Esecuzione perfetta ma con emozioni di difficile “lettura”

mare-nostrum1Paolo Fresu, Richard Galliano, Jan Lundgren
“Mare Nostrum”
Teatro Politeama – Catanzaro
15/03/09

Da alcuni anni la musica jazz sta virando verso nuovi orizzonti. L’incontro tra stili e generi diversi viene favorito dalle esperienze musicali che gli artisti portano all’interno del progetto che rimane, in molti casi, un episodio isolato. Alcuni di essi danno vita ad un lavoro in studio, quasi a lasciare una traccia della esperienza vissuta, che viene, successivamente, presentato anche in concerto. E’ il caso di Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren, tre grandi personaggi della scena jazz mondiale che domenica sera hanno presentato al Teatro Politeama di Catanzaro il loro album “Mare nostrum”. In questo progetto, sulla carta interessante, convergono le culture di tre artisti appartenenti a mondi diversi. Agli affermati Fresu e Galliano si è unito lo svedese Lundgren, da poco affacciatosi sulla scena internazionale.
Il concerto inizia con il brano che dà il titolo all’album. “Mare nostrum”, scritta da Lundgren, ha dato immediatamente l’idea di quello che i tre presenteranno al pubblico presente. Una melodia morbida, fatta di suoni gradevoli mette a proprio agio anche quegli spettatori che non hanno una profonda conoscenza della musica jazz. A dire il vero, di jazz in questo concerto ce ne è stato poco. L’assoluta mancanza della sezione ritmica, formata da basso e batteria, mostra un tipo di musica quasi eterea, a tratti algida. Nonostante le esecuzioni siano perfette ed i brani di un certo spessore, manca il “calore” necessario a colpire il cuore dello spettatore. I brani presentati, tutti estratti dal loro album, dimostrano una certa staticità espressiva e la loro malinconia è dominante per tutto il concerto. Fresu, Galliano e Lundgren svariano dal folk svedese a composizioni di Ravel, Jobim e Vinicius de Moraes alle quali si aggiungono composizioni originali dei tre artisti che, dimostrano per tutta la durata del concerto, un ottimo affiatamento che, però, non trasmette emozioni. Probabilmente il problema è da ricercare nella diversa personalità e nella diversa cultura musicale dei tre artisti.
In definitiva un concerto da valutare “osservandolo” da due punti di vista diversi. Come precedentemente detto, alla enorme cifra tecnica fa da contraltare la ricerca di una esecuzione troppo perfetta con i tre artisti che “dialogano” con grande maestria ma, a mio avviso, troppo distaccati dal pubblico presente che, comunque, ha gradito l’esibizione di Fresu, Galliano e Lundgren.

(Pubblicato sulla “Gazzetta del Sud” il 17/03/09)

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