Le magiche suggestioni che solo il jazz sa regalare

Alex Riel Quartet
“Le Querce Jazz”
Country Club “Le Querce”
Sarrottino (Catanzaro)
18/02/10

Esistono nel jazz nomi di grande spessore che per il ruolo che occupano sembrano essere di secondo piano. Alex Riel è artista vero con alle spalle una carriera spesa suonando con musicisti di fama mondiale come Bill Evans, Dexter Gordon, Donald Byrd e, pertanto, la sua presenza ha dato maggior lustro all’apertura della IV Edizione di “Le Querce Jazz”, ancora una volta voluta da Giampiero Ferro. Giovedì sera al “Country Club Le Querce” di Sarrottino, le magiche bacchette del batterista danese hanno guidato una formazione stellare composta da Pat La Barbera, al sassofono, Jesper Lundgaard, al contrabbasso, e Dado Moroni, al pianoforte.
Un campionario sonoro che attinge al terreno fertile delle grandi firme del jazz, una cifra tecnica indiscutibile ed il grande feeling instauratosi con il pubblico sono stati i giusti ingredienti di un concerto vibrante.
La sezione ritmica composta da Riel e Lundgaard, da tempo “compagni di ventura”, è stato il “sostegno” ideale per l’infuocato solismo di La Barbera che, grazie alla sua dinamicità e versatilità, è riuscito a creare tappeti sonori sui quali a turno si sono inseriti gli altri tre componenti il quartetto.
Mai banali nelle loro performances i quattro sono riusciti a creare un perfetto “equilibrio sonoro” di grande impatto, aiutati in questo dalla scaletta scelta per l’occasione ed i cui brani hanno esaltato le loro individualità. “It could happen to you, di Chet Baker, “Old folks”, di Miles Davis, “Impressions”, di John Coltrane, e l’entusiasmante rilettura di “Idaho”, di Jesse Stone, sono stati i momenti più significativi della serata. Musica fluida che ha esaltato le qualità dei singoli grazie ad interventi solistici coinvolgenti. Efficace ed oscuro in parte il lavoro svolto da Dado Moroni. Messosi a disposizione del gruppo, il pianista preferito di Tom Harrell, ha saputo creare efficaci contrappunti e perfetti spunti solistici che hanno messo in mostra le indiscusse qualità di un artista apprezzato in tutto il mondo.
La sognante “It’s easy to remember”, brano tratto dal film “Mississippi”, è stato il brano finale del concerto L’esecuzione di Pat La Barbera è stata perfetta, vicina alla esecuzione di John Coltrane sotto l’aspetto emotivo.
Incredibili suggestioni musicali che lasciano il segno alla fine di un concerto che ha vissuto poco più di 60 intensi minuti e che hanno inaugurato questa edizione de “Le Querce Jazz” in maniera decisamente brillante e che avrà un seguito giorno 24 marzo con un altro nome eccellente del panorama jazz internazionale, quello del sassofonista Gary Thomas e del suo quartetto.

(Pubblicato su “Gazzetta del Sud del 21/02/10)
(Foto per gentile concessione di Antonio Raffaele)

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