La tribù della “taranta” si scatena con la musica delle nostre origini

Orchestra Popolare Calabrese feat. Piero Pelù
Piazza Prefettura – Catanzaro
02/10/09

Il maltempo non ferma la tribù della taranta. Il concerto dell’Orchestra Popolare Calabrese, inserito nella terza edizione della Notte Piccante”, rinviato già la scorsa settimana per il maltempo, venerdì sera ha rischiato di essere annullato per la forte pioggia, ma la voglia di suonare si è dimostrata più forte di tutto.
Il supergruppo calabrese e la guest star Piero Pelù, non senza difficoltà, si sono esibiti incuranti delle avverse condizioni atmosferiche grazie all’incoraggiamento del pubblico che aveva gremito Piazza Prefettura per questo concerto preludio alla “Notte piccante”. Ma alle prime note, come per incanto, ha cessato di piovere e lo spettacolo ha assunto un aspetto diverso. La musica delle nostre origini è salita alla ribalta, il moto perpetuo di Danilo Gatto manifestava la gioia che tutta l’Orchestra trasmetteva a suon di note. Un impatto nuovo con la musica dimenticata ed al tempo stesso tramandata.
Trascritti e rivisitati i brani proposti dalla Orchestra Popolare Calabrese sembravano più attuali di quanto fossero realmente. Formata da artisti calabresi presi in prestito da band di ogni angolo della Calabria, l’ensemble creato da Danilo Gatto ha iniziato il concerto con il medley “Ed oi a ru barcuna/Strina capodanno/Figlia mia nesci all’abballu” che, lentamente, ha riscaldato il pubblico alla ricerca di divertimento. Da quel momento, sotto la guida del già citato Gatto, Antonio Critelli (Lira calabrese), Mimmo Audino (voce e chitarra battente), Sergio Schiavone (chitarra acustica), Angelo Pisani (sax soprano e pipita), Rocco Riccelli (tromba), Saverio Riccelli (trombone), Bashir Gareche (percussioni varie), Gigi Giordano (batteria), Filippo Scicchitano (basso), Pietro Aldieri (chitarra), Luigia Muleo (voce), Federica Santoro (Lira Calabrese), Bruno Tassone (voce), Carmen Staiano (voce e piano), Teresa Mezzatesta (voce) sono riusciti ad essere protagonisti del concerto. E’ giusto sottolineare che ognuno di loro ha dimostrato di avere delle elevate qualità e che anni di studio e sacrificio sono stati utili per ottenere le soddisfazioni meritate. E’ bastato ascoltare i brani tradizionali “Passeggera” e “Leva leva”, nell’arrangiamento dei Phaleg, per rendersi conto di quanto talento ci sia in questi ragazzi.

L’esaltazione creata dall’Orchestra in questa serata aveva bisogno di trovare un protagonista che potesse essere la loro guida “spirituale”. E nessuno ha saputo svolgere questo ruolo meglio di Piero Pelù.
L’ex cantante dei Litfiba, messi da parte i panni di cantante rock, ha regalato al gruppo una maggiore presenza scenica ed una verve che solo artisti del suo spessore riescono a dare.

L’umiltà dimostrata ha reso Pelù “personaggio-non personaggio” ed ogni musicista era felice di sentirsi al fianco di tale artista. Interessante la rilettura di brani come “Bomba boomerang”, “Lacio drom”, dei Litfiba e, soprattutto, “El diablo”, eseguita in una versione lunga e trascinante, cui ha fatto seguito la canzone di Domenico Modugno, “Veni mò”, incisa di recente dai Marasà. Il finale esaltante con il medley “Tribù/Veni mò” ha fatto dimenticare la lunga attesa per vedere un concerto che spero sia solo il primo passo di una affermazione di un progetto calabrese da esportare e non farlo rimanere un episodio isolato.

(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 4/10/09)

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Commenti

Il Concerto ha regalato sicuramente Emozioni… se il tempo fosse stato più clemente per un Soundcheck più Accurato… sarebbe stata una serata difficile da Dimenticare…

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