I trasformismi di Brachetti davanti al pubblico sbalordito

“Arturo Brachetti & Friends”
Parco Archeologico “Scolacium” – Roccelletta di Borgia (CZ)
07/08/2010

Poter tornare ad essere bambini. Da sempre è questo il desiderio segreto di ogni adulto e perché ciò accada bastano un colpo di magia o un effetto scenico per essere “immersi” in quel mondo fantastico. Sabato sera al Parco Archeologico “Scolacium” di Roccelletta di Borgia nello spettacolo organizzato dalla Provincia di Catanzaro e da Ruggero Pegna, Arturo Brachetti ed i suoi amici sono riusciti a regalare con apparente semplicità emozioni dimenticate.
E’ bene sottolineare subito che la location scelta, per quanto fosse suggestiva, è stata un po’ il limite dello spettacolo per la mancanza di un vero e proprio anfiteatro che avrebbe consentito a buona parte del pubblico di apprezzare appieno delle magie di Brachetti e dei suoi amici.
In un angolo del palco la Gerardo Balestrieri Band è stata efficace supporto sonoro per gli artisti e la loro performance introduttiva ha creato l’atmosfera ideale per quanto sarebbe successo successivamente.
Si è dovuta attendere una lunga presentazione prima di vedere aprire il sipario rosso e apparire il protagonista principe della serata, Arturo Brachetti, che ha coinvolto con i suoi trasformismi un pubblico quasi incredulo che sottolineava ogni “cambio d’abito” con applausi scroscianti. Il trasformista torinese ha raccontato dei suoi inizi e del periodo giovanile in cui la sua passione cominciava a manifestarsi. A rappresentare quel periodo il suo alter ego sul palcoscenico è stato Luca Bono anche lui agli inizi e con esperienze significative come la partecipazione ad alcuni prestigiosi premi.
La voce fuori campo di Brachetti raccontava di quando in seminario da giovanissimo si allenava con il sottofondo delle musiche dei New Trolls. E Luca Bono, dopo aver introdotto un vecchio 45 giri in un mangiadischi, alle note del “Concerto Grosso” dei New Trolls, iniziava la sua esibizione “moltiplicando” i mazzi di carte e facendo apparire dal nulla le “classiche” colombe. Numeri già conosciuti che sono riusciti a sbalordire per l’apparente semplicità con cui vengono eseguiti.
La storia di Brachetti è continuata con il racconto delle sue prime esperienze parigine, ed i suoi trasformismi sono stati sempre più strabilianti.
Il sogno ha incontrato la realtà. Con un cappello Brachetti è riuscito a creare ben venticinque personaggi diversi, un elenco interminabile che evidenziava la creatività di un personaggio che il mondo intero ci invidia e che nel suo repertorio ha mostrato altri trasformismi e le ombre cinesi.
La sua contagiosa allegria ed una assoluta padronanza del palcoscenico uniti a ritmi serratissimi non hanno dato spazio a momenti di stanca. Merito anche degli amici che hanno spalleggiato Arturo Brachetti, diversificando in tal modo il contenuto dello spettacolo.
Alla forza fisica ed alla concentrazione, elementi caratterizzanti dell’esibizione di Alex e Jura, “The Golden Powers”, due artisti emersi da quella fucina di talenti che è il Cinque du Soleil, che hanno stupito con esercizi apparentemente impossibili, hanno fatto da contraltare due artisti “folli” come Kevin James e Otto Wessely.
Il primo dopo aver rinunziato a diventare chirurgo nella vita, ha deciso di farlo sul palcoscenico mostrando buon senso visti i risultati. L’artista americano si è mosso tra teste mozzate e corpi tagliati a metà con enorme disinvoltura e con grande realismo.
Non è possibile comprendere i segreti delle “diavolerie” che questi artisti riescono a compiere sul palco lasciando sbalordito il pubblico.
A completamento di uno spettacolo che è riuscito a farci sentire bambini dentro e fuori l’esilarante esibizione di Otto Wesseli. Le vecchie generazioni ricorderanno le apparizioni Tv di Mac Rooney che riusciva a divertirci con i suoi improbabili tentativi di magie. Al ricordo di quel personaggio non può non essere accostato “Otto the great” che, aiutato dalla moglie Krysta si è confermato erede naturale di Rooney.
E’ ancora il momento di Arturo Brachetti che dopo un “cambio d’abito” improvviso ci fa sognare la neve d’estate in un finale entusiasmante e pirotecnico.

(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 10/08/2010)

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