“Genes and jeans”, viaggio nelle radici musicali di Noa

Noa
“Festival d’Autunno”
Auditorium “A. Casalinuovo”
Catanzaro
17/10/2009

La convivenza di culture diverse e di generi musicali che apparentemente sembrano distanti tra loro è da sempre uno degli obiettivi che persegue Noa, cresciuta a New York, che non finisce mai di stupire nei suoi concerti, nei quali riesce a “costruire” ponti che uniscono idealmente Oriente ed Occidente. E’ questa la magica atmosfera creata dalla musica di Noa esibitasi all’Auditorium “A. Casalinuovo” di Catanzaro nell’ambito del Festival d’Autunno, diretto da Antonietta Santacroce.
Assistere ad un concerto di Noa è una esperienza ogni volta sempre diversa. Vederla danzare leggermente sul palco o dimenarsi freneticamente mentre suona le percussioni è iun contrasto con l’immagine che solitamente viene trasmessa da alcune sue esibizioni video. Mamma in attesa del terzo figlio non si è risparmiata nel darsi completamente al proprio pubblico. Ha mostrato grande umiltà e vera amicizia nei confronti dei suoi compagni di viaggio che hanno arricchito con le loro performances un live act oramai rodato. E’ con Gil Dor, Gil Zohar e Gadi Seri che Noa va alla ricerca delle radici di quella terra che ha dovuto abbandonare in tenera età per ritrovarla, successivamente, all’età di 17 anni. Non dimenticando le sue esperienze e le sue collaborazioni americane, Pat Metheny su tutti, Noa è riuscita a fondere elementi della sua terra con quelli “vissuti” in gioventù in un vortice di suoni avvolgenti per l’intensità ed entusiasmanti per la gioia che trasmettono.
Il ritmo lento ed ipnotico di Waltz to the road, è il giusto inizio di un viaggio indimenticabile con Noa particolarmente ispirata. La cantante israeliana è artista vera, cosciente delle sue doti di interprete e, ogni sua interpretazione è la conferma del suo valore. Il concerto è basato quasi interamente sulle esecuzioni di molti dei brani tratti dal suo ultimo album, Genes and jeans. Ayelet chen, l’omonima Genes and jeans, dedicata alla madre, e The eyes of love si alternano a brani classici del repertorio della cantante israeliana. La versione “rivisitata” di Mishaela, è da applausi a scena aperta, e l’esecuzione di I don’t know è senz’altro uno dei momenti più toccanti di tutto il concerto. Ma ogni brano eseguito da Noa graffia il cuore dei presenti. Se con Ani tzameh brano che riprende un celebre canto tradizionale ebreo, la sua esecuzione è struggente, con Heart and head Noa fa venire voglia di salire sul palco e ballare con lei.
Di grande spessore l’assolo che vede impegnati Gil Dor e Gadi Seri, rispettivamente alla chitarra ed alle percussioni ed in seguito lo stesso Seri e Noa che suonano delle latte di olio, come accadeva agli Ebrei cui non essendo concessa la possibilità di utilizzare strumenti musicali dovevano arrangiarsi con oggetti che potessero creare effetti simili.
La speranza di un mondo in cui regnino pace e amore è presente in ogni brano di Noa e, soprattutto, nella finale El Ha Maayan, tratto dal suo ultimo album, appare più forte il messaggio che Noa vuole lanciare a tutto il mondo. In questo motivo popolare che racconta la storia biblica di Rachele e Giacobbe, la cantante ripete più volte la parola “love”, dandole un senso più vero e profondo di quello comunemente utilizzato.
Una autentica ovazione viene tributata a Noa, che non può esimersi dall’eseguire insieme al fido Gil Dor due tra i brani più famosi del suo vasto repertorio. Eye in the sky e, ancor di più, Beautiful that way, tema del film La vita è bella, sono il sigillo di un concerto che è stato un vero e proprio viaggio nella cultura e nelle radici di un popolo che sta lottando per trovare una propria identità.
Con la grande performance di Noa, il Festival d’Autunno, ha aperto uno spiraglio sul confronto tra i popoli e sulle tradizioni musicali e culturali della musica del Sud del mondo. Infatti, il concerto di Noa, anticipato dall’incontro-dibattito “Identità e alterità: il dialogo dell’altro per un mondo di pace”, avrà come logica prosecuzione, giorno 7 novembre, un nuovo incontro-dibattito “Sud e tradizioni: la musica popolare nel Sud Italia” che culminerà nel concerto di Ambrogio Sparagna.

La band:
Noa, voce, percussioni
Gil Dor, chitarra
Gil Zohar, tastiere, basso elettrico, fiat
Gadi Seri, batteria, percussioni

Tracklist:
- Waltz to the road
- Ayelet chen (In your eyes)
- Mishaela
- Genes and jeans
- The eyes of love
- Ani Tzameh
- I don’t know
- “Solo” Gil/Seri
- Yuma
- Heart and head
- Pokeach (Eye opener)
- El Ha Maayan

bis:
- Eye in the sky
- Santa Lucia luntana
- Beautiful that way

(Pubblicato su Musicalnews il 4/11/2009)

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