Potenza del ritmo. Il rock dei Litfiba mette d’accordo più generazioni
Litfiba
“Spirito tour”
Area Magna Grecia – Catanzaro Lido
16/08/2010
Tanta rabbia in corpo e una ritrovata voglia di esprimersi dal vivo come solo loro sanno fare. I Litfiba di Piero Pelù e Ghigo Renzulli dopo undici anni di silenzio sono tornati a calcare le scene con grande soddisfazione dei fans che hanno sempre invocato ed atteso questa reunion tra i due rocker. Lo “Spirito tour” partito a marzo ha avuto il suo epilogo nella tappa di Catanzaro, tenutasi lunedì presso l’Area Magna Grecia. Una conferma questa di quanto Pelù consideri la Calabria sua terra adottiva.
La musica diffusa nei minuti antecedenti il concerto è servita a far salire la “temperatura” ai livelli desiderati “preparando” il pubblico a quello che sarebbe diventato un vero concerto rock.
Non si è dovuto attendere molto per vedere i due amici sul palco, Pelù subito pieno di energia si è presentato alla sua maniera. “Benvenuti nello Stato libero di Litfiba!”. Alle prime note di “Proibito” segue un boato. E’ devastante l’esecuzione di uno dei brani più amati dalla tribù “indiana” invocata da Pelù, un inizio che era un chiaro intento di quale direzione volessero dare i Litfiba al concerto.
Era rock vero, non quello degli anni ’70, ma trascinante e potente come non si ascoltava da anni. Molte band in questi anni sono state considerate eredi della band fiorentina, salvo poi sciogliersi come la neve al sole. Una qualità mai raggiunta da nessuno ha saputo mantenere i Litfiba al vertice del panoramo rock italiano degli ultimi venti anni.
Probabilmente nessuno pensava che potessero essere all’altezza dei loro giorni migliori. Ma era tutto vero: i Litfiba erano lì, di nuovo insieme, e non solo suonavano bene ma sembravano divertirsi parecchio.
Mentre Pelù si agitava e saltava da una parte all’altra del palco o saliva su un monitor e non “nascondeva” la sua voce, Ghigo sorrideva e tirava fuori dalla sua Fender Stratocaster note che mandavano in delirio il pubblico. Il concerto diventava sempre più un party fra amici in cui è stato coinvolto anche chi non è fan del gruppo. C’era una sana follia in Pelù, autentico animale da palcoscenico, che ha evidenziato quanto sia mancato ai Litfiba in questi anni e quanto loro siano mancati a lui. E’ una alchimia particolare quella formatasi tra Piero e Ghigo che li rende una unica identità.
“Cangaceiro”, “Tex”, “Ferito” i brani più incandescenti si sono alternati a quelli apparentemente più “tranquilli”, ed un insolito misticismo si è rivelato allorquando Pelù ha eseguito “Dio”.
Pur se acclamate dal pubblico, sono sembrate “semplicistiche” le invettive di Piero Pelù contro il nostro sistema politico, fortunatamente era il rock a riscaldare il cuore della gente venuta ad ascoltare della buona musica dimenticando i problemi di ogni giorno. Ed era questo quanto accadeva ascoltando “Fata Morgana”, “Barcollo”, “Ci sei solo tu”. Ogni riff di Renzulli vibrava nell’aria e gli assolo dello stesso chitarrista erano fulmini a ciel sereno, tutto assecondato da una sezione ritmica dal groove corposo ed ossessivo formata da Daniele Bagni, al basso, e Pino Fidanza, alla batteria, e dai tappeti sonori delle tastiere di Federico Sagona. Come detto Pelù non si risparmiava confermandosi in questo momento la migliore voce del rock nostrano, una forza della natura nonostante il trascorrere degli anni che unisce potenza ed espressività, caratteristiche non comuni.
I bis hanno riservato altri magici momenti. “Maudit”, “El diablo” e “Lacio drom” tra le altre hanno fatto esplodere la gioia del pubblico in un vortice di balli e di cori che avrebbero voluto continuare tutta la notte.
C’erano padri e figli insieme in questa festa a condividere la passione per i Litfiba, alcuni di loro non riusciva a nascondere la commozione di aver assistito ad un evento. Purtroppo, alla fine la festa è stata rovinata da un servizio d’ordine che in maniera ingiustificata e troppo plateale ha letteralmente mandato via quella gente che fortunatamente non dimenticherà per quel gesto le vibrazioni di una notte magica.
La band:
Piero Pelù,voce
Ghigo Renzulli, chitarra elettrica
Daniele Bagni, basso
Pino Fidanza, batteria
Federico Sagona, tastiere
(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 18/08/2010)
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