L’emigrazione – secondo il professor Cappelli – si concentra maggiormente in alcune zone nel Sud Italia, che potrebbero essere identificate soprattutto nelle province di Salerno, Potenza e Cosenza. Ma questa collocazione territoriale deve sfatare un luogo comune, che è quello che fa pensare che l’emigrazione sia una caratteristica del Sud Italia”. E’ proprio questa errata convinzione che il docente intende sfatare, riportando alla memoria il film di Massimo Troisi “Ricomincio da tre”, nel quale l’attore napoletano, durante un suo viaggio verso<br />
Firenze, si ritrova ad essere continuamente scambiato per un emigrato. La realtà trova corrispondenza in un’altra verità, i primi emigrati furono settentrionali, più precisamente veneti e piemontesi, solo nel tardo Ottocento questo fenomeno ha riguardato il Sud Italia. Parlando del suo libro, “Storie d’Italia nelle altre Americhe”, il professor Cappelli ha voluto soffermarsi sulla importanza delle storie raccontate in esso. “Non una storia, ma diverse testimonianze di gente che si è spostata verso nazioni come il Brasile, l’Argentina, la Colombia ed il Venezuela per esigenze diverse. Queste scelte erano consapevoli, dettate nella maggior parte dei casi da una volontà precisa di migliorare il proprio tenore di vita, decidendo di trasferirsi nelle città e mai nelle campagne, contribuendo a partecipare attivamente alla evoluzione del territorio prescelto. Quella gente agiva consapevolmente ed era pronta ad investire le proprie risorse con l’intento di cambiare il proprio destino”. Una conversazione, quella del professor Cappelli, che ha avuta una partecipazione attiva ed interessata da parte dei presenti, con interventi mirati ad un maggiore approfondimento del tema trattato. “Il nuovo percorso intrapreso dal Festival – ha dichiarato Antonietta Santacroce – ha ottenuto il successo sperato, non una alternativa agli eventi musicali proposti, ma un valido contributo tendente a far conoscere in maniera più dettagliata i temi proposti dalla manifestazione”.</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/12/04/storie-di-italiani-nelle-altre-americhe-ultimo-incontro-dibattito-nellambito-del-festival-dautunno/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Festival d’Autunno: il dibattito con il professor Ciconte ha anticipato il concerto di Eugenio Bennato</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 08:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I briganti nella storia d&#8217;Italia&#8221; Conversazione con Enzo Ciconte Festival d&#8217;Autunno &#8211; VIII Edizione Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro 25/11/2010 Con l’introduzione di Antonietta Santacroce, presso la biblioteca “De Nobili” di Catanzaro, il Festival d’Autunno ha inaugurato i due giorni dedicati al brigantaggio. Moderato dal prof. Luigi La Rosa, docente di italiano presso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC0030.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC0030-300x199.jpg" alt="" title="_DSC0030" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2978" /></a><strong>&#8220;I briganti nella storia d&#8217;Italia&#8221;<br />
Conversazione con Enzo Ciconte<br />
Festival d&#8217;Autunno &#8211; VIII Edizione<br />
Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
25/11/2010</strong></p>
<p>Con l’introduzione di Antonietta Santacroce, presso la biblioteca “De Nobili” di Catanzaro, il Festival d’Autunno ha inaugurato i due giorni<span id="more-2939"></span> dedicati al brigantaggio. Moderato dal prof. Luigi La Rosa, docente di italiano presso il Liceo Classico “P. Galluppi” di Catanzaro, autorevole critico letterario e Presidente del Circolo Letterario “Placanica”, l’incontro dibattito ha avuto nel Prof. Enzo Ciconte un relatore d’eccezione che ha calamitato l’interesse del numeroso pubblico presente. Il docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre è uno dei massimi esperti delle dinamiche delle grandi associazioni mafiose