SAM YAHEL
Catanzaro Musi Contest
Auditorium “A. Casalinuovo” – Catanzaro
12/02/2012
Una inattesa sorpresa. E’ così che può essere definito il concerto che domenica sera Sam Yahel ha tenuto all’Auditorium di Catanzaro. Conosciuto come uno dei più talentuosi tastieristi dell’attuale scena musicale mondiale, in maniera insospettata si è esibito suonando il pianoforte. E così, nonostante una performance di ottimo livello, il caldo suono del suo Hammond B-3 è stato il grande assente del secondo appuntamento del “Catanzaro Music Contest”, organizzato dall’associazione “Quattro Quarti” in collaborazione con “Il Blu”.
Il musicista, che nella sua intensa e illuminata carriera ha avuto collaborazioni illustri con artisti del calibro di Joshua Redman, Norah Jones, Lizz Wright e Madeleine Peyroux, ha esibito uno stile diverso da quello con cui si è fatto conoscere. E’ jazz classico quello proposto, di quello che riesce a incantare l’anima e a far muovere le gambe.
Ci sono importanti elementi nella struttura musicale del trio di Sam Yahel. Innanzitutto la sezione ritmica, con la batteria di Jorge Rossy, fantastico insieme al contrabbassista Matt Penman, esemplare nella sua essenzialità e con una intonazione sempre perfetta nel sostenere le improvvisazioni di Yahel, che dimostra di essere sempre a suo agio davanti al pianoforte.
Poi, ovviamente, il piano di Yahel che, pur se sfoggia uno stile meno “intraprendente” del solito, risulta essere elegante con le linee melodiche che sembrano disegnare un affresco sonoro suadente e invitante.
Il suo tocco morbido non si addice a chi “frequenta” generi diversi, in cui il groove è più presente e meno vellutato. Ma è questa indubbiamente la sua dote più grande. Saper sviluppare la propria personalità, adattandola alle esigenze, senza mai soffocare il proprio istinto creativo.
La grande padronanza dello strumento e la varietà dei suoi mezzi espressivi sono evidenti in ognuno dei brani interpretati nel concerto catanzarese. Sin dalla lunga ed articolata “Toy balloon”, proseguendo con “From sun to sun” e “Hometown”, è stato un susseguirsi di melodie ammalianti che hanno avuto il punto di forza nelle continue improvvisazioni, che hanno fatto risaltare una impeccabile maestria musicale con conseguente perfetta conoscenza dei linguaggi improvvisativi.
La conclusiva “Whims of Chambers” non ha potuto evitare che il pubblico richiedesse un regalo finale da parte del trio Yahel, Penman, Rossy. E qui l’ultima sorpresa della serata. La rilettura sofisticata e jazzata di “Jealous guy”, di John Lennon, è stata l’ultima perla di un concerto elegante.
(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 14/02/2012)