Francesco Renga, un viaggio nella memoria

Francesco Renga
Gran Teatro “Le Fontane”
Catanzaro
06/05/2010

La musica del passato riscoperta e riletta senza scostarsi molto dalla scrittura originale. Strano che a farlo sia uno dei cantanti che ha iniziato la sua carriera cantando in uno dei gruppi rock nostrani più in vista, i Timoria. Francesco Renga, giovedì sera ha presentato il suo ultimo album, “Orchestra e voce” al Gran Teatro “Le Fontane” in un concerto organizzato dalla Essemme Musica di Maurizio Senese.
Una serata in cui il cantante ha percorso un viaggio nella memoria facendosi accompagnare dall’Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Valentino Corvino e composta da 60 elementi.
I momenti di grande intimità con cui il cantante ha iniziato il concerto facendosi accompagnare dal solo piano sono stati il preludio di una serata all’insegna della più tradizionale musica italiana. “Ancora di lei”, “Solo”, “Raccontami”, con cui Renga nel 2000 ha partecipato per la prima volta a Sanremo, “Un’ora in più”, “L’ultima poesia” hanno creato una atmosfera sognante mantenuta viva per tutta la durata del concerto.
Si alza il sipario che fin a quel momento ha diviso il palcoscenico ed ecco apparire l’orchestra. Le note de “L’immensità” ci riportano dietro negli anni come fossero una macchina del tempo, il pubblico in prevalenza formato da giovani canta con Renga quella canzone che Don Backy ha presentato al Festival di Sanremo del 1967. Non è l’unica canzone degli anni ‘60 che Renga ha ripescato per il suo ultimo album. Voce potente ed espressiva quella messa in mostra da Renga che è sembrato sentirsi a suo agio con un repertorio palestra ideale per le sue qualità vocali. Le ottime esecuzioni di “Se perdo te”, di Patty Pravo, “Io che non vivo (senza te)”, di Pino Donaggio, “L’ultima occasione” e “La mente torna”, di Mina, “Lei” di Charles Aznavour, e “La voce del silenzio”, di Tony Del Monaco hanno fatto da cornice ad alcuni momenti di grande intensità. Con “Pugni chiusi”, dei Ribelli, e “Un amore così grande”, di Mario Del Monaco, la voce di Renga ha raggiunto vertici espressivi elevati. Ed il pubblico ha mostrato di gradire. Ma la voce di Renga da sola non sarebbe bastata se alle sue spalle non avesse avuto una orchestra potente vero sostegno del cantante.
Un capitolo a parte merita l’esecuzione di “Dio, come ti amo”. La canzone di Domenico Modugno richiedeva uno sforzo maggiore ed anche l’arrangiamento ha svilito una canzone che avrebbe avuto bisogno di una interpretazione più “sentita”.
Non sono mancati “Angelo” e “Uomo senza età”, i due successi più recenti di Renga, il primo dei quali “rivestito” con un nuovo arrangiamento.
Il viaggio a ritroso nel tempo si chiude con una allegra versione di “Non si può morire dentro”, di Gianni Bella Nell’immancabile bis Renga si presenta ancora in versione piano/voce eseguendo “Ci sarai” e “Tracce di te” e con l’orchestra ripropone “Un amore così grande” nel tripudio generale.

(Pubblicato su Gazzetta del Sud giorno 8/05/2010)
(Foto per gentile concessione di Carmen Loiacono)

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