ed il suo più recente libro, “‘Ndrangheta padana” non è passato inosservato per la sua attenta analisi di un fenomeno attuale come quello dell’insediamento in terra lombarda della organizzazione criminale calabrese che oramai ha due capitali, Reggio Calabria e Milano. È stata una relazione attenta ed approfondita quella del Prof. Ciconte, la sua analisi dettagliata della insurrezione politica e sociale nel Sud Italia, durante il periodo del Risorgimento, si è distinta anche per alcuni parallelismi con l’attuale strategia adottata dalla Lega Nord. Un percorso storico “che ebbe inizio, ad essere precisi, nel 1799, quando il popolo calabrese cominciò a ribellarsi al dominio francese e contro<br />
i loro comportamenti vessatori”. Il Prof. Ciconte ha anche indicato in Soveria Mannelli il paese in cui si è avuta la prima forma di brigantaggio ed ha affermato che “il fenomeno del brigantaggio va rivalutato distinguendolo dal banditismo per la diversa matrice. Il primo si manifesta sempre nelle stesse zone ed era tendente alla difesa del territorio e alla restituzione delle terre”. È su questa tesi che lo studioso calabrese si sofferma più volte, sottolineando come nei diversi periodi storici la “spinta” ideologica era sempre la stessa. “Le tesi discusse dal Prof. Ciconte – ha commentato Antonietta Santacroce – e gli interventi del pubblico hanno dimostrato quanto siano graditi incontri culturali di questo tipo. L’importanza aumenta se si pensa al collegamento con il concerto di Eugenio Bennato, nel quale il brigantaggio e la musica popolare saranno ancora al centro dell’attenzione”.</p>
<p><strong>(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/11/26/festival-d%e2%80%99autunno-il-dibattito-con-il-professor-ciconte-ha-anticipato-il-concerto-di-eugenio-bennato/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La musica leggera e l&#8217;ultimo franchismo&#8221; secondo incontro dibattito nell&#8217;ambito del Festival d&#8217;Autunno</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 08:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La musica leggera e l&#8217;ultimo franchismo&#8221; Conversazione con Marco Cipolloni &#8220;Festival d&#8217;Autunno&#8221; &#8211; VIII Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro 19/11/2010 L’avvento in Spagna della british invasion e della beat generation raccontate attraverso le “resistenze” del regime franchista. Questo l’argomento illustrato dal Prof. Marco Cipolloni nel secondo approfondimento culturale del Festival d’Autunno, “La musica leggera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC0048.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2011/01/DSC0048-300x199.jpg" alt="" title="_DSC0048" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2972" /></a><strong>&#8220;La musica leggera e l&#8217;ultimo franchismo&#8221;<br />
Conversazione con Marco Cipolloni<br />
&#8220;Festival d&#8217;Autunno&#8221; &#8211; VIII<br />
Biblioteca Comunale &#8220;De Nobili&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
19/11/2010</strong></p>
<p>L’avvento in Spagna della british invasion e della beat generation raccontate attraverso le “resistenze” del regime franchista.<span id="more-2971"></span> Questo l’argomento illustrato dal Prof. Marco Cipolloni nel secondo approfondimento culturale del Festival d’Autunno, “La musica leggera e l’ultimo franchismo”. Introdotto da Antonietta Santacroce, direttore artistico della manifestazione, e moderato da Giuseppe Darrò, redattore di Rubbettino Editore, è stato un incontro dibattito costruito sulle difficoltà del cambiamento generazionale cui stavano andando incontro i giovani di tutti il mondo, Spagna compresa.<br />
Linguaggio semplice ed efficace, il prof. Cipolloni, dice che “per capire meglio come nasce il fenomeno musicale spagnolo, sarebbe errato soffermarsi sull’ultimo franchismo, ma bisogna fare un passo indietro partendo dal 1958”.<br />
