Al Foster, il batterista duttile e inventivo che ha suonato con Miles Davis
Al Foster Quartet
“Le Querce Jazz”
Country Club “Le Querce”
Sarrottino (CZ)
22/04/09
Spesso conoscere un artista ed identificarlo con un preciso periodo storico-musicale può diventare difficile tanto è grande la partecipazione ad eventi o incisioni proprie ed altrui. Essi stessi sembrano non avere più età. Al Foster di anni ne ha 65 ed è entrato nel mondo della musica non per caso. Il protagonista del quarto appuntamento della rassegna jazz Le Querce Jazz, tenutosi mercoledì al “Country Club Le Querce” di Sarrottino, ha ascoltato musica sin da bambino. Il padre suonatore di contrabbasso lo ha introdotto, sin dalla tenera età, alla musica jazz. E’ dopo aver ascoltato Max Roach suonare la batteria che Al si dedica allo strumento che lo porterà a collaborare con i nomi più illustri del jazz fino ad essere considerato un maestro di quello strumento.
Per molti Al Foster è il batterista che ha suonato con Miles Davis dimenticando le sue numerose collaborazioni con Lou Donaldson, Blue Mitchell, Horace Silver, Dexter Gordon, Freddie Hubbard per citarne solo alcuni.
Accompagnato da Doug Weiss, al basso, Eli De Gibri, al sax tenore, e Danny Grissett, al piano, Al Foster si presenta ad un pubblico desideroso di ascoltare dal vivo le sue performances.
E l’inizio del concerto è tutto dedicato a Miles Davis. Dell’amico scomparso Al e la sua band interpretano una delle più belle pagine scritte. So what, brano di apertura di uno dei capolavori assoluti della musica jazz, Kind of blue, viene introdotto dalle note soffuse del piano di Danny Grissett. E subito è grande l’entusiasmo dei presenti. Eli De Gibri fa il verso a John Coltrane, pur non possedendone lo stesso calore. La sua è comunque un’esecuzione di alto livello tecnico. Al Foster regala spunti degni di nota confermandosi batterista duttile e inventivo. E’ una strana sezione ritmica quella formata da lui e Doug Weiss. All’inventiva del primo fa da contraltare la tendenza del secondo ad essere misurato ed attento assecondando l’estro del suo compagno. La “strana coppia” è affiatata. Stessa cosa dicasi per la coppia De Gibri e Grissett. Il furore musicale del primo è favorito dal “balsamo” del secondo.
Per tutto il concerto i quattro sembrano divertirsi, con Foster sempre con il sorriso sulle labbra. Ogni brano è un gioiello di esecuzione e tecnica. Nessuna sbavatura a dimostrazione di una altissima concentrazione da parte dei musicisti. Notevoli le esecuzioni di ‘Round midnight, di T. Monk, Cantaloupe island di Herbie Hancock, Blue in green, anche questo tratto dal capolavoro davisiano “Kind of blue”, e Peter’s mood dello stesso Foster in cui i quattro tirano fuori il massimo con assoli mai fini a se stessi.
E’ stato un tripudio che segna la eccelsa qualità musicale che ha proposto l’attuale edizione de “Le Querce Jazz” e le felici intuizioni del suo deus ex-machina Giampiero Ferro.
(Pubblicato sulla “Gazzetta del Sud” del 25/04/09)
(Foto per gentile concessione di Domenico Iozzo)
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