Al Teatro Politeama il “condominio in festa” di Alex Britti e Neffa
Alex Britti – Neffa
“Festival d’Autunno”
Teatro Politeama – Catanzaro
05/12/2009
C’è un clima di festa al Teatro Politeama per un evento che si preannuncia imperdibile. L’ultimo appuntamento del “Festival d’Autunno” ha visto alternarsi sul palcoscenico due tra i nomi più blasonati della “nouvelle vague” dei cantautori italiani: Alex Britti e Neffa.
Basta poco per entrare nel clima giusto, l’apparizione di Britti viene accolta dai presenti con una autentica ovazione da stadio. Il rigore del Teatro per una sera conosce una nuova dimensione, il pubblico si lascia andare ad una partecipazione insolita per il “tempio” dell’Arte. Sono i giovani a creare una perfetta simbiosi con Britti. Lui, presentatosi da solo con la sua chitarra, si sente subito a suo agio in quello che definisce un condominio in festa.
In poco meno di un’ora Britti mostra una padronanza incredibile del suo strumento e il suo “chitarrismo” eccellente mostra un artista castigato in un abito troppo stretto. La sua grande tecnica evidenzia quanto poco si adegui l’immagine di cantautore costruitasi con brani dalle melodie semplici ed accattivanti. Il suo trascorso di bluesmen, di artista vero, è evidente in ogni sua composizione e nel “calore” che ognuna di esse riesce a trasmettere al pubblico delirante.
E’ difficile capire chi sia il protagonista di questa prima parte del concerto, dall’iniziale “Gelido” e fino alla conclusiva “Solo una volta”, Britti non era più solo. La recente “Piove”, “Prendere o lasciare”, “7000 caffè” venivano eseguite con grande gioia e partecipazione dagli oltre mille fans. Ma il momento di maggiore intensità è stato raggiunto quando Britti, dopo essersi esibito in un assolo “furioso”, ha intonato “Oggi sono io”. Il Teatro è sembrato venir giù.
Dopo tanto entusiasmo cambia lo scenario. Pochi attimi di attesa e la band di Neffa irrompe sul palco introducendo il suo leader con “Prima di andare via”. Il gusto per la melodia è una delle caratteristiche vincenti di Giovanni Pellino (questo il vero nome) che riesce a mostrare le sue diverse anime con strutture semplici ed immediate. Il suo pop melodico contrasta con il blues di Britti ma riesce ad ottenere lo stesso impatto sul pubblico. Divide il palco con la sua band a tal punto che uno dei suoi brani più famosi, “La notte”, viene cantato dall’autore e chitarrista, Cristian Lavoro. Non mancano i pezzi che lo stesso Neffa definisce i suoi tormentoni. “La mia signorina”, sembra essere il suo brano più debole, costruito per essere l’hit di una estate, ma il pubblico sembra non preoccuparsene cantando in coro.
La festa continua con gli interventi di Neffa che presenta ogni suo brano con lunghi monologhi. “Passione”, scritto per la colonna sonora di “Saturno contro” sembra essere stata scritta quaranta anni fa ed oltre. Durante questa esecuzione torna alla mente la “scrittura” ed il modo di cantare dell’italo-belga Adamo. La finale “Lontano dal tuo sole” preannuncia un inaspettato bis, la beatlesiana “Here comes the sun” e “Arrivederci a questa sera” di Lucio Battisti sono il tributo alla musica del passato alla quale Neffa si sente legato e nella quale affonda le sue radici.
Cala il sipario sul “Festival d’Autunno. Anche quest’anno le scelte del direttore artistico Antonietta Santacroce si sono rivelate vincenti. Un cartellone vario ha caratterizzato una ennesima stagione di alto livello qualitativo che fa ben sperare per il prosieguo della rassegna segnalatasi a livello nazionale come evento di prestigio.
(Pubblicato su Gazzetta del Sud l’8/12/09)
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)
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