Un argomento di indubbio interesse visto con l’occhio puntato su cose apparentemente distaccate da quelle più importanti della politica che in quel periodo affliggeva la penisola iberica, ma con cui trova una connessione perchè “il mondo della musica degli anni ’60 configurava un modo di stare insieme che contrastava con quello del regime”.<br />
Dotte citazioni e collegamenti con quanto stava accadendo anche in Italia hanno dato, attraverso racconti che hanno incuriosito i presenti, una immagine di crescita culturale e politica della Spagna.<br />
Non potevano mancare i riferimenti a Paco “un musicista straordinario, che non ha eguali al mondo”, al suo partner iniziale, Camàron de la Isla, ed al loro approccio con una discografia “che aveva capito il loro alto potenziale e dai quali subiva sempre un netto rifiuto, legato a quella immagine di libertà che loro avevano del flamenco.<br />
“Il prof. Cipolloni – commenta Antonietta Santacroce – ha dato una immagine completa ed esaustiva di un periodo di crescita della gioventù spagnola, nel quale si inserisce a pieno titolo Paco de Lucia, che stasera si esibirà al Teatro Politeama di Catanzaro, nell’ambito del Festival d’Autunno”.<br />
I biglietti del concerto di Paco De Lucia potranno essere acquistati presso la sede del Festival sita in Via Spasari, 15 (tra la Provincia e la galleria Mancuso) dalle 10,00 alle 12,30 oppure con l’acquisto on line, attraverso carta di credito e Postepay, e dalle 16,30 presso la biglietteria del Teatro Politeama. Per ottenere maggiori informazioni è attivo il numero telefonico 389.0931362 e la mail info@festivaldautunno.com</p>
<p><strong>(Pubblicato su Musicalnews il 20/11/2010)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/11/20/la-musica-leggera-e-lultimo-franchismo-secondo-incontro-dibattito-nellambito-del-festival-dautunno/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una serata all&#8217;insegna del sogno di diventare star della musica pop</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni anni la Tv, attraverso i talent show, presenta cantanti cresciuti nella speranza di poter uscire dall’anonimato e facendoci partecipare, seppur in maniera distaccata, alle tensioni che gli stessi vivono sul palco o dietro le quinte. E’ grazie a questi format televisivi che sono nati numerosi festival che servono a far muovere i primi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/09/vincitori-con-tempera.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/09/vincitori-con-tempera-300x225.jpg" alt="" title="vincitori con tempera" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2787" /></a>Da alcuni anni la Tv, attraverso i talent show, presenta cantanti cresciuti nella speranza di poter uscire dall’anonimato e facendoci partecipare, seppur in maniera distaccata, alle tensioni che gli stessi vivono sul palco o dietro le quinte. E’ grazie a questi format televisivi che sono nati numerosi festival che servono a far muovere i primi passi a chi spera che il proprio talento riesca a trovare la giusta visibilità.<span id="more-2785"></span><br />
Venerdì al Santa Fè si è consumata una serata all’insegna del sogno con i piccoli partecipanti alla IV edizione del festival “Una voce per lo Jonio” organizzato da Christian Cosentino. Un serio contenitore rispettoso delle aspettative dei ragazzi di età non superiore ai 13 anni che hanno dimostrato quanta passione ci sia dietro i loro sacrifici.<br />
A selezionare i partecipanti due grossi nomi del panorama musicale italiano come Vince Tempera, musicista, compositore, arrangiatore, direttore d&#8217;orchestra e talent scout, e Marco Rinalduzzi, musicista e produttore discografico di grande successo. Due personaggi per i quali ogni aggettivo è “sprecato” tanto è luminosa la loro carriera artistica. E proprio la presenza di questi grandi artisti è stata la garanzia di serietà di “Una voce per lo Jonio”<br />
I due Maestri in giuria sono stati coadiuvati da Giuseppe Panella e Rita Barone, due rappresentanti della stampa locale,.<br />
