Atmosfere da sogno al Teatro Politeama nell’ultimo concerto di Ivano Fossati
IVANO FOSSATI
“Decadancing tour”
Teatro Politeama – Catanzaro
02/12/2011
Ivano Fossati, quaranta anni di storia e di storie, di amori e di illusioni. Quanto tempo consumato nelle lunghe, e mai inutili, attese di un suo concerto o di un suo disco. Ed ora non succederà più. Quello che Fossati sabato sera ha tenuto al Teatro Politeama di Catanzaro, organizzato da Essemme Musica, è stata una delle date del suo ultimo tour, il suo particolare addio al suo pubblico.
Quanti applausi e quante invocazioni ad un artista che, sin dagli anni condivisi con i Delirium, ha parlato il linguaggio del cuore come solo lui sa fare. Un timido conquistatore che con le sue canzoni ci ha fatto sognare una vita diversa, ci ha fatto respirare l’aria profumata dell’amore.
Ivano Fossati era lì davanti a noi e lo abbiamo ascoltato con una partecipazione mista a devozione, con il rimpianto di chi sapeva che quegli non ci saranno più momenti di tale intensità.
“Avrete saputo della mia decisione di chiudere la carriera. E’ tutto vero, l’ho detto io. Non abbiate nostalgia, questa è una festa”. Le sue parole hanno trovato conferma, ma quella non è sembrata una festa. E’ stato qualcosa di più, un mix di sensazioni indescrivibili che ognuno dei “partecipanti” ha restituito creando una atmosfera surreale.
Ma non c’è stato nulla di strano sul palcoscenico. Fossati è stato quello di sempre, il solito fine “narratore” di storie di tutti i giorni. “Viaggiatori d’Occidente” ha aperto un concerto coinvolgente, intimo, elettrico. Alle sue spalle, apparso in splendida forma, la band è sembrata essere divisa in due sezioni, quella classica e quella rock. “Io sto da questa parte”, dice ad un certo punto, mostrando i “rockettari” che un attimo prima avevano accennato “Whole lotta love” dei Led Zeppelin. Una affermazione salutata da una ovazione.
Ma, si sa, le cose che lasciano il segno sono le ballate che catturano, che straziano ma che non fanno male. Un senso di leggerezza si è impadronito dei nostri cuori, innalzandoli fino al cielo, alle note sublimi di “Stella benigna”, “Lindbergh”, “L’amore fa”, “Carte da decifrare”, “Di tanto amore”, alcuni dei classici di ieri cui si uniscono quelli di oggi. “L’amore trasparente”, “Tutto questo futuro”, delicata nella coda finale, con Fossati da solo al pianoforte, ma soprattutto con “Settembre”, l’ultima perla del cantautore, inserita nell’album “Decadancing”.
Il concerto diviso in due tempi è stato chiuso da “I treni a vapore”, portata al successo da Fiorella Mannoia, prima di un interminabile bis. “Chi guarda Genova”, la suggestiva “La pianta del tè” e “Una notte in Italia” hanno preceduto le due facce dell’amore, “quella giovanile e quella di noi meno giovani”. “La costruzione di un amore” e “Il bacio sulla bocca” sono stati gli ultimi affreschi di un concerto da incorniciare.
Canta in “C’è tempo”, “Dicono che c’è un tempo per seminare / uno più lungo per aspettare / io dico che c’era un tempo sognato / che bisognava sognare” e l’ultimo sogno, un commosso Fossati, lo ha regalato con “Dolce acqua (Speranza)”, autentica gemma del periodo Delirium. Cala il sipario. Arrivederci Ivano.
(Foto per gentile concessione di Antonio Raffaele)
(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 4/12/2011)
La band:
Ivano Fossati, voce, pianoforte,chitarra
Pietro Cantarelli, pianoforte, tastiere, Hammond, chitarre elettriche, fisarmonica e voce
Claudio Fossati, batteria e percussioni
Max Gelsi, basso elettrico e acustico
Riccardo Galardini, chitarre acustiche, nylon, elettriche, mandola
Fabrizio Barale, chitarre elettriche e acustiche, voce
Martina Marchiori, violoncello, fisarmonica, organetto, tastiere, percussioni
La scaletta:
Primo tempo
- Viaggiatori d’Occidente
- Ventilazione
- La decadenza
- Quello che manca al mondo
- Stella benigna
- Settembre
- Lindbergh
- Mio fratello che guardi il mondo
- L’amore fa
- Ho sognato una strada
- Cara democrazia
Secondo tempo
- La crisi
- L’amore
- L’orologio americano
- Carte da decifrare
- La musica che gira intorno
- Tutto questo futuro
- C’è tempo
- E di nuovo cambio casa
- Di tanto amore
- I treni a vapore
Bis
- Chi guarda Genova
- Una notte in Italia
- La costruzione di un amore
- Il bacio sulla bocca
Bis… finale
- Dolce acqua (Speranza)
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