Tre generazioni cantano con Claudio Baglioni

IF1_3091Claudio Baglioni
“Q.P.G.A. tour”
“Arena Magna Grecia” – Catanzaro
23/08/09

Spesso la carriera di un cantante è “segnata” dal brano di maggior successo che, in molti casi può non essere il più bello fra quelli composti o cantati. Nel caso di Claudio Baglioni, esibitosi domenica sera nell’Arena Magna Grecia di Catanzaro, “Questo piccolo grande amore” assume una importanza enorme. Considerato da critica e pubblico il brano più bello della musica italiana negli ultimi trenta anni, questa canzone ha fatto parlare di sé non solo per le sue vendite. Pubblicato nel 1973, “Questo piccolo grande amore”, come “Bella senz’anima” di Riccardo Cocciante, pubblicata l’anno successivo, è stato censurato per una frase ritenuta non idonea per essere trasmessa dalla radio e dalla TV, tanto da costringere il cantante romano ad incidere una versione “edulcorata”.
Oggi tutto è cambiato, tranne il gradimento dei giovani nei confronti di una canzone e di un album che, nell’epoca degli sms, di internet e di un linguaggio diverso, si è adeguato modificando il titolo in “Q.P.G.A.” mantenendo, però, intatto il fascino che da sempre contraddistingue tutta l’opera.
Una ovazione accoglie Claudio Baglioni appena la band introduce il brano iniziale “In viaggio” e l’immagine del cantante romano appare sul gigantesco schermo posizionato in fondo al palco e sul quale, per tutta la durata della prima parte, sono apparse le immagini dell’omonimo film uscito nelle sale cinematografiche alcuni mesi fa. E’ un susseguirsi di momenti di grande intensità che confermano la qualità di quelle canzoni che aleggiano nei nostri cuori da circa quaranta anni. La novità rispetto alla versione originale è data dall’inserimento di alcuni inediti e dai piccoli intermezzi di “Questo piccolo grande amore”, con Baglioni in versione piano solo accompagnato da una orchestra “virtuale” proiettata sul maxi schermo. Quattro brevi accenni che fanno diventare spasmodica l’attesa del brano trainante dell’intera opera. Prima di questo brano, però, Baglioni si fa apprezzare per una voce ancora intatta a dispetto di una età che, come per le canzoni, sembra essersi fermata. Poco importa se i suoi capelli ora sono corti e grigi, la sua performance vocale riesce a stupire tutti grazie ai continui cambiamenti di tonalità richiesti da brani come “Piazza del popolo”, “Con tutto l’amore che posso”, “Io ti prendo come mia sposa” e “Quanta strada da fare”. La gente si diverte cantando spontaneamente con Baglioni che in alcuni momenti diventa lui stesso semplice spettatore godendo del delirio del pubblico.
A questo punto la lunga attesa viene premiata. “Questo piccolo grande amore” è la giusta esaltazione di amori vissuti e nati grazie alla magia delle sue note. Non c’è persona che non sia coinvolta emotivamente e che non dia libero sfogo ad una sorta di canto liberatorio.
Le ottime interpretazioni di “Porta Portese” e “Quanto ti voglio” mettono la parola fine alla prima parte del concerto.
Claudio Baglioni siede davanti al pianoforte e senza l’ausilio della band parla degli “Altri amori”. Questo il titolo della seconda parte che inizia con “Amore bello”, “Sabato pomeriggio”, “Solo”, “E tu come stai” ed “Avrai”. Un incredibile senso di gioventù cattura chi ha vissuto gli anni in cui queste canzoni erano la colonna sonora di ogni amore.
“Mille giorni di te e di me”, che vede il ritorno sul palcoscenico di tutta la band, è un’altra grande esecuzione dell’artista che non si risparmia e regala altre gemme del suo repertorio come “Quante volte”, “Io sono qui”, “E tu” , fino all’immancabile secondo bis “Strada facendo”.
E’ un finale incandescente. Ognuno dei presenti ricorderà per molto tempo questa serata voluta dalla Essemme Musica di Maurizio Senese, il quale ha dimostrato che poi non è così difficile riempire le platee se ad essere protagonisti sono i cantanti come Claudio Baglioni, vera icona della musica italiana.

(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 25/08/09)

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