Lo spettacolo, presentato da un frizzante Domenico Milani, ha visto avvicendarsi sul palco ragazzi, di età non superiore ai tredici anni, che, seppur infastiditi da un forte vento, hanno avuto la possibilità di mettersi in evidenza. Apprezzabile l’esibizione di Klaidj ballerino che ha partecipato alla edizione del 2005 di “Amici” e simpatica la performance dei Casa Brothers, due ragazzi di Casabona che ha emulato i Blues Brothers.<br />
I vincitori della serata per la “categoria ragazzi” sono stati Anastasia Franco, prossima partecipante al programma RAI “Ti lascio una canzone”, che si è esibita cantando uno dei brani più famosi di Mia Martini, “Almeno tu nell’universo”, Arianna Frustagli, seconda classificata con “Ragazza di periferia” e Federica Sestito, terza classificata con “Gli uomini non cambiano”, per i più piccoli la vincitrice è stata Francesca Scicchitano che ha cantato “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti.<br />
Vanno ricordati per le loro valide interpretazioni anche gli altri concorrenti. Chiara Cosentino (“Destinazione paradiso”), Rita Nesticò (“Mi manchi”), Francesco Pio Piscitelli (“Tu vuò fa l’americano”), Angela Sarcineto (“My heart will go on”), Gioia Sinopoli (“Adagio”) hanno dimostrato di possedere quelle qualità per poter sperare di diventare protagonisti.<br />
Forse l’unica problema evidenziato è stata la serietà con cui tutti i ragazzi hanno partecipato alla manifestazione. Alla loro età forse sarebbe il caso di pensare che tutto sia un gioco. Bello e divertente.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 29/08/2010)</strong></p>
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		<title>Poi li hanno lasciati&#8230; &#8220;kantare&#8221; e tutto sommato lo hanno fatto bene</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 17:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Lasciateci kantare&#8221; Auditorium &#8220;A. Casalinuovo&#8221; &#8211; Catanzaro 24/06/2010 Quattordici partecipanti tutti debuttanti o quasi si sono dati “battaglia” sul palco dell’auditorium “A. Casalinuovo” giovedì sera grazie alla I Edizione di “Lasciatemi kantare”. La manifestazione, organizzata dalla Associazione “Aquilone” di Fulvia Nimpo, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro, ha dato la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/06/S6000186.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/06/S6000186-225x300.jpg" alt="" title="&lt;Digimax S600 / Kenox S600 / Digimax Cyber 630&gt;" width="225" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-2591" /></a><strong>&#8220;Lasciateci kantare&#8221;<br />
Auditorium &#8220;A. Casalinuovo&#8221; &#8211; Catanzaro<br />
24/06/2010</strong></p>
<p>Quattordici partecipanti tutti debuttanti o quasi si sono dati “battaglia” sul palco dell’auditorium “A. Casalinuovo” giovedì sera grazie alla I Edizione di “Lasciatemi kantare”. La manifestazione, organizzata dalla Associazione “Aquilone” di Fulvia Nimpo, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro, ha dato la possibilità a giovani e meno giovani di esibirsi su un palco prestigioso, provando il brivido del contatto del pubblico.<br />
E’ stata una festa sotto ogni aspetto. Dalla<span id="more-2590"></span> presentazione frizzante del duo Rino e Giulio, che con grande verve hanno saputo intrattenere i presenti, alla buona interpretazione che ognuno dei partecipanti ha dato del brano da loro eseguito, è stato un susseguirsi di momenti che hanno condotto i presenti in un clima di rilassata spensieratezza.<br />
La giuria presieduta da Pino Ranieri, conosciuto con il suo nome d’arte Ulisse, ha avuto il difficile compito di decretare un vincitore, ma tutti hanno meritato il primo premio per il coraggio e la bravura con la quale hanno affrontato la prova.<br />
