Storie e sentimenti di vita raccontati dal poeta del cuore

Gino Paoli
II Edizione “Per il tuo cuore”
Teatro Politeama – Catanzaro
12/02/10

Storie e sentimenti di vita quotidiana, potrebbe essere il titolo di un film invece di ciò che da anni Gino Paoli racconta con le sue canzoni. Ed in una serata insolitamente fredda il Teatro Politeama di Catanzaro diventa il posto giusto per andare a riscaldare il proprio cuore. Venerdì sera, Gino Paoli è stato il protagonista della serata benefica a favore della Fondazione “Per il tuo cuore”, giunta alla seconda edizione e che ha come finalità la raccolta di fondi la lotta alle malattie cardiovascolari. L’introduzione di Antonietta Santacroce, direttore artistico della manifestazione, di Antonio Butera e di Roberto Ceravolo, rispettivamente presidente e segretario regionale dell’ANMCO, è servita a dare la giusta rilevanza ad una associazione che ogni anno riesce grazie agli studi effettuati ed agli interventi appropriati a salvare numerose vite.
Gino Paoli è il “cantautore del cuore”, di quello che è considerato il rifugio delle nostre debolezze, dei sentimenti, dell’amore. Con voce rilassata l’artista, seduto davanti al piano, comincia a dipingere su tele immaginarie immagini e storie della nostra vita. “Il fantasma blu” scritta insieme a Zucchero è il prologo di una serata da ricordare.
Il concerto, diviso in due parti, riesce a dare l’immagine giusta di un poeta della canzone italiana. Narratore mai fuori dalle righe, Paoli racconta il suo mondo che attraverso le sue canzoni riesce a diventare di tutti, di chi vuole farlo proprio, perché quei testi, quelle note raggiungono il cuore di tutti.
Nella prima parte le dodici canzoni del suo ultimo album, “Storie”, ci raccontano di un mondo quasi fiabesco che grazie ad una interpretazione “narrativa” sembrano essere dei cortometraggi che ci parlano di storie della nostra vita, la stessa che affrontiamo ogni giorno. Non manca l’amore de “Il nome” o la storia dello stupro di una bimba, raccontato con “Il pettirosso”. Momenti di grande intensità che non oscurano le interpretazioni di “Signora Provvidenza”, “Il marinaio”, “La Signora e Mauri” e “L’uomo che vendeva domande”, affreschi in cui i colori forti si alternano a quelli più tenui.
La seconda parte è la storia di Gino Paoli, quella in cui il pubblico presente si è trovato più a suo agio. “Sassi”, secondo Paoli la canzone che maggiormente ha espresso i suoi sentimenti, “Il cielo in una stanza”, “Una lunga storia d’amore” e la drammatica “Albergo a ore”, testo adattato in italiano da Herbert Pagani di “Les amants d’un jour”, interpretata da Edith Piaf, sono state il momento più alto del concerto.
Un simpatico coro, richiesto dallo stesso artista, ha interpretato la parte iniziale di “Sapore di sale”, canzone che più di ogni altra appartiene secondo Paoli alla gente.
“Ti lascio una canzone” sembrava dovesse dire la parola fine al concerto che, però, ha avuto una coda nel bis con “Senza fine e “Quattro amici al bar”.
La serata fredda ora sembrava non essere più tale ed i cuori di ognuno dei presenti era stato riscaldato da un artista che ancora una volta ha dimostrato di conoscere l’arte di parlare alla gente.

(Pubblicato il 14/02/10 da Gazzetta del Sud)
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)

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