Passione, amore, ritmo e spiritualità. E’ il sound dell’Harlem Gospel Choir
THE HARLEM GOSPEL CHOIR
Teatro Politeama – Catanzaro
20/12/2011
Un concerto esaltante e spirituale. Martedì sera il Teatro Politeama di Catanzaro è diventato un luogo di culto grazie ai canti di The Harlem Gospel Choir.
Le luci della platea sempre accese hanno evidenziato la volontà del coro di Allen W. Bailey di interagire con il pubblico. E la risposta è stata eccellente.
In quella che è sembrata essere una chiesa evangelica, tutti gli “intervenuti” si sono lasciati coinvolgere dal ritmo e dalla spiritualità che ogni brano trasmetteva.
Per quanto importante, si potrebbe pensare ad un impianto sonoro di grande effetto, ma la scena, come era ovvio che fosse, è stata rubata dalle nove voci dei componenti il coro.
Solo una tastiera ed una batteria hanno accompagnato le superbe voci di David Jackson, Michael Liverpool, Abraham Blue, Corliss Stafford, Treena e Lacresha Cottrell, Franchone Hollomann, Michael Matlock, Felicia Torne.
Introdotto dallo stesso Bailey, il coro si è presentato sul palco in maniera gioiosa, invitando da subito il pubblico a partecipare danzando e agitandosi durante l’esecuzione di “Bless the lord with me”.
Un rito che da sempre si ripete nelle chiese dei neri, una cultura mutuata dai bianchi che hanno mantenuto intatto lo stile, di meno l’impatto sul palcoscenico.
Il gospel è passione, amore, spiritualità e l’Harlem Gospel Choir lo dimostra ampiamente con la padronanza della scena e la condivisione di un repertorio formato da brani tradizionali e contemporanei.
Molti sono stati i momenti di grande intensità nel corso del concerto. Immancabile la sublime “Amazing grace”, eseguita inizialmente nella versione originale e di seguito resa più attuale con l’inserimento di elementi tipici dell’hip-hop, introdotti nel gospel dal Reverendo Kirk Franklin, una delle figure dominanti di questo genere.
La sua “Looking for you” è stata accolta con crescente entusiasmo dal pubblico, il quale ha tributato un lungo applauso a “Total praise”, composta da Richard Smallwood, un altro mostro sacro della musica religiosa dei neri.
Il messaggio d’amore e speranza ha avuto nel finale un epilogo incandescente. Alle tradizionali “Silent night” e “Joy to the world” è stata aggiunta “Happy Xmas (War is over)” di John Lennon. Ma dopo un lungo discorso di Allen W. Bailey, aiutato da una ragazza del pubblico, “Oh happy days” ha aperto la danza finale, con alcuni spettatori invitati sul palco fino al medley conclusivo “Celebrate/Can you feel it”. La musica soul di Kool & The Gang e dei Jacksons è stata accolta da una grande ovazione. Un finale carico di entusiasmo, ideale preludio alla gioia del prossimo Natale.
(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 22/12/2011)
(Foto per gentile concessione di Salvatore Mellace)
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