I vincitori in verità sono stati due, Salvatore Moniaci che con il suo look da spiaggia ha eseguito il brano di Marco Mengoni “Credimi ancora”, e Gian Maria Comito che, nascosto dietro i suoi occhiali di tendenza, ha cantato “Se io, se lei” di Biagio Antonacci. Ma nessuno dei partecipanti, alcuni scanzonati dai presentatori, ha demeritato. Alcuni provenienti addirittura avrebbero meritato maggiore attenzione per l’impegno mostrato nell’interpretare brani difficili. E’ il caso di uno spavaldeggiante Carmine Scalzo che senza paura si è esibito in una performance intensa di “Pugni chiusi”, indimenticato brano dei Ribelli di Demetrio Stratos, di Federica Falbo che con il suo vestito rosso ha reso ancora più infuocata “Volami nel cuore” di Mina, di Tonino Pironaci che pur scusandosi per la mancanza di voce ha regalato emozioni con “Mi manchi” di Fausto Leali, di Salvatore Chiefalo, premiato per l’esecuzione di “Spendi spandi effendi” di Rino Gaetano, e di Azzurra Conforto e Marica Rizzato, uniche ad aver interpretato brani in lingua straniera.<br />
Ma sarebbe imperdonabile non citare tutti gli altri. A partire da Rosalba Stramondinoli, la cui interpretazione de “Il cobra” è stata salutata con calore, a Salvatore Critelli (“Dicitencello vuje”), Angela Corea “Quello che le donne non dicono”), Osvaldo Chiazza (“I ricordi del cuore”), Francesco Citriniti (“La canzone dell’amore perduto”), e per finire Francesco Serraino (“Se bruciasse la città”), ognuno ha mostrato doti canore di buon livello.<br />
Come in tutti gli spettacoli che si rispettano anche “Lasciatemi cantare” ha avuto la sua ospite d’onore. Chiamata per due volte sul palco, Valeria Parentela, ha mostrato di possedere una buona vocalità cantando “The climb” di Miley Cyrus e “Closer” di Ne-Yo.<br />
In definitiva “Lasciatemi kantare” con un piccolo sforzo organizzativo potrà diventare un appuntamento da ripetere in futuro. </p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il (26/06/2010)</strong></p>
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		<title>Puro divertimento in nove minuti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 19,19. E’ l’ora in cui molti giovani ieri si sono dati appuntamento nell’area del Centro Commerciale “Le Fontane”. Un tam tam avvenuto sulle oramai solite “coordinate” di Facebook, il social network più frequentato dalle nuove generazioni. Il flash mob, così viene denominato questo tipo di evento, altro non è che l’incontro tra persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/06/IMG_2250.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/06/IMG_2250-300x200.jpg" alt="" title="IMG_2250" width="240" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2586" /></a>Ore 19,19. E’ l’ora in cui molti giovani ieri si sono dati appuntamento nell’area del Centro Commerciale “Le Fontane”. Un tam tam avvenuto sulle oramai solite “coordinate” di Facebook, il social network più frequentato dalle nuove generazioni. Il flash mob, così viene denominato questo tipo di evento, altro non è che l’incontro tra persone che hanno voglia di esprimersi in maniera estemporanea attraverso una azione convenuta pochi minuti prima dell’inizio.<span id="more-2585"></span><br />
E’ la prima volta che per un flash mob viene prescelta l’area di un centro commerciale. La volontà che tutto si svolgesse nel più assoluto riserbo era evidente nei giorni scorsi quando ogni messaggio su Facebook veniva trasmesso quasi in codice. La curiosità di assistere ad un evento non comune e, comunque, insolito è cresciuta sempre più nelle ultime ore, ed ancora di più man mano che l’ora stabilita si avvicinava.<br />
Di solito i flash mob non hanno connotazioni politiche o religiose, pur se in alcuni casi è successo che i convenuti abbiano dato forma ad una forma di protesta contravvenendo a quelli che sono i principi di un evento basato sulla libera espressione artistica.<br />
