Iggy Pop, genio e sregolatezza del rock

Iggy Pop. Lust for life
di Paul Trynka
Traduzione di Claudio Mapelli
Arcana Edizioni
L’approccio con la biografia su Iggy Pop di Paul Trynka, edita da Arcana, è indubbiamente d’effetto. Infatti, sin dal prologo l’autore inglese ci introduce nel mondo di James Jewell Osterberg Junior (questo il vero nome dell’artista americano). Si parte dalla fine degli Stooges. Dal 9 febbraio 1974, giorno in cui gli Stooges finirono faticosamente la loro esibizione al Michigan Palace di Detroit. Le continue provocazioni di Iggy nei confronti del pubblico avevano reso l’ambiente elettrico. Addirittura la sera precedente il concerto alcuni motociclisti del posto avevano malmenato Iggy.
Viene descritta in maniera fluida la vita difficile e ribelle di Iggy Pop. Trynka racconta con dovizia di particolari l’evoluzione di un giovane che ha trascorso la sua infanzia in una roulotte con i genitori ad Ann Arbour, un sobborgo di Detroit, che a scuola si distingueva per essere intelligente ma, anche, un pò matto, e che, riuscendo a comunicare con tutti i suoi compagni, di qualsiasi classe sociale fossero, finiva per diventarne il leader.
Il suo amore per la musica lo ha portato a diventare il batterista di un gruppo che suonava rock ‘n’ roll: gli Iguanas. Da qui prese il nome Iggy. La sua voglia di ricerca lo portò ad entrare nei Prime Moves. Fu con questo gruppo che Iggy si avvicinò al rhythm and blues. In seguito decisivo fu l’incontro con i fratelli Ron e Scott Ashleton e Dave Alexander, i futuri Stooges. Con loro ha condiviso quattro anni, dal 1969 al 1973, incidendo tre album di spessore, “The Stooges”, “Fun house” e “Raw power”, le cui vendite, però, non furono all’altezza del contenuto. Il loro stile aggressivo e provocatorio nei confronti del pubblico era una delle cause che poco li faceva amare. Iggy visse quegli anni intensamente. Si concedeva facilmente ad ogni tipo di droga. Fu questa una delle cause dello scioglimento del gruppo.
La vita di Iggy Pop è stata segnata da incontri importanti. Infatti, dopo l’incontro con gli Stooges, fu determinante quello con David Bowie. Conosciuto all’epoca in cui stava incidendo “Raw Power”, il Duca Bianco, ha prodotto il suo primo album solo, “The idiot”. Dopo un ricovero in una clinica psichiatrica, fu grazie ai suoi incoraggiamenti che Iggy ritrovò la “giusta strada”. Il 1977 fu l’anno della rinascita di Iggy. Una rinascita che non muta, però, il suo carattere. Le successive incisioni evidenziano la sua continua ricerca o, se vogliamo, la sua instabilità.
Un personaggio difficile ed al tempo stesso affascinante quello che incontriamo in questa biografia arricchita da foto che lo ritraggono in vari momenti della sua vita.
Da notare che il racconto sulla vita di Iggy si ferma al 2003, periodo che precede la reunion degli Stooges sfociata nell’album del 2007: “The Weirdness”. Infine, da evidenziare la discografia completa inserita nelle ultime pagine che rappresenta un ottimo strumento di consultazione per chi affascinato dal testo di Paul Trynka volesse approfondire la conoscenza con una delle icone della musica rock.
(Pubblicato su Musicalnews il 2/6/2008)
Altri articoli simili
Dopo aver letto questo articolo lascia un commento oppure iscriviti ai feeds per poter rimanere informato sulla pubblicazione di nuovi articoli. Grazie!



Commenti
Non c'è ancora nessun commento.
Lascia un commento