Miguel Angel Zotto, principe del tango
Miguel Angel Zotto
“Buenos Aires Tango”
Teatro Politeama – Catanzaro
03 – 04/01/08
Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui, qualcuno o qualcosa, in maniera inattesa, riesce a trasmetterci vibrazioni intense. E’ il classico colpo di fulmine. E’ successo a me stasera. Sono bastate due ore circa di sguardi intensi, di movenze sinuose e di passione a catturare il mio cuore facendolo battere più forte. La causa di tutto questo è stato un ballo che da sempre, nell’immaginario collettivo, è legato, più di ogni altro, alla sensualità: il tango.
Una danza che per taluni è una filosofia di vita, contrassegnata da incontri e scontri, di amore e odio. Di questo ballo, il poeta, attore e compositore argentino, Enrique Santos Discèpolo ha detto: “Il tango non è una danza, è una ossessione… passionale e malinconica. Ogni ballerino è complice non solo del corpo ma anche dell’anima” ed ancora “Il Tango è un pensiero triste che si balla”. Ed è proprio così. Chi ascolta il tango sente che la musica gli lascia dentro opposte sensazioni e che, di fondo, ha una struggente bellezza che lascia in bocca una “sapore” quasi amaro. Le frasi di Discèpolo rendono appieno lo spirito dello spettacolo “Buenos Aires Tango” con cui Miguel Angel Zotto, attualmente il più grande “tanguero” esistente, e la sua compagnia “Tango x2” (Tango por dos) stanno girando il mondo intero con consensi unanimi. Gli stessi che, per due sere, hanno ricevuto dalla platea, coinvolta fino all’inverosimile, presente al Teatro Politeama di Catanzaro. Nulla in questo spettacolo è stato lasciato al caso. Una calda ambientazione ha fatto da scenario per tutta la sua durata. Le immagini che hanno fatto da sfondo cambiavano continuamente con il susseguirsi delle situazioni che lo stesso Zotto, insieme alla sua compagnia, ha voluto interpretare.
Lo spettacolo, diviso in due atti, presenta diverse ambientazioni.
In “El Civico y La Moreira” si narra di una leggendaria coppia, El Civico e La Moreira, famosa all’inizio del XX secolo per aver gestito del primo locale in cui si suonava tango.
Con “El prostibulo” siamo nel primo decennio del XX secolo, in cui Buenos Aires vide l’approdo di “immigrati” pronti a dare un nuovo inizio alle proprie speranze. Vengono ricostruiti i bassifondi della città argentina in cui giovani ragazze, appena arrivate, finiscono per prostituirsi.
E’ un “racconto” intenso, emotivamente pregnante questo che ci dà Zotto di quel periodo.
Lo stesso si può dire per le successive “Calle Corrientes” e “Cafè Marzotto”. Quest’ultimo era un caffè tipico situato in Calle Corrientes, luogo di incontri di giovani artisti, i quali si esibivano nei teatri e nei cafè situati in quella strada. Fu quello il posto in cui Carlos Gardel, Anibal Troilo, Carlos Di Sarli ed altri artisti cominciarono la loro storia e la loro carriera.
Ma il momento più intenso del primo atto è stato, a mio avviso, “La plaza”. In una piazza di Buenos Aires coppie di innamorati, di sera, danzano al ritmo di un vecchio “carrousel”. Al mattino seguente le stesse persone vanno a lavorare al ritmo della Milonga.
Di seguito, in “Tango, vals y milonga”, Zotto balla un tango, un valzer ed una milonga con tre diverse ballerine.
Il primo atto si conclude con “Homenaje personajes de Horacio Ferrer y Astor Piazzola” omaggio ai due personaggi citati nel titolo in cui ogni “tanguero” dà vita ad uno dei personaggi descritti nelle liriche di Ferrer.
Il secondo atto, è impostato maggiormente sulla coreografia che sui “racconti”.
Si inizia con “Desarrollo del tango danza: la escuela”. In questa fase la compagnia intera balla mostrandoci lo sviluppo nel tempo del tango e dei suoi stili iniziando dai passi base alle sue figure più complicate.
“Baile entre hombres”, a mio avviso è la parte meno passionale di tutto lo spettacolo. Quella in cui viene a mancare la parte femminile. E’ questa, infatti, una coreografia che Zotto ha previsto per soli uomini. Manca, in pratica, di quella componente fondamentale propria del tango: la passione.
In “Orquesta Anibal Troilo homenaje a Eduardo Arolas”, omaggio al compositore e suonatore di bandoneon Eduardo Arolas, ritorna la passione con Miguel Angel Zotto e Daiana Gùspero, che ci regalano uno dei momenti più intensi con le loro evoluzioni.
La tecnica la fa da padrone in “Coreografia de piernas”. Tutte le coppie ballano mostrandoci stili differenti. Sembrano muoversi tra le note o, addirittura, essere sostenuti da esse allorquando le ballerine si librano verso l’alto, restando ferme per alcuni secondi in quella posizione. E’ una autentica ovazione che, dopo “Contrapunto de instrumento”, breve intermezzo strumentale in cui i musicisti mostrano appieno il loro valore, precede “Orquesta de Anibal Troilo homenaje a Julio De Caro”. Ed è qui che, ove ce ne fosse bisogno, i ballerini dimostrano di avere una caratura di livello mondiale. Infatti, in questa coreografia i ballerini posizionatisi a bordo palco danzano con i piedi fuori dallo stesso. E’ il finale che giunge troppo presto e che, ognuno dei presenti, avrebbe voluto tardare il più possibile. Con una lunghissima ovazione, tributatagli dal pubblico, Zotto ed i suoi lasciano l’Italia per una nuova meta: New York. E al di là dell’Oceano altri, come me, si faranno ammaliare da Miguel Angel Zotto, principe del tango.
Ballerini:
Miguel Angel Zotto
Daiana Guspèro
Gabriel Pomce
Analia Morales
Facundo Gallo
Maggie Valdez
Pablo Garcia
Marianna Dragone
Ernesto Candal
Marianna Norando
Lenadro Oliver
Laila Rezk
Gonzalo Cuello
Musicisti:
Pocho Palmer, direttore musicale, bandoneon
Claudio Garces, voce
Mauricio Svidovsky, violino
Daniel Vacava, pianoforte
Christian Basto, contrabbasso
(Pubblicato su Musicalnews.com il 7/01/2008)
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