Ore 19,19. Per nove minuti l’allegria si è impossessata del Centro Commerciale “Le Fontane” allorquando tre coppie si dispongono al centro muovendo i primi “pasitos” in attesa che circa duecento persone dessero vita alla “rueda de casino”. Il mistero è svelato. L’associazione “Araba Fenice” di Alessandra Transtevere e Marco Bonapace si è resa promotrice di questo evento. Il divertimento non è solo tra i rappresentanti del popolo della danza latina ma anche tra coloro i quali hanno fatto sentire il loro “calore” sistemandosi in ogni dove. In quei pochi minuti, come per magia nella zona nevralgica dello stesso centro si è formato un cerchio umano che rende più coinvolgente lo scenario. La voce del maestro Roberto Giovannini, in arte Roby G, direttore della scuola “Dance Company Omelè” ha guidato i ragazzi di tutte le scuole di ballo di Catanzaro e provincia in un vortice umano in cui sudore e divertimento erano tutta una cosa.<br />
Poi all’improvviso tutto finisce come era iniziato. Ognuno dei partecipanti scompare tra la folla e i protagonisti di quei nove minuti si confondono tra la gente comune, certi però di aver lasciato un segno indelebile con il loro flash mob.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 20/06/2010)</strong></p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/06/21/puro-divertimento-in-nove-minuti/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;idea da riproporre puntellando qualche spigolatura</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vinyl Sound Experience: Rock Opera e Avanguardie&#8221; Caffè delle Arti &#8211; Catanzaro 29/05/2010 “Rock Opera e Avanguardie” è stato l’argomento dell’ultimo appuntamento della manifestazione “Vinyl Sound Experience”, organizzata dalla Associazione “Lanterna Magica” con il supporto dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili, tenutosi sabato al Caffè delle Arti. Forse sarebbe più giusto dire che quello avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/Vinyl-Sound-Experience1.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/Vinyl-Sound-Experience1-300x141.jpg" alt="" title="Vinyl-Sound-Experience" width="300" height="141" class="alignleft size-medium wp-image-2523" /></a><strong>&#8220;Vinyl Sound Experience: Rock Opera e Avanguardie&#8221;<br />
Caffè delle Arti &#8211;  Catanzaro<br />
29/05/2010</strong></p>
<p>“Rock Opera e Avanguardie” è stato l’argomento dell’ultimo appuntamento della manifestazione “Vinyl Sound<span id="more-2522"></span> Experience”, organizzata dalla Associazione “Lanterna Magica” con il supporto dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili, tenutosi sabato al Caffè delle Arti. Forse sarebbe più giusto dire che quello avrebbe dovuto essere l’argomento trattato, perché a dire il vero di Opera rock se ne è parlato poco.<br />
Maria Gullì, direttrice artistica con Andrea Partenope dell’evento, ha introdotto la serata facendo dei riferimenti all’esperimento affrontato con questo progetto nel parlare del rock degli anni settanta, definendolo un “work in progress”.<br />
In effetti la maggiore attenzione prestata alla guida all’ascolto, nella “spiegazione” dei particolari che nelle precedenti tre serate erano state trattate in modo superficiale, hanno “nascosto” ai presenti alcune lacune che inevitabilmente non sono state cancellate. E se le intenzioni dei due direttori artistici erano quelle di avvicinare il pubblico giovane alla musica rock, senza nulla aggiungere e senza nulla dover “insegnare”, è anche vero che le nozioni date avrebbero dovuto essere attinenti ai generi trattati.<br />
Poco hanno a che fare con l’Opera rock molti degli album presentati e molti altri non sono stati neanche citati. Presentare <strong>“The dark side of the moon”</strong> e <strong>“Wish you were here”</strong> dei <strong>Pink Floyd</strong> come opere rock è stata una svista clamorosa, lo stesso dicasi per l’omissione, tra gli altri, di titoli come <strong>“Quadrophenia”</strong> degli <strong>Who</strong>, <strong>“S.F. sorrow”</strong> dei <strong>Pretty Things</strong>, e <strong>“Joe’s garage”</strong> di <strong>Frank Zappa</strong>. In definitiva le opere presentate sono state solo <strong>“Tommy”</strong> degli <strong>Who</strong> e <strong>“The wall”</strong> dei <strong>Pink Floyd</strong>.<br />
