Maryon Pessina, con la MA9Promotion da Bagana Records a Capossela
Conosco Maryon Pessina sin dai tempi in cui lei lavorava alla NUN Entertainment. Una avventura durata solo qualche anno. Oggi con Andrea Vittori è titolare della MA9Promotion, agenzia legata al mondo discografico, con sede a Milano. La sua grande professionalità l’ha portata nel volgere di pochi anni a riempire la propria agenda di impegni con nomi altisonanti della discografia italiana ed internazionale. Avere un appuntamento con lei è sempre una impresa impegnata com’è nell’organizzare il suo lavoro.
L’incontro è previsto nel suo ufficio ma, come ci accade nelle rare occasioni in cui riusciamo ad incontrarci, andremo a pranzo insieme. Questo è uno dei patti non scritti dai quali non deroghiamo. E’ in un ristorante che riusciamo a dialogare meglio. Di solito si parla di lavoro, di musica, dei nostri cd preferiti, ma oggi l’argomento è lei. Questa è la sua prima intervista…
Maryon, mi hai sempre confessato che ami il tuo lavoro. Da cosa nasce questo amore?
Ho sempre amato la musica ma non sono mai stata in grado di farla. Così ho pensato si potesse lavorare nel mondo della musica anche senza essere artisti.
Come hai iniziato?
Mi sono laureata con una tesi sulla sociologia del rock e dopo diverse peripezie ho cominciato a lavorare alla Nun Entertainment di Stefano Senardi. Un microcosmo. Un ambiente unico nel quale ho avuto la possibilità di conoscere vari aspetti della discografia e di imparare diversi tipi di lavori.
Quanto è stato importante per te lavorare con la Nun?
La Nun è stata, per me, una palestra importante, che mi ha dato moltissimo e, soprattutto, mi ha permesso di conoscere amici veri. Un’etichetta troppo bella per essere vera e per poter resistere a lungo.
Infatti qualche anno fa ha chiuso i battenti. Poi cosa è successo?
A fine aprile 2004 la Nun ha chiuso. Il 2maggio 2004 è nata MA9 Promotion, un’agenzia , ufficio stampa e promozione rivolto al mondo discografico.
Parlami della tua “creatura”…
MA9 Promotion è nata da un’idea e una decisione che ho preso insieme ad Andrea Vittori (musicista). Ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo detto… proviamo!
Grande coraggio! Un bel salto nel vuoto…
Verissimo! (sorride) Abbiamo iniziato con progetti piccoli e molto interessanti e , un po’ alla volta, siamo cresciuti e abbiamo allargato il giro delle nostre conoscenze.
Cosa pensi che abbia spinto artisti, produttori ed etichette a chiedervi di lavorare per conto loro?
Credo di poter dire che abbiamo lavorato con impegno e professionalità e grazie al passaparola, i lavori sono aumentati. Da artisti singoli a cataloghi di etichette a progetti allargati. Poi abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna che non guasta mai e il destino amico che ci ha messo le zampine.
Quali sono stati i primi passi che ti hanno fatto capire che eri sulla giusta strada?
Quando abbiamo preso in mano la promozione di Bagana Records di Max Cantù. Poi sono arrivati i progetti di etichette tra le quali Ethnoworld, Levelone, Radiofandango, APG, Gibilterra Midfinger Records, Eclectic Circus e di artisti tra i quali i Simply Red. In seguito, insieme a Luca Fantacone, caro amico ed ex collega della NUN, abbiamo lavorato alla nascita di H20 Music la prima etichetta digitale di Sony BMG.
Hai anche lavorato con Gianni Maroccolo…
Sì. Gianni è un artista che ho sempre amato e stimato. In seguito al nostro incontro è nata un’amicizia che si è consolidata nel tempo e che ci ha portati a lavorare insieme su IG il progetto creato dallo stesso Gianni e da Ivana Gatti e che noi abbiamo avuto l’onore e la fortuna di seguire fin dai primi passi.
Direi che questo con Maroccolo è stato un incontro importante.
Senza dubbio. L’amicizia con Gianni ci ha portati ai Marlene Kuntz e all’etichetta AlaBianca di Toni Verona una persona che stimo moltissimo e che sono davvero molto felice di aver incontrato sul mio cammino.
Ma non vi siete fermati lì, ovviamente…
Fermarsi nel nostro lavoro è impossibile. Successivamente abbiamo iniziato a collaborare con Fabio Stucchi e Milano Concerti (adesso Live Nation) per la promozione di Marlene Kuntz, Baustelle, La Crus.
A coronamento di tanto lavoro c’è la ciliegina Vinicio Capossela.
Verissimo. Dopo l’estate 2008 Luca Bernini ci ha proposto di lavorare insieme alla promozione di Vinicio Capossela. Una richiesta che abbiamo accolto con immensa gioia. Un onore oserei dire.
Circa cinque anni di grandi soddisfazioni. dando uno sguardo a quello che hai fatto direi che puoi essere soddisfata dell’impegno profuso.
Adesso mi rendo conto, guardando indietro, di quanta strada abbiamo fatto. Abbiamo lavorato e tutt’ora collaboriamo con Gianni Maroccolo, Vinicio Capossela, Marlene Kuntz, La Crus, Baustelle artisti che fino a qualche anno fa ci sembravano irraggiungibili. E questa cosa mi riempie di orgoglio.
Oltre a questi grossi nomi c’è qualcosa che pensi di poter fare per le giovani promesse?
Tra un disco e l’altro ci siamo anche ritagliati uno spazio per un lavoro un po’ diverso ed abbiamo firmato un accordo di management con due progetti molto diversi tra loro ed entrambi realmente validi. I primi si chiamano Beaucoup Fish e sono una band di Cremona e il secondo è Yuri Beretta cantautore milanese. Ci siamo innamorati di loro sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista umano e sono due progetti nei quali crediamo moltissimo.
Indubbiamente il tuo è un lavoro oscuro, che passa quasi inosservato ai fruitori di musica. Vuoi spiegare in cosa consiste il tuo lavoro?
Tempo fa, durante una lezione ad un master, mi è stata posta la stessa domanda. Noi siamo il tramite tra l’artista e i mezzi di comunicazione, una sorta di amplificatore e filtro al tempo stesso. Ci sono artisti giovani e sconosciuti che devono crescere e che hanno bisogno di una spinta e di un megafono che dia loro la possibilità di farsi ascoltare e ci sono poi artisti affermati per i quali bisogna proseguire un lavoro già iniziato e occorre contribuire a creare un profilo.
Come nasce il rapporto con un artista.
Noi ci sediamo ad un tavolo, parliamo, capiamo quali possono essere le esigenze di un artista e da lì partiamo. A volte da soli, altre volte in squadra. E’ sempre un’avventura.
Un’avventura che non è mai in discesa.
Ci sono spesso mille difficoltà ed è molto difficile riuscire a farsi strada in un mondo in cui sembra ci sia poco spazio per la musica, però noi ci proviamo con tutte le forze.
Certamente non è stato facile realizzare tutto questo. C’è qualcosa che ti ha reso tutto più “semplice”?
Posso dire di avere avuto la grande fortuna di poter scegliere con quali artisti lavorare e di avere avuto la possibilità di seguire progetti di qualità e di notevole valore artistico. Sarebbe davvero difficile e frustrante per me lavorare a progetti che non ritengo validi o che non riesco a comprendere. Credo che la cosa importante in questo lavoro sia credere in quello che si fa e riuscire a trovare i canali giusti per ogni singolo progetto.
Ci sono progetti in cantiere o che stai sviluppando?
Un anno fa, insieme ad alcuni amici, abbiamo creato un progetto nuovo: Memory Men. Un laboratorio, un’idea nata dal desiderio di provare a dar vita a progetti artistici che pensiamo meritino di essere ascoltati.
Chi sono i tuoi compagni in questa ennesima avventura?
Gli amici che con noi fanno parte di Memory Men sono Valerio Meletti (discografico) e Lorenzo Caperchi (produttore artistico).
Come nasce l’idea di dare vita a Memory Men?
L’idea è quella di cercare nuovi progetti e di costituire una struttura in grado di offrire tutto quello che può servire ad un artista per provare a lanciare la sua musica.
Una grande idea nata in un periodo difficile per la musica…
E’ un sogno, forse un’utopia in un periodo nel quale tutto sembra troppo difficile, ma noi crediamo nella musica, nel suo valore culturale e vogliamo continuare ad investire in progetti nei quali crediamo. O almeno vogliamo provarci. Le prime due uscite sono il progetto solista di Dave Timson (ex Afterglow) e l’esordio discografico di Denise.
A fine serata cosa ti lascia dentro il tuo lavoro?
Questa intervista mi fa riflettere su una cosa. Spesso sono stanca e frustrata dalle difficoltà che incontro nel mio lavoro. Se però mi fermo a pensare, mi rendo conto di essere fortunata per il fatto di aver trovato una professione che mi permette di lavorare con la musica e di conoscere continuamente nuove persone con le quali condividere l’amore per quella che considero la più importante forma d’arte espressiva.
Di solito tu le interviste le organizzi, come hai provato a stare dall’altra parte della barricata?
E’ vero. Di solito le interviste non le faccio in prima persona, ma le organizzo per gli artisti con i quali lavoro. Questa è la prima volta che mi viene chiesto di parlare di me, spero di essere stata all’altezza.
Un piatto di gnocchi al pomodoro mette un punto alla nostra chiacchierata. Continueremo a parlare di musica per un pò prima che la bionda Maryon torni ad occuparsi del suo lavoro, magari fino a tarda notte. E’ veramente un bel personaggio Maryon. Riesce sempre a stupirmi per la sua serenità nell’affrontare i problemi e per la forza interiore che possiede.
La accompagno in ufficio e dentro di me è forte la consapevolezza che il mondo discografico non può fare a meno di Maryon Marilise Pessina.
(Pubblicato il 14/01/09 su Musicalnews.com)
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