Massimo Ranieri, un continuo sussulto di antichi ricordi
Massimo Ranieri
“Canto da 40 anni ma non so nuotare”
Gran Teatro “Le Fontane” – Catanzaro
20/01/10
Non v’è dubbio che alcuni artisti della scena musicale italiana, nel corso degli anni, siano diventati dei veri e propri punti di riferimento per le nuove leve e degli idoli per i fans. Massimo Ranieri è uno di questi, la sua voce, la sua espressività riescono ancora ad esprimere forti sensazioni. “Canto perché non so nuotare… da 40 anni”, spettacolo in cui oltre alle doti canore Giovanni Calone mostra un carisma ed una presenza scenica acquisite confrontandosi con le platee più diverse e grazie alla capacità di essere artista completo, è stato riproposto giovedì al Gran Teatro “Le Fontane” dalla Essemme Musica.
Negli anni ’60 le sue sfide in Tv con Gianni Morandi e Claudio Villa, nel programma “Scala reale”, ci mostravano un ragazzo dalla grande voce con un futuro radioso, non era difficile prevedere per lo scugnizzo una carriera costellata di grandi successi canori, cinematografici e teatrali. E così è stato. E se il suo spettacolo sta raggiungendo le 400 repliche un motivo ci sarà, perché Massimo Ranieri può anche non essere simpatico per quel suo modo “teatrale” di porgersi, per le “stravaganze ginniche” durante la sua esibizione, ma assistendo alla sua performance non si può non identificarlo ne “L’istrione” di Aznavour.
Può essere anche singolare scegliere una orchestra ed un corpo di ballo formato da sole donne, ma volersi sentire circondato dalla bellezza può essere solo un modo di sentirsi amato, sentimento che il pubblico gli corrisponde ogni qual volta è di scena. Ed è sold out anche a Catanzaro.
Ranieri canta, balla, recita, suda, si diverte ed il pubblico mostra di gradire e di partecipare. C’è tra i presenti un continuo sussulto, antichi ricordi riaffiorano alla mente durante le interpretazioni dei classici del cantante napoletano. “Se bruciasse la città”, “Erba di casa mia”, Rose rosse”, per citarne solo alcune, fino a “Perdere l’amore” sono perle che Ranieri interpreta con il cuore. Un po’ meno accade quando le canzoni appartengono all’altrui repertorio. Qui viene fuori la sua teatralità che priva canzoni come “La cura”, di Battiato, “Se stasera sono qui”, di Luigi Tenco, “Prendi fra le mani la testa”, di Lucio Battisti, di quel “fuoco” che anima le interpretazioni dei classici di Ranieri. Aiutato dal corpo di ballo e supportato dall’orchestra, ognuna di queste canzoni è una storia in cui il viso trasmette rabbia, amore, sofferenza. Non sbaglia una nota Ranieri, non un passo falso, riesce a coinvolgere il pubblico che canta insieme a lui.
La performance a tratti esaltante ha dei punti deboli nelle esecuzioni di “Alta marea”, di Antonello Venditti, e “Almeno tu nell’universo”, di Mia Martini, soprattutto la seconda mostra un arrangiamento troppo scarno, privo di quelle emozioni forti che nella versione originale riusciva a far venire i brividi. Scelte che possono far discutere ma che non possono far passare in secondo piano uno spettacolo che vive dell’arte di Massimo Ranieri: la sua vita è tutta qui e viene raccontata attraverso aneddoti e canzoni che hanno segnato tutta la sua carriera. Massimo Ranieri ha avuto due partner d’eccezione come Federico, con il quale ha ballato il tip tap, ed il senegalese Badara Seck, che con la sua potente voce ha dato un particolare ed efficace “condimento” a “Rundinella”, una delle più belle canzoni del repertorio classico napoletano.
Ma se lo spettacolo ha mostrato segni di coesione e di certezze, altrettanto non si può dire dell’organizzazione dei posti a sedere.
La scaletta:
- Se bruciasse la città
- La voce del silenzio
- Prendi fra le mani la testa
- Luna rossa
- Io che amo solo te
- cinema finestrone
- Nuttata ‘e sentimento
- Ti parlerò d’amore
- La vestaglia
- Mi troverai
- Erba di casa mia
- Alta marea
- L’istrione
- Se stasera sono qui
- Rumba degli scugnizzi
- La cura
- Almeno tu nell’universo
- Il cielo in una stanza
- Vent’anni
- Rose rosse
- Perdere l’amore
- Maruzzella
- Pigliate ‘na pastiglia
- Rundinella (con Badara Seck)
(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 22/01/10)
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