Non una sterile critica da addetto al lavoro se segnalo che nessuna citazione è  stata fatta per <strong>“Orfeo 9”</strong> la più importante opera rock italiana pubblicata nel 1970 da <strong>Tito Schipa, jr.</strong> e per quelle opere teatrali come <strong>“Hair”</strong> e <strong>“Jesus Christ Superstar”</strong> che, pur essendo considerate da alcuni critici dei musicals, appartengono di diritto al genere trattato.<br />
Mi è  sembrata fuori luogo la scelta di introdurre la serata con l’album prodotto da <strong>Andy Warhol</strong>, <strong>“The Velvet Undergorund and Nico”</strong>, per poi continuare con <strong>“Transformer”</strong>, uno dei capolavori di <strong>Lou Reed</strong>, con <strong>“Hot rats”</strong> ed <strong>“Apostrophe”</strong> di <strong>Frank Zappa</strong>, fine ad arrivare ai primi due album di <strong>Peter Gabriel</strong>, in quanto nessuno di questo lavori può essere considerato esattamente musica d’avanguardia né tanto meno una opera rock.<br />
Pur con i limti mostrati “Vinyl Sound Experience” è una manifestazione da  riproporre con più attenzione, ampliandola negli aspetti e nei contenuti perché con essa i giovani riescano a trovare un punto d’incontro nel quale conoscere la musica che ha rivoluzionato usi ed abitudini di una generazione che ha creduto attraverso essa di poter cambiare il mondo.</p>
<p><strong>(Pubblicato su Gazzetta del Sud l&#8217;1/06/2010)</strong></p>
<p><strong>Gli Lp selezionati:</strong><br />
Frank Zappa and The Mothers of Inventions  &#8220;Hot rats&#8221; (1969)<br />
The Velvet Underground &#038; Nico &#8220;The Velvet Underground &#038; Nico&#8221; (1970)<br />
Lou Reed &#8220;Transformer&#8221; (1972)<br />
Pink Floyd &#8220;The dark side of the moon&#8221; (1973)<br />
Frank Zappa &#8220;Apostrophe (&#8216;)&#8221; (1974)<br />
Pink Floyd &#8220;Wish you were here&#8221; (1975)<br />
The Who &#8220;Tommy&#8221; (1975)<br />
Peter Gabriel &#8220;Peter Gabriel (car)&#8221; (1977)<br />
Peter Gabriel &#8220;Peter Gabriel (scratch)&#8221; (1978)<br />
Pink Floyd &#8220;The wall&#8221; (1979)</p>
<div class="printfriendly alignright"><a href="http://www.giuseppepanella.it/2010/06/02/unidea-da-riproporre-puntellando-qualche-spigolatura/?pfstyle=wp" rel="nofollow" ><img src="//cdn.printfriendly.com/pf-print-icon.gif" alt="Print Friendly"/><span class="printandpdf printfriendly-text"> Print <img src="//cdn.printfriendly.com/pf-pdf-icon.gif" alt="Get a PDF version of this webpage" /> PDF </span></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nessun collegamento tra gruppi e dischi</title>
		<link>http://www.giuseppepanella.it/2010/05/25/nessun-collegamento-tra-gruppi-e-dischi/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 06:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Panella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vinyl Sound Experience: Progressive rock&#8221; Caffè delle Arti &#8211; Catanzaro 22/05/2010 La musica rock degli anni ’70 continua ad essere un punto di riferimento per i giovani. Il terzo appuntamento con “Vinyl Sound Experience”, manifestazione voluta dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili e dalla Associazione &#8220;Lanterna Magica e tenutasi al Caffè delle Arti, sabato sera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/Vinyl-Sound-Experience.jpg"><img src="http://www.giuseppepanella.it/wp-content/uploads/2010/05/Vinyl-Sound-Experience-300x141.jpg" alt="" title="Vinyl-Sound-Experience" width="300" height="141" class="alignleft size-medium wp-image-2504" /></a><strong>&#8220;Vinyl Sound Experience: Progressive rock&#8221;<br />
Caffè delle Arti &#8211; Catanzaro<br />
22/05/2010</strong></p>
<p>La musica rock degli anni ’70 continua ad essere un punto di riferimento per i giovani. Il terzo appuntamento con<span id="more-2503"></span> “Vinyl Sound Experience”, manifestazione voluta dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili e dalla Associazione &#8220;Lanterna Magica e tenutasi al Caffè delle Arti, sabato sera è stato dedicato al rock progressivo.<br />
