Il Brasile nel cuore il jazz nell’anima. Così Bollani si racconta in musica
Bollani, Bodilsen, Lund
“Stone in the water”
Teatro Politeama – Catanzaro
14/11/2009
Il Brasile nel cuore ed il jazz nell’anima. E’ questo il segreto che cela in sé Stefano Bollani. Istrione come pochi, vive la sua musica con la stessa importanza di chi è cosciente che essa stessa debba essere recepita con leggerezza da chi l’ascolta riuscendo a raggiungere le parti più profonde del nostro cuore. Sabato sera il pianista con Jesper Bodilsen e Morten Lund è stato il protagonista, al Teatro Politeama, del terzo appuntamento della VII edizione “Festival d’Autunno”, creatura del direttore artistico Antonietta Santacroce. E’ stata questa la giusta occasione per ascoltare dal vivo “Stone in the water”, l’ultimo lavoro che il trio ha inciso per la prestigiosa etichetta ECM.
C’è qualcosa di apparentemente strano nell’immaginare un trio jazz composto da un italiano e due danesi, ma l’affiatamento da loro raggiunto in sei anni di concerti in tutto il mondo e nei tre dischi all’attivo ha creato una giusta “miscela” di suoni.
In una atmosfera a tratti rarefatta per i suoni “creati” dal trio non poteva mancare l’ironia, caratteristica di un Bollani che si è confermato abile intrattenitore e che è stato spalleggiato per tutta la durata del concerto da Morten Lund. Gustoso il siparietto in cui i due hanno finto un dialogo in danese con relativa esilarante traduzione in italiano da parte di Stefano Bollani.
Ma per tutto il concerto i tre musicisti hanno parlato il linguaggio della musica, quella che è riuscita a portare l’ascoltatore in una dimensione profonda, fatta di malinconia, riflessione, gioia, esaltazione. Tutto è stato provocato da un Bollani in stato di grazia, pronto a graffiare con la sua tecnica, la sua fantasia e la sua enorme espressività.
All’intimità iniziale di “Dom de iludir”, composta da Caetano Veloso, ha fatto seguito, senza alcuna pausa, una versione quasi ipnotica di “Mi ritorni in mente”, di battistiana memoria. Il tocco di Bollani è estramente “pulito” e, incoraggiato dall’intesa con Bodilsen e Lund, riesce ad esprimersi liberamente, senza che i due compagni debbano soffrire per le sue improvvisazioni. Basta uno sguardo complice e i tre si ritrovano alla perfezione. La lunga e particolare “Edith”, composta da Bodilsen, sembra impalpabile grazie anche agli interventi vocali di Bollani.
Lo standard “There’s no greater love” ha confermato la qualità tecnica del gruppo. Il brano non ha nulla da invidiare alle esecuzioni di artisti del calibro di Benny Carter, Stan Getz, Dizzy Gillespie e Oscar Peterson, per citarne alcuni, dimostrando la caratura internazionale raggiunta dal trio.
Ma è con “A valsa da Paula” che il pubblico si riscalda. Quasi fosse un concerto rock, gli spettatori hanno cominciato a battere le mani, scandendo il tempo dettato da Bollani, insieme a Bodilsen e Lund. E’ lui stesso che siè dato il tempo battendo forte entrambe i piedi e, successivamente, saltando sullo sgabello o suonando in piedi. E’ stato questo il momento più elettrizzante di tutto il concerto, in cui è stata evidente l’assoluta voglia di Bollani di intrecciare il ritmo con fraseggi spettacolari e di lasciarsi andare a soluzioni sonore incandescenti.
Con i ritmi latini cari al pianista che appartengono al brano finale “Asuda”, dedicato ad una bambina irachena, il trio viene salutato da un pubblico delirante. “Storta Va” è stato l’inevitabile bis di una serata che ha visto il pianista toscano affermarsi come uno dei migliori pianisti al mondo.
Il debutto al Teatro Politeama del “Festival d’Autunno” non poteva avere migliore riscontro. Il prossimo appuntamento della rassegna sarà giorno 21 novembre con lo spettacolo teatrale “…Sarà una bella società” con Shel Shapiro, che avrà una logica conclusione con l’incontro-dibattito che giorno 22 si svolgerà al complesso monumentale “S. Giovanni”, alle ore 11,30, e che avrà per tema “Gli anni della beat generation”.
La scaletta:
- Dom de iludir
- Mi ritorni in mente
- Edith
- Waiting
- There’s no a greater love
- A valsa da paula
- Asuda
bis:
-Storta va
(Pubblicato su Gazzetta del Sud il 17/11/09)
(Foto per gentile concessione di Salvatore Monteverde)
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