Rock e riflessione nella festa live di Ligabue
Ligabue
Stadio San Vito – Cosenza
15 luglio 2008
Basterebbe qualche aggettivo, anche uno solo, per descrivere il concerto di Ligabue al quale ho assistito questa sera. Sarebbe, però, limitativo. Non si può racchiudere in un freddo aggettivo tutto quello che il cantante di Correggio ha saputo trasmettere agli oltre diecimila fans presenti stasera. Una folla che lo ha atteso sin dalle prime ore di un caldo pomeriggio.
E’ stato un regalo che, il promoter Iacobino, ha voluto fare a tutti i calabresi che lo hanno ripagato con enorme entusiasmo. Un entusiasmo visibile negli sguardi di quelli che ho incontrato per le strade della città calabrese e che mi è stato trasmesso dalle facce sorridenti di chi si avviava verso lo stadio “San Vito”. Pertanto, una serata particolare. Anche all’interno dello stadio si respirava la stessa aria. Forse, può essere definito “effetto Ligabue”.
Le note introduttive di “Certe notti”, esaltano la tribù di Ligabue che, da subito, si unisce a lui cantando, forse, la sua canzone più famosa. Con la successiva “Il centro del mondo” comincia a prendere quota il suono di Liga e della sua band. Corposo e coinvolgente come dovrebbe essere in un concerto. Iniziare con i brani dell’album “Buon compleanno, Elvis”, che lo ha consacrato come stella di prima grandezza nel panorama della musica italiana, è stata una scelta azzeccata. Infatti, “Quello che non sei” e “I ragazzi sono in giro”, sono accolti con una ovazione e riescono a far salire la temperatura prima della riflessiva “Ho messo via”.
E’ solo un momento, perchè la chitarra di Poggipollini introduce “Tutti vogliono viaggiare in prima”. Liga si agita, è il cerimoniere riconosciuto di questo grande party. Poi invita i festanti a salutare “zio Guccini”. Racconta di quando con il cantautore modenese ha scritto “Ho ancora la forza”, inciso sull’album “Stagioni” nel 2000 e riproposto da lui nel recente “Secondo tempo”. E’ incredibile l’impatto emotivo che accompagna le note di questo brano. L’incontro tra due mondi diversi, quello di Ligabue e Guccini, ha partorito una melodia struggente ed intensa. Nulla a questo punto può più sorprendermi. E’ un viaggio nel mondo di Liga sempre più intriso di emozioni e di energia. E’ sano e robusto rock italiano. Senz’altro musica superiore a quella che ci propongono tanti personaggi sopravvalutati importati nel nostro paese.
Tutti i brani si susseguono con una rapidità incredibile. “Questa è la mia vita” anticipa “Il giorno dei giorni” in cui Poggipollini crea, con la sua chitarra, un tappeto di riff degni di un numero uno. Intanto sui mega schermi, posti alle spalle del gruppo, si susseguono le immagini di Liga e della band e fanno intravedere la gioia che pervade ognuno di loro nel trasmettere grandi vibrazioni. Sono diversi i momenti che rendono memorabile il concerto. Quando Liga si avvicina al pubblico con la sua chitarra acustica per cantare la delicata “Leggero” sembra voglia sussurarla al suo pubblico, il quale sembra essere ammaliato. Aiutato, sul finale, dalla band lascia che i suoi fans tirino un sospiro di sollievo per lanciarsi nelle trascinanti “Libera nos a malo” e “Le donne lo sanno” fino a “Vivo morto o x” divisa in due parti da un siparietto con Mario che, dopo aver dialogato con Ligabue, si lancia con i suoi amici in una vorticosa danza al suono di “I got you” di James Brown. La folla è in delirio. Una breve pausa e riprende “Vivo morto o x”.
Con “Non è tempo per noi” si torna ad atmosfere più delicate. Questo è un momento particolare. Sui megaschermi scorrono lentamente gli articoli della Costituzione Italiana. E’ un momento in cui Liga ci invita a meditare. “Piccola stella senza cielo” parla d’amore alla maniera di Ligabue. Son passati 18 anni e questa canzone non perde il suo smalto. Ed alle spalle di Liga si libra leggiadra in aria, Elisa Lamberti.
Ora ci attende un finale in crescendo. “Happy hour” e “Urlando contro il cielo” fanno salire le note fino in Paradiso. Tutti insieme a cantare con Liga che sembra abbracciare uno per uno i suoi fans. Qui Poggipollini si lancia in un assolo che squarcia il cielo. E’ l’apoteosi prima del bis.
Richiamato a gran voce sul palco Liga non si fa pregare. Continua la festa con “Tra palco e realtà” e “Balliamo sul mondo”. Ancora rock fino al saluto finale che non poteva che essere “Buonanotte all’Italia”. Una delicata ballata durante la quale scorrono sul megaschermo volti e immagini di personaggi famosi della nostra penisola. De Sica, Cannavaro, Totò, Pertini, Falcone, Borsellino, Sordi vengono salutati con entusiasmo dai presenti.
E’ la fine. Ligabue e i suoi salutano dalla passarella soddisfatti per il lavoro compiuto. E’ stata una serata indimenticabile con dei splendidi compagni d’avventura. Lascia anche delle belle parole che fanno riflettere tutti i presenti: “Il nostro Paese non è di chi lo governa ma di chi ci abita. E voi, che non dovete mai smettere di sognare, vi meritate tutto e ancora di più.
Un ultimo pensiero lo vorrei dedicare per un omaggio ad un bambino conosciuto oltre trent’anni fa: Josè Fiorilli. Non ricordo quanti anni avesse nel 1978. Era un bambino come tanti. Oggi mi sono emozionato nel rivederlo sul palco con un grande come Ligabue. Nonostante i suoi pochi capelli ed un pizzetto che ricorda Frank Zappa, mi ha riportato dietro negli anni in cui i suoi occhi da bambino brillavano al suono della tastiera sfiorata dalle dita del padre, che gli ha regalato questa passione. Bravo Josè. Avrei voluto salutarti ma sei scappato via subito. Giusto. Forse non mi avresti riconosciuto. Alla prossima. Spero presto. Intanto, buona fortuna.
Con una certa tristezza, per il mancato incontro, attraverso, con il mio amico Francesco, le stesse strade che mi avevano condotto allo stadio “San Vito”. Qualcuno canticchia, altri discutono sull’evento. Il concerto è finito. L’entusiasmo rimarrà nei cuori di ognuno di loro per molto tempo.
La band:
Ligabue, voce e chitarra
Fede Poggipollini, chitarra
Niccolò Bossini, chitarra
Josè Fiorilli, tastiere
Luciano Luisi, tastiere
Kaveh Rastegar, basso
Michael Urbano, batteria
La scaletta:
- Certe notti
- Il centro del mondo
- Quello che non sei
- I ragazzi sono in giro
- Ho messo via
- Tutti vogliono viaggiare in prima
- Ho ancora la forza
- Questa è la mia vita
- Il giorno dei giorni
- Il mio pensiero
- A che ora è la fine del mondo?
- Leggero
- Libera nos a malo
- Niente paura
- Le donne lo sanno
- Vivo morto o x
- Non è tempo per noi
- Piccola stella senza cielo
- Happy hour
- Urlando contro il cielo
bis:
- Tra palco e realtà
- Balliamo sul mondo
- Buonanotte all’Italia
(Pubblicato su Musicalnews il 18 luglio 2008)
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