L’esperimento riuscito dei Quartaumentata

IF1_0203Quartaumentata
Auditorium “A. Casalinuovo”
Catanzaro
16/12/09

Da qualche anno il patrimonio musicale di Fabrizio De Andrè è diventato, per molti artisti, un campo sul quale confrontarsi e misurarsi, offrendo nuove letture che in alcuni casi sono riuscite a dare nuova vita a quelle melodie diventate un classico della musica italiana. Nessuno, però, aveva mai pensato di tradurre quei testi nel dialetto della propria terra avvicinando di fatto un pubblico giovane al repertorio di De Andrè. I Quartaumentata sono riusciti in un’operazione quasi impossibile. Il gruppo di Locri, reduce dai successi ottenuti al recente “Premio De Andrè”, nei giorni scorsi ha presentato per la prima volta in versione integrale l’album “Dai diamanti non nasce niente” nell’ambito del primo fuori programma del “Festival d’Autunno”, diretto da Antonietta Santacroce, che è coinciso con l’inaugurazione della stagione 2009/2010 dell’Ardis, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario. Sul palco dell’auditorium “Casalinuovo”, il concerto dei Quartaumentata, voluto fortemente dal commissario provinciale dell’ArdisRita Commisso, ed dal direttore Costantino Mustari, è stato un vero tributo al cantautore genovese, durante il quale profondo è stato il rispetto per la “scrittura” di ogni canzone, compreso i testi che nella traduzione dialettale hanno mantenuto il significato originario voluto da De Andrè.
Paolo Sofia alla voce, Salvatore Gullace alla chitarra e al mandolino, Giuseppe Platani al basso, Massimo Cusato alla batteria, Piero Cusato alle tastiere e Francesca Italiano e Federica Giordano ai cori sono riusciti nell’intento di proporre in maniera perfetta ed autorevole brani come “Nu giudici” (Un giudice), “Mulattera ‘e mari” (Creuza de ma), “Vota a carta” (Volta la carta). Canzoni di non facile esecuzione nelle quali sono stati usati, soprattutto da Massimo Cusato, strumenti provenienti dall’Irlanda o dall’Egitto. La spiegazione che, di volta in volta, Paolo Sofia ha dato di ogni brano era tesa a rendere partecipe il pubblico presente delle sensazioni ricevute dai brani originali e delle motivazioni che hanno spinto il gruppo a realizzare i brani inseriti nel loro progetto.
I Quartaumentata hanno mostrato di essere gruppo vero anche nella interpretazione di alcuni brani tratti dal loro repertorio. “Abballamu”, “Bella balla”, “Morte apparente”, il cui testo è stato trovato su internet a nome Fabrizio De Andrè, senza che fosse stato scritto realmente dal cantante genovese, sono stati momenti di grande spessore in cui è stata evidenziata la qualità di ogni singolo componente di saper dare anche una propria espressione alla musica, non solo di rieseguire brani altrui. La finale e divertente “Ostinata mente” di Niccolò Fabi ha visto Paolo Sofia divertirsi inserendo un breve frammento di “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla. Dopo la ripetizione di “Mulattieri ‘e mara”, con “U munnu balla”, brano tratto dal loro quarto album con chiari influenze di matrice “progressive”, hanno concluso un concerto intenso.

(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 21/12/09)
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)

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Commenti

Apprendo con enorme dolore che oggi 30 settembre 2010 è morto il grande pianista mio caro e grande amico PIERO CUSATO.
Non avrei mai voluto dare una così triste e terribile notizia a tutti quelli che come me lo conoscevano e lo stimavano come amico e immenso musicista.

La notizia, appresa dal tuo messaggio in questo istante, mi rattrista profondamente. Ho conosciuto Piero lo scorso anno e di lui ho avuto una immagine positiva. Un grande artista che mancherà a tutti quelli che amano la musica.

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