Un argomento difficile che ha lasciato l’amaro in bocca a quei musicofili appassionati che avrebbero desiderato qualcosa di più di un semplice ascolto di alcuni “pregiati” vinili. Dopo le prime due serate si sperava in un cambio di marcia che, purtroppo non è avvenuto. Nessun collegamento tra i vari gruppi ed i dischi presentati, nessun cenno storico rilevante ha aggiunto più di quanto già non si sapesse sui Moody Blues, i Jethro Tull, i King Crimson per citarne solo alcuni.<br />
Il rock progressivo, genere che nasce come sviluppo e ricerca di nuove sonorità, è argomento ampio sul quale ci sarebbe stato molto da discutere rendendo l’incontro più interessante di quanto non sia stato. Fredde nozioni ad una platea che a tratti sembrava troppo compiacente grazie al fascino che quella musica non cesserà mai di trasmettere.<br />
Anche la “scaletta” è apparsa discutibile con alcune scelte apparse azzardate soprattutto per la mancanza di uno schema ben definito. Non può essere fatto un calderone nel quale inserire <strong>Jethro Tull</strong> e <strong>King Crimson</strong>, <strong>Moody Blues</strong> ed <strong>Area</strong>, <strong>Emerson, Lake &#038; Palmer</strong> e <strong>Gong</strong>, gruppi troppo diversi tra loro e, per non voler scendere troppo nel particolare, appartenenti a categorie diverse. Ma tra tutte le scelte quella di inserire un gruppo americano come i Kansas, non perfettamente attinenti al genere, è sembrata poco felice.<br />
Anche l’approccio con i vecchi ma affascinanti vinili e con il giradischi non è stato dei migliori. Fortunatamente la musica, nonostante l’audio non all’altezza, è riuscita a mantenere alto l’interesse. Piccoli capolavori che i direttori artistici Maria Gullì e Andrea Partenope non hanno faticato ad individuare. <strong>“Aqualung”</strong> e <strong>“Bourèe”</strong> dei <strong>Jethro Tull</strong>, <strong>“The Knife”</strong> dei <strong>Genesis</strong>, <strong>“Impressioni di settembre”</strong> della <strong>PFM</strong>, <strong>“750.000 anni fa… l’amore”</strong> del <strong>Banco del Mutuo Soccorso</strong>, <strong>“21 century schizoid man”</strong> dei <strong>King Crimson</strong> sono pagine indimenticabili di una storia che non finisce di creare sempre nuove e forti suggestioni anche nelle generazioni che non hanno vissuto quel periodo.<br />
In definitiva “Vinyl Sound Experience” può essere considerato un esperimento utile all’approccio di quella musica e, in attesa del quarto ed ultimo appuntamento dedicato alle Opere Rock, può essere un momento di riflessione da parte dei promotori di una manifestazione che si spera possa migliorare nel corso degli anni.</p>
<p><strong>Gli LP selezionati:</strong></p>
<p>Procol Harum &#8220;A whiter shade of pale&#8221; (1967)<br />
The Moody Blues &#8220;In search of the lost chord&#8221; (1968)<br />
Jethro Tull &#8220;Step up&#8221; (1969)<br />
King Crimson &#8220;In the court of the Crimson King&#8221; (1969)<br />
Gentle Giant &#8220;Gentle Giant&#8221; (1970)<br />
Jethro Tull &#8220;Aqualung&#8221; (1971)<br />
Yes &#8220;Fragile&#8221; (1971)<br />
Genesis &#8220;Nursery crime&#8221; (1971)<br />
Genesis &#8220;Foxtrot&#8221; (1972)<br />
Emerson, Lake &#038; Palmer &#8220;Trilogy&#8221; (1972)<br />
Premiata Forneria Marconi &#8220;Storia di un minuto&#8221; (1972)<br />
Banco del  Mutuo Soccorso &#8220;Darwin!&#8221; (1972)<br />
Genesis &#8220;Selling England by the pound&#8221; (1973)<br />
Gong &#8220;Radio Gnome Invisible part 2: Angel&#8217;s Egg&#8221; (1973)<br />
Camel &#8220;Camel&#8221; (1973)<br />
Greenslade &#8220;Greenslade&#8221; (1973)<br />
Area &#8220;Crac!&#8221; (1975)<br />
Kansas &#8220;Leftoverture&#8221; (1976)</p>
<p><strong>(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 24/05/2010)</strong></p>
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