Enrico Brignano, l’arte di far ridere ammalia il pubblico de “Le Fontane”

Enrico Brignano
“Sono romano ma non è colpa mia”
Gran Teatro “Le Fontane” – Catanzaro
27/02/10

Ironico, entusiasmante, divertente. Tutto questo è Enrico Brignano, mattatore di una serata all’insegna della risata con il suo spettacolo “Sono romano ma non è colpa mia”, andato in scena sabato sera al Gran Teatro “Le Fontane”, uno degli spettacoli di maggior successo di questa stagione.
Personaggio che riesce a rappresentare, grazie alla sua semplicità, l’italiano medio, Brignano ha “tenuto” il palco come solo un vero one man show sa fare. Sempre sicuro di sé è riuscito sin dal primo approccio a tenere ben salda l’attenzione di una platea che ha partecipato calorosamente al monologo dell’attore allievo di Gigi Proietti al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Roma. E proprio questa scuola e quegli insegnamenti risaltano in ogni momento del suo show. Gesti, frasi dette e non dette, battute ironiche sono tipiche del repertorio di Proietti ed oggi Brignano sembra essere a pieno titolo il successore del suo Maestro.
Mai una parola che trascendesse ed una comicità genuina contrariamente a quanto abituati quotidianamente dalle Tv di Stato e private.
Presentatosi con grande spontaneità, Brignano ha subito scherzato con il pubblico e bacchettato con il sorriso sulle labbra i soliti ritardatari. Ha parlato del suo viaggio in auto per arrivare in Calabria, della sua scarsa propensione a volare, “ma ora che ho attraversato la Salerno – Reggio Calabria credo che dovrà riconsiderare la mia paura di volare, perché penso che sarebbe stato più facile unire Salerno a Reggio Calabria via mare”. E giù gli applausi con il pubblico che, sin da quelle prime battute, era consapevole che si sarebbe divertito. Poi Brignano ha espresso un desiderio: “Vorrei essere una rockstar!”, ha esclamato tra lo stupore generale. E il suo sogno è stato “infarcito” di situazione che erano visibili grazie ad una espressività che riusciva a far rivivere le situazioni quasi paradossali.
Ma il pezzo forte è stato l’incontro con la sua romanità e con la storia di Roma, “città che non doveva esserci e che in quel posto è nata per caso”. La descrizione del “cesto” (“oggi ci sono i cassonetti”) che percorre il fiume Tiberino e il momento in cui lo stesso si è arenato in una ansa della costa laziale sono fatte con grande dovizia di particolari, come tutta la storia della costruzione di Roma da parte di Romolo, primo re della città capitolina (“era tutto abusivo, perché ha costruito quando era a.C., poi è arrivata la d.c. ed è stato tutto condonato”) e la figura di Giulio Cesare e della sua ricerca di una frase che potesse farlo ricordare nei secoli (“perché ogni uomo che vuol farsi ricordare dai posteri ha bisogno di una frase famosa”).
Una comicità dirompente quella di Enrico Brignano che ha parlato degli uomini di potere e della loro smania di sesso allorquando arrivano ad occupare posizione di prestigio.
Ma ciò che rende più coinvolgente la sua performance è la sua capacità di essere auto-ironico e di saper raccontare momenti veri o presunti della sua vita con grande umorismo. La “conquista” di Diana potrebbe essere la prima esperienza di chiunque e, proprio per questo, verosimile nei contenuti. E’ in questa fase che Brignano mostra il suo lato più istrionico, allorquando accenna a ballare ed in conclusione dello spettacolo canta.
Forse Enrico Brignano non sarà mai una rockstar, ma mostra di conoscere come pochi il mestiere di far ridere e di intrattenere il pubblico e di essere in questo momento il migliore comico in circolazione in Italia. Grande ritmo, semplicità e voglia di far divertire, sono gli ingredienti di uno spettacolo gradevole che ha lasciato spazio ad un fuori programma concesso quando, uscito sul palco e bacchettando il pubblico (“non ho un grande repertorio, e poi la vostra non è una standing ovation, stavate andando via”) che non perde l’occasione di scappare subito alla fine dello spettacolo come se fosse venisse morso da una tarantola, si esibisce in un “viaggio” tra i dialetti d’Italia concludendo tra scroscianti applausi uno spettacolo assolutamente divertente.

(Pubblicato su Gazzetta del Sud del 1/03/10)
(Foto di Carmen Loiacono)

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