Tecnica vocale ed eleganza segni distintivi di Karrin Allyson
La cantante americana Karrin Allyson ha inaugurato mercoledì sera, al Country Club Le Querce di Sarrottino, la terza edizione della rassegna Le Querce Jazz. Artista di grande prestigio, la Allyson ha ottenuto una nomination ai recenti Grammy Awards nella categoria best vocal album per il suo ultimo lavoro Imagina: Songs of Brazil. Già nel 2001, con Ballads: Rembering John Coltrane, e nel 2006, con Footprint, la cantante originaria di Great Bend ha sfiorato la vittoria dell’Oscar della musica.
Il concerto svoltosi in un ambiente particolarmente adatto al repertorio della Allyson ha mostrato le diverse facce di una artista poliedrica che nel corso degli anni, a differenza di altri cantanti, è riuscita ad affrontare con disinvoltura i generi musicali più svariati senza tradire le sue radici jazz. Grande tecnica vocale ed eleganza nelle interpretazioni sono le doti non comuni che la cantante americana ha mostrato al pubblico presente. Requisiti che la hanno portata ad essere una delle prime donne nel suo genere.
Ma tutto questo non sarebbe possibile se ad accompagnare la Allyson non fosse una band di assoluto rilievo. Il chitarrista Rod Fleeman, suo compagno musicale da oltre vent’anni e, al tempo stesso, membro inamovibile della band di Diane Schuur, il contrabbassista Ed Howard e il batterista Todd Strait dimostrano di integrarsi in maniera perfetta con la bionda cantante, ora assecondandone il suo estro ora dimostrando di essere dei superbi solisti.
Ed è grazie alla grande intesa del quartetto che i classici brasiliani presenti nell’ultimo lavoro riescono a mostrare una freschezza insolita. Le canzoni di Jobim, De Moraes, Bonfa, Chico Buarque hanno entusiasmato i presenti ma è quando la Allyson si siede davanti al piano che si toccano momenti di grande intensità. I wish i knew, inserito nell’album “Ballads”, è di una raffinatezza disarmante. La voce della Allyson si fonde perfettamente al pianoforte e la chitarra di Rod Fleeman è degna comprimaria. Da restare senza fiato.
Estrada branca è un altro momento toccante. Il brano di Vinicius De Moraes e Antonio Carlos Jobim diventa poesia e, ove fosse possibile, sembra essere la versione “definitiva” di una canzone che è di per sé un classico. Sembra quasi che ogni brano eseguito da Karrin Allyson diventi un piccolo gioiello, quasi come se lei possedesse il tocco magico di Re Mida.
La nota curiosa della serata è stata data dalla richiesta fatta da Karrin Allyson al pubblico. “Ditemi se volete che io suoni qualcosa per voi”. La canzone indicata è stata One note samba. E’ stato l’atto finale prima di uno sconvolgente bis.
Difatti, la esecuzione di Insensatez sembra cancellare ogni intenso attimo “vissuto” precedentemente. Con il preludio dell’op. 28 di Chopin che fa da introduzione al brano di Jobim, la Allyson dimostra di essere a suo agio anche con la musica classica.
Con questo “evergreen” si conclude uno dei concerti più intensi ai quali ho assistito. Merito di tutto questo va a Giampiero Ferro che ha fortemente voluto uno dei nomi più importanti della scena jazz mondiale e per la quale rassegna ha messo a segno un altro colpo. Infatti, giorno 18 marzo nella stessa location si esibiranno gli Shanga Quartet del sassofonista Seamus Blake. Una ennesima stella che segna la crescita de “Le Querce Jazz”.
La band:
Karrin Allyson, voce, piano
Rod Fleeman, chitarra
Ed Howard, contrabbasso
Todd Strait, batteria
Discografia:
1992 – I Didn’t Know About You
1993 – Sweet Home Cookin’
1994 – Azure-Té
1996 – Collage
1996 – Daydream
1999 – From Paris To Rio
2001 – Ballads: Remembering John Coltrane
2002 – In Blue
2004 – Wild For You
2006 – Footprints
2008 – Imagina: Songs of Brasil
(Pubblicato sulla “Gazzetta del Sud” del 5/3/09)
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Amo a esta mujer, amo su voz su sensualidad !!
Gracias por compartir esta informacion
Quisiera compartir contigo este video que encontre en la web, es del festival San Javier 2008
http://oseamusic.com/2009/03/karrin-allyson-festival-de-jazz-de-san-javier-2008/
Saludos
Melzer