Caravanserai dei Santana: un appassionato viaggio nella musica

caravanserai.jpgEsploso il 16 agosto 1969 a Woodstock grazie all’infuocata esecuzione di “Soul sacrifice”, Carlos Santana si presenta con la sua band composta non da onesti gregari ma da eccezionali musicisti: Neal Schon, Michael Shrieve, Gregg Rolie, Tom Coster, Josè “Chepito” Areas fra gli altri. Di lì a pochi mesi l’omonimo esordio su LP è una ennesima rivelazione per il mondo intero per il suo contenuto legato a ritmi e sonorità derivanti dalla sua cultura musicale ed “Evil ways”, “Jingo” e la già citata “Soul sacrifice” sono i biglietti da visita che fulminano l’ascoltatore. La storia si ripete qualche mese dopo, nel 1970, con “Abraxas” laddove la scaletta presenta brani scoppiettanti e intrisi dagli intrecci del virtuosismo di Carlos Santana con la sezione percussiva e le tastiere di Rolie. Alle cover di “Black magic woman” (Fleetwood Mac), “Oye como va” (Tito Puente) si aggiungono le sfavillanti “Se a cabo”, “Hope you’re feeling better” e la classica “Samba pa ti”.

Con “Santana III” (1971) si avverte un momento di riflessione anche se “Toussaint l’ouverture”, “Guajira”, “Batuka” ed “Everybody’s everything” mantengono sempre alta la tensione. Dopo questo lavoro Carlos Santana entra nella “fase mistica” grazie all’incontro con il guru Sri Chinmoy presentatogli da Larry Coryell e aggiunge al suo il nome Devadip.E’ in questo periodo che esce “Caravanserai” (1972): album in cui si notano influenze jazzistiche. La musica proposta in questo album è quella pensata e proposta da un “collettivo” allargato che integra diverse esperienze musicali. Si va dal jazz-rock agli intensi ritmi percussivi passando attraverso momenti di profonda meditazione. Meditative, infatti, sono le due tracks che introducevano i lati A e B del 33 giri, “Eternal caravan of reincarnation”, introdotta dal sax registrato al contrario di Hadley Caliman, e “Future primitive”. L’intero album realizzato come una suite a differenza dei precedenti è quasi completamente strumentale ed ha il suo momento di maggiore estasi in “Song of the wind”, brano che si avvale di un vorticoso dialogo tra le chitarre di Carlos Santana e Neal Schon. A seguire “All the love of the universe” che tenta di portarci sulla strada della purificazione. L’ipnotica “Future primitive” si fonde con il classico di Antonio Carlos Jobim “Stone flower” portandoci in Brasile e qui siamo alle porte de “La fuente del ritmo” che, a voler parafrasare il titolo, è una fonte da dove sgorga il ritmo che ci assale vorticosamente fino a condurci, grazie anche alle improvvisazioni pianistiche, alla finale “Every step of the way” in cui i suoni si rincorrono fino ad essere enfatizzati nel finale dalla presenza dell’orchestra diretta dal trombettista jazz Tom Harrell. Un gemma imperdibile che, oggi grazie alla SonyBMG, viene “incastonata” nella collana “I wanna rock” con un prezzo (€ 10,90) assolutamente alla portata di tutti. Good rock!!!

(Pubblicato su www.musicalnews.com il 10/07/2006)

Altri articoli simili

Dopo aver letto questo articolo lascia un commento oppure iscriviti ai feeds per poter rimanere informato sulla pubblicazione di nuovi articoli. Grazie!

Commenti

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

(obbligatorio)

(obbligatorio)