La ragazza del Piper entusiasma l’eterogeneo pubblico del Politeama
Patty Pravo
“Tu mi fai girar tour”
Teatro Politeama – Catanzaro
05/12/08
Oltre mille spettatori hanno assistito venerdì sera al concerto che la “Divina” Patty Pravo ha tenuto al Teatro Politeama di Catanzaro. Avvolta da un fascio di luci, Patty arriva in sordina. Un pubblico eterogeneo la accoglie con un caloroso applauso. “Dai sali su”, dall’album “Miss Italia”, inizia un viaggio nel mondo dei ricordi. E questi non tardano ad arrivare con la successiva “Sentimento”. Quanti anni sono passati. Erano i tempi in cui a farci compagnia era il mangiadischi e il juke-boxe, mondo lontano e più coinvolgente del freddo ipod. Un mondo fatto di 45 giri venduti in milioni di copie che riuscivano a riscaldare i cuori della gente. L’epoca in cui la “Ragazza del Piper” esordiva in quello che era il regno della beat generation. The Rokes, Rita Pavone e la cantante veneziana erano il simbolo di quel periodo.
Finora, la performance della bionda cantante non è soddisfacente. Purtroppo, può capitare anche agli “eletti” che ci siano delle clamorose imperfezioni nelle esecuzioni. Ma la voce di Patty Pravo deve riscaldarsi per poter raggiungere le sue calde tonalità. E dopo una imperfetta “Goodbye my love” ecco venire fuori l’Artista. “Per una bambola” ha fatto vedere la cantante da tutti conosciuta. Classe e gestualità sono il bagaglio naturale che la hanno contraddistinta nel corso della sua carriera. La conferma arriva con “Pensiero stupendo”. Il pubblico mostra di gradire una delle canzoni più amate di Patty Pravo. Pur se il dialogo con il pubblico è essenziale, sono le canzoni a parlare. E’ il caso di “Angelus”. La canzone scritta da Ivano Fossati, aiutata da un perfetto gioco di luci, sembra innalzarsi fino al cielo creando un momento di rara intensità.
“Les etrangeres” precede il brano con il quale la Pravo è riuscita a farsi apprezzare dalle nuove generazioni. La voce profonda della “ex Ragazza del Piper” è il “vestito” ideale per “E dimmi che non vuoi morire”.Il brano scritto da Gaetano Curreri e Vasco Rossi, oramai può essere considerato un classico della canzone italiana. Le atmosfere rarefatte di “Les etrangeres” precedono “Io ti venderei”. Il brano di Lucio Battisti mette in risalto le capacità di una band giovane e sempre perfetta nei suoi arrangiamenti.
Un momento di pausa. Patty Pravo e Giovanni Boscariol siedono davanti a due pianoforti per eseguire “Se perdo te” e “Pazza idea”. Le versioni “unplugged” non perdono l’efficacia posseduta dai brani originali. Il pubblico le tributa un caloroso applauso e, quasi a ringraziare, con il supporto della band ecco “La bambola”. Il nuovo arrangiamento crea grande effetto sul pubblico ma è discutibile nella sua veste attuale. Si continua con gli anni ’60. Il pubblico meno giovane, invitato dalla Pravo, ha accompagnato “Ragazzo triste” e “Qui e là”. Poi a sorpresa la cantante veneziana rende omaggio al gruppo napoletano degli Alunni del Sole. La loro “E mi manchi tanto” è uno dei momenti più alti dell’intero concerto. Una interpretazione unica come tale può esserlo la Pravo. Il pubblico le tributa un prolungato applauso.
Come d’incanto si ritorna ad atmosfere più attuali. “Orient Express” e “Let’s go”, inserite rispettivamente negli album “Nic-Unic” e “Cerchi”, sono due brani rock. L’energia della band ancora una volta riesce ad essere evidente. Con la successiva “Tutt’al più” si respira una magica atmosfera. Con questo grande successo del 1970 la Pravo è riuscita a conquistare anche la Francia. Una esecuzione da brivido in cui Patty Pravo viene accompagnata dal solito Giovanni Boscariol. E’ un momento in cui intensità e passione si fondono perfettamente. Con questo brano si chiude un viaggio tra i ricordi e le emozioni.
Il pubblico dimostra di aver gradito l’ultima interpretazione della bionda cantante richiamandola a gran voce sul palco. E lei accontenta i suoi fans regalando loro per la seconda volta la nuova versione de “La bambola”.
Finisce qui il concerto in cui la “!Divina” patty Pravo ha dimostrato di essere Artista nel vero senso della parola griffando una performance in cui le umane debolezze hanno reso terreno un personaggio apparentemente irraggiungibile.
(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud il 7